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Ultimo Aggiornamento
domenica 14 agosto 2011

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Non fu interruzione di Consiglio comunale: tre assoluzioni piene

Saluggia - Quel che era già chiaro da più di sei anni è ora anche in una sentenza di tribunale: la sera del 24 gennaio 2006, al palazzetto dello sport di Saluggia, il Consiglio comunale che stava per approvare una variante urbanistica che avrebbe consentito la costruzione di nuovi depositi per materiale radioattivo non fu "interrotto da alcuni facinorosi": la seduta era già stata sospesa per iniziativa dei consiglieri stessi, e non è più ripresa.

L'ha sentenziato nel pomeriggio di martedì 12 luglio il giudice Paolo Bargero, che ha assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste" i tre imputati Pietro Greco di Saluggia, Claudio Jacassi e Luca Bellardone di Vercelli. Dopo una serie di udienze in cui sono stati ascoltati come testimoni alcuni ex amministratori comunali – chiamati dall'accusa – e alcune persone presenti quella sera in palestra – testimoni voluti dalla difesa -, il pubblico ministero nella sua requisitoria aveva chiesto condanne miti (dai due ai tre mesi di carcere), ma il giudice li ha assolti. I tre imputati erano difesi dagli avvocati Crisitina Ceci, Roberto Rossi, e Gianluca Vitale.

Appena uscito da palazzo di giustizia, il saluggese Greco ha dichiarato: "Un'attesa di sei anni è stata lunga, ma sono sempre stato tranquillo e sereno perché sapevo di non aver fatto nulla di male. Ero fiducioso, al momento della lettura della sentenza ero anche emozionato, ma quando il giudice ha detto che non sussiste nessun reato e mi ha assolto sono esploso di felicità, e ho versato anche qualche lacrima. Ora finalmente è stata fatta giustizia. Voglio ringraziare tutte le persone che in questo processo mi sono state vicine. Con gli amministratori comunali di allora sono tornato in buoni rapporti. E intanto il no al nucleare ha vinto".

(da la Gazzetta del 15 luglio 2011)


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