NOTIZIE DA SALUGGIA

Pagina di Stampa Pagina di Stampa    Invia questo articolo Segnala l'articolo
Cerca nella pagina


Ultimo Aggiornamento
domenica 18 dicembre 2011

© lmg 2011
Nessun diritto è riservato

Cosa ci fanno all'inceneritore di Vercelli cinque fusti radioattivi usciti dalla Sorin?

Vercelli - Cosa ci fanno cinque fusti di materiale radioattivo all'inceneritore di Vercelli? Come ci sono arrivati, e perché?

C'è un indagato nell'inchiesta sui fusti con residui radioattivi portati per lo smaltimento all'inceneritore di Vercelli, un'indagine diventata pubblica dopo una segnalazione di Carlo Rossi (Italia dei Valori), consigliere di minoranza in Provincia. Ad un tecnico di Ivrea, responsabile in materia di ambiente alla Sorin di Saluggia, la Procura di Vercelli ha notificato l'avviso di chiusura indagini: l'ipotesi di accusa è di non aver osservato le prescrizioni previste nel decreto che regola lo smaltimento di scorie radioattive.

I fusti sono cinque e sono arrivati all'inceneritore il 18 marzo. Sottoposti ai controlli, le apparecchiature hanno rilevato, in fusti che dovrebbero contenere rifiuti di tipo sanitario, livelli anonimi di radioattività. Sono stati chiamati i carabinieri del Noe di Torino e i tecnici dell'Arpa di Ivrea. I fusti sono stati posti sotto sequestro e messi in sicurezza, sempre nell'area dell'inceneritore. Sono ancora lì e vi resteranno finché l'inchiesta non avrà accertato le responsabilità e stabilito a chi spetta il costo per lo smaltimento.

«La lettura di atti tecnici da parte di non addetti ai lavori – commenta l'assessore provinciale all'ambiente Davide Gilardino – può generare equivoci. Se Rossi avesse chiesto chiarimenti ai nostri uffici sarebbe subito venuto a conoscenza del fatto che nessun operatore ha mai corso alcun rischio, che la presenza dei fusti radioattivi all'inceneritore è responsabilità di chi ve li ha inviati, e che i controlli all'impianto evidentemente funzionano, visto che i fusti sono stati subito bloccati, e stoccati osservando tutte le misure richieste. E da quando Arpa lo ha imposto, ora esistono anche i portali, non obbligatori per legge, che controllano in automatico qualsiasi materiale in ingresso».

(la Gazzetta - 15 dicembre 2011)


Torna su