Saluggia -
Signor Presidente della Repubblica, riportano le cronache che qualche giorno fa, ricevendo al Quirinale un gruppo di studenti vincitori del concorso "Immagini per la terra", Lei – ricordando le frane e le alluvioni che all'inizio del mese hanno provocato danni e devastazioni in varie zone d'Italia – abbia rilevato come alla radice di molti disastri ambientali vi sia «il mancato rispetto delle regole».
A un ragazzo che Le ha rivolto una domanda, Lei ha risposto: «Purtroppo agli uomini a volte piace concentrarsi su quello di cui hanno bisogno nell'immediato. E così non rispettano le regole. C'è chi costruisce casa senza pensare se reggerà in caso di alluvione. Dunque ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no. E una volta che sono state fatte bisogna che vengano rispettate. Spero che voi ragazzi cresciate con questa convinzione».
È molto probabile, signor Presidente, che parlando di regole in tale contesto Lei si riferisse ai Piani regolatori, quegli strumenti che geologi e urbanisti preparano (e che Comuni e Regioni poi approvano) perché si sappia in quali parti del territorio è possibile costruire case e altro, e dove – se si vogliono evitare disastri ambientali – è bene che non si costruisca alcunché. Si chiamano regolatori proprio perché forniscono queste regole. E una volta che i Piani sono stati fatti «bisogna – sono parole Sue – che vengano rispettati». Ma chi è che deve farli rispettare?
Sulla Sua scrivania, signor Presidente, da alcuni mesi c'è un fascicolo che riguarda il Comune di Saluggia, in provincia di Vercelli. Nel territorio di questo Comune la Sogin – società a capitale pubblico che gestisce i siti nucleari italiani – intende costruire due depositi per rifiuti radioattivi. E intende costruirli in un'area vicina al fiume Dora Baltea in cui il Piano regolatore – eccole, le regole – per motivi idrogeologici vieta di realizzare nuove costruzioni. Quel fascicolo è sulla Sua scrivania perché una signora di Saluggia, Rossana Vallino, Le ha fatto pervenire un "ricorso straordinario al Capo dello Stato" affinché Lei faccia rispettare le regole e intervenga per bloccare queste costruzioni in area inedificabile. Ricorso che finora non è stato preso in considerazione.
Sono personalmente convinto, Signor presidente, che i Suoi appelli e le Sue esortazioni sarebbero molto più efficaci se ad esse seguissero – come nel caso che Le ho citato – provvedimenti concreti volti a far comprendere che tutti, in questo Paese, devono rispettare le regole. E che se un Piano regolatore prevede che in una certa area non si possano realizzare nuove costruzioni – tanto più se sono depositi di materiale radioattivo – queste non devono essere realizzate. È un principio di buonsenso, prima ancora che di tecnica urbanistica, ma purtroppo viviamo tempi in cui si rende necessaria una sua riaffermazione da parte del Presidente della Repubblica.
Accogliendo le istanze contenute nel ricorso della signora Vallino, condivise da gran parte dei saluggesi e da tutti coloro che auspicano il rispetto delle regole, Lei potrà dimostrare, signor Presidente, che le Sue non sono – uso un'espressione di Luigi Einaudi, che sessant'anni fa sedette alla scrivania che oggi al Quirinale è la Sua – "prediche inutili", ma sono princìpi che Lei stesso per primo si premura di applicare.
In fiduciosa attesa, Le porgo i miei ossequi.
(da la Gazzetta.info del 15 novembre 2010)
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