Saluggia -
Quella del deposito "D2" per rifiuti radioattivi, che Sogin intende realizzare a Saluggia nell'area ex Eurex, è la classica vicenda di come le leggi e le regole vengano bypassate e aggirate, e di come le autorizzazioni richieste da Sogin siano firmate da soggetti che sono in qualche modo legati alla Sogin stessa.
L'area scelta da Sogin è inedificabile: dal novembre 2000 il Piano Regolatore vigente prevede che in riva alla Dora Baltea, per motivi di carattere idrogeologico, vi sia il "divieto di ogni nuova costruzione".
Sogin ci prova lo stesso e, nel novembre 2004, presenta al Comune la domanda "diretta al rilascio del permesso di costruire". L'ufficio tecnico del Comune risponde che l'intervento non è compatibile con il Piano Regolatore.
Sogin inizia allora a far pressioni sull'allora sindaco Franco Barbero perché modifichi il Piano regolatore. Barbero fa approntare una variante parziale secondo i desiderata di Sogin e la fa adottare dal Consiglio nel luglio del 2005.
Si arriva a dicembre ma la variante non è ancora approvata definitivamente dal Comune. Ecco allora che interviene il Commissario di Governo, generale Carlo Jean, che - in forza dei poteri speciali di deroga conferitigli - emana un'ordinanza: o il Comune approva la variante e rilascia il permesso di costruire entro il 21 gennaio 2006, oppure - siccome si tratta di un'opera urgente e indifferibile - rilascio io a Sogin il permesso di costruire, in deroga al Piano regolatore.
Barbero porta la variante all'approvazione del Consiglio ma non riesce ad arrivare al voto. Il permesso di costruire il deposito D2, alla Sogin, è rilasciato dal Generale Jean. Il quale, oltre che Commissario di Governo, è anche, incidentalmente, il presidente della Sogin stessa.
Passano più di tre anni – siamo a giugno 2009 - e Sogin, per problemi di autorizzazioni tecniche al progetto, non riesce a iniziare la costruzione di quest'opera che già nel 2005 era così urgente e necessaria. Presenta allora al Comune l'istanza per una "proroga almeno triennale del termine di ultimazione dei lavori", "e perciò sino al 3 luglio 2012". Il 30 luglio il Comune amministrato dal sindaco Marco Pasteris - che non ha i poteri di deroga di cui si era avvalso il Generale Jean, e che quindi deve attenersi alle norme di Piano regolatore - concede comunque la proroga richiesta da Sogin. A firmare il provvedimento è il responsabile del servizio tecnico urbanistico, Antonello Ravetto.
Chi è Ravetto? È un architetto, libero professionista. Che sul suo sito internet pubblica l'elenco degli incarichi ricevuti nella sua attività professionale privata. Fra questi spuntano anche diversi lavori effettuati a Saluggia per la Sogin, fra i quali – proprio nel 2009 - una consulenza per "pratiche tecnico-legali, di natura urbanistica" relative a "realizzazione depositi per scorie radioattive".
A concedere la proroga a Sogin è quindi, per il Comune, la stessa persona che come libero professionista è consulente di Sogin proprio per quella pratica urbanistica.
Il deposito D2 voluto da Sogin, se si applicano la legge e il Piano regolatore, nell'area Eurex di Saluggia non si può costruire. Ma grazie a un provvedimento firmato nel 2005 (e rettificato nel 2006) per conto del Governo da un soggetto che era anche presidente di Sogin, e grazie a un altro provvedimento firmato nel 2009 per conto del Comune da un soggetto che è anche consulente di Sogin, il deposito di scorie radioattive potrà essere costruito in un'area inedificabile.
(da la Gazzetta.info del 1 agosto 2010)
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