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Ultimo Aggiornamento
sabato 6 marzo 2010

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Deposito "D2": l'Ente Parco chiede al Comune se il progetto è ancora quello di cinque anni fa

Saluggia - Con una lettera formulata dalla Giunta esecutiva, di cui è presidente Piergiorgio Bevione e vicepresidente Umberto Lorini, il 22 febbraio l'Ente Parco del Po Torinese ha chiesto formalmente al Comune di Saluggia se il progetto del deposito nucleare D2 che Sogin intende realizzare all'interno dell'area protetta è ancora quello presentato al protocollo dell'Ente cinque anni fa.

«Nell'ottobre 2005 – scrive il Parco – il Comune di Saluggia ci ha trasmesso i progetti presentati da Sogin per la realizzazione delle opere connesse all'impianto di cementazione Cemex», fra le quali anche il deposito D2. «Per tali opere il permesso di costruire era stato rilasciato – in deroga agli strumenti urbanistici – con due Ordinanze dal Commissario Delegato per la sicurezza dei materiali nucleari».

Essendo scaduto il "permesso di costruire" costituito dalle Ordinanze, nell'agosto 2009 il Comune di Saluggia ha trasmesso al Parco l'«Istanza di proroga del termine per l'ultimazione delle opere connesse all'impianto di cementazione Cemex» presentata dalla società Sogin.

«Non essendo stata rinnovata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la dichiarazione di "stato di emergenza" in virtù della quale il Commissario aveva potuto emanare le Ordinanze in deroga agli strumenti di pianificazione, il ritorno alla procedura ordinaria – precisa il Parco – comporta che un nuovo eventuale permesso (o – come richiesto da Sogin – di una proroga al permesso di costruire scaduto, nel caso in cui i lavori siano iniziati) possa essere rilasciato dal Comune, se compatibile con le norme urbanistiche vigenti, previa richiesta di parere dell'Ente Parco».

Il Parco chiede quindi al Comune «di precisare lo stato di esecuzione (da iniziare, in corso, completata) di ciascuna opera, compreso il deposito D2», e chiede «se siano stati confermati da Sogin i progetti (tavole e relazione) inoltrati al Parco dal Comune nell'ottobre 2005, o se tali progetti siano stati modificati. In quest'ultima ipotesi si chiede al Comune di trasmettere al Parco i progetti aggiornati».

L'ISPRA (organo autorizzativo): «Noi stiamo esaminando un'istanza del 2008...»
Roma - «L'istanza di Sogin per il deposito D2 è stata presentata nel gennaio 2008, quando il periodo "emergenziale" era già terminato. A spiegare l'iter in corso è l'ingegner Lamberto Matteocci, responsabile del servizio controllo sicurezza nucleare dell'Ispra (già Apat), l'organo da cui Sogin attende l'autorizzazione tecnica per iniziare la costruzione del deposito. «Con decreto del 25 giugno dello stesso anno – aggiunge Matteocci – il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la realizzazione del deposito D2, con la prescrizione che fosse seguita la procedura prevista dall'articolo 41 del D.lgs 230/95 che richiede prima della costruzione e messa in opera del deposito stesso, l'approvazione da parte dell'Apat di uno specifico progetto particolareggiato, sentita la Commissione tecnica per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria».

L'Ispra, che per legge ha rilevato le competenze da Apat, ha chiesto a Sogin una serie di modifiche e integrazioni; Sogin sta adeguando il progetto sulla base delle integrazioni richieste e lo ripresenterà a Ispra, presumibilmente entro il primo semestre di quest'anno, per l'approvazione definitiva.

(da la Gazzetta.info del 1 marzo 2010)


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