Torino -
L'Assemblea regionale del Partito Democratico del Piemonte ha approvato all'unanimità una mozione, presentata dalla coordinatrice saluggese del partito Paola Olivero, in cui si chiede alla presidente della Regione, Mercedes Bresso, di disporre «l'annullamento della proroga reputata illegittima data dal Comune di Saluggia il cui sindaco, Marco Pasteris, dovrà presentare al Consiglio comunale regolare proposta di Variante al Piano Regolatore, indispensabile per poter costruire in quell'area ove oggi è assolutamente vietato e sia così restituita dignità alle istituzioni a cui democraticamente spetta tale decisione».
Nelle premesse della mozione viene ricordato che «la Regione Piemonte ospita sul suo territorio scorie nucleari, allocate nei Comuni di Saluggia, Trino e Bosco Marengo e che in particolare Saluggia ospita da sola l'80% del totale nazionale di scorie in termini di radioattività», che «il Comune di Saluggia ha concesso una proroga alla società Sogin di ulteriori tre anni per costruire il deposito D2, opera mai iniziata nei tre anni previsti dalla legge e destinata a contenere migliaia di metri cubi di scorie nucleari, per un tempo indefinito, e in un'area in cui è vietato ogni genere di costruzione», che la minoranza consigliare di centro-sinistra del Comune di Saluggia ha intrapreso azioni presso la Regione Piemonte affinché sia riconosciuta l'illegittimità della proroga concessa dal Comune e si rinvii al Consiglio comunale la discussione in merito ad una Variante al Piano Regolatore».
A Bresso viene rammentato inoltre che «il deposito D2, definito temporaneo, è in realtà destinato a diventare definitivo per l'assenza di un sito unico nazionale per i rifiuti nucleari, il cui studio è stato accantonato dal Governo», che «l'area di Saluggia è stata giudicata inidonea ad ospitare depositi nucleari, perché in fascia fluviale esondabile esposta a gravi rischi ambientali e densamente popolata, confinante con le falde dell'Acquedotto del Monferrato (che serve più di cento comuni) e con il comprensorio biomedicale del Gruppo Sorin, una delle più importanti realtà produttive e industriali nazionali e centro d'eccellenza europeo, che sta uscendo da una crisi occupazionale anche con l'importante sostegno della Regione Piemonte, dove vi lavorano 1800 dipendenti» e che «il sindacato unitario Cgil, Cisl e Uil ha già raccolto fra i dipendenti del Gruppo Sorin più di 800 firme contro la costruzione del deposito D2 perché si teme che la decisione assunta in merito porti ad un declino delle attuali produzioni industriali e alla impossibile espansione di nuove attività produttive, tenuto anche conto del fatto che alle società del Gruppo Sorin è impossibile espandersi poiché vincolate dal vigente Piano Regolatore, vincolo che non ha però impedito al sindaco di Saluggia di concedere a Sogin di costruire il più grande deposito nucleare italiano».
(da la Gazzetta.info del 15 gennaio 2009)
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