Saluggia -
Il Comune ha accolto l'istanza presentata da Sogin ed ha concesso una proroga di tre anni del termine di ultimazione lavori delle "opere connesse all'impianto di cementazione Cemex", scaduto ai primi di luglio. Il provvedimento di proroga è stato firmato dal responsabile del servizio tecnico urbanistico comunale, Antonello Ravetto.
Nell'area Eurex, come è noto, il Piano regolatore vieta la realizzazione di nuove costruzioni. Le "opere connesse all'impianto di cementazione Cemex" erano state autorizzate, in deroga al Prg, con un'Ordinanza – poi rettificata – del Commissario governativo Gen. Carlo Jean, nel dicembre 2005, quand'era vigente lo "stato di emergenza" e il Commissario aveva la Potestà di "scavalcare" il Piano regolatore. Esse sono: 1. nuovo sistema di approvvigionamento idrico; 2. deposito D2 per rifiuti solidi a bassa attività; 3. edificio direzione operazioni di cantiere; 4. edificio portineria e controllo security; 5. relativa viabilità. L'Ordinanza valeva come permesso di costruire.
Si tratta di cinque opere fra loro distinte: il Rapporto di Progetto Particolareggiato per la n. 1 (nuovo sistema di approvvigionamento idrico) era stato presentato da Sogin ad Apat il 14 febbraio 2005; il Rapporto di Progetto Particolareggiato per la n. 2 (deposito D2) era stato presentato il 19 aprile 2005.
Il 3 luglio 2006 – quindi entro il termine di un anno dal rilascio del "permesso di costruire" – la Sogin, a firma di Michele Gili, responsabile dell'Area Disattivazione Saluggia, aveva presentato al Comune di Saluggia la "comunicazione di inizio lavori" relativa all'opera n. 1: "nuovo sistema di approvvigionamento idrico del sito Eurex". Non risultano essere mai state presentate, né entro il termine di un anno dal rilascio del permesso di costruire, né successivamente, le "comunicazioni di inizio lavori" relative alle altre quattro opere.
Sono trascorsi quasi tre anni: in tutto questo tempo Sogin ha completato solo la prima delle cinque opere autorizzate con l'Ordinanza. Alla fine di giugno 2009, allora, la società, a firma del responsabile Ingegneria, sicurezza e licensing Luigi Brusa, ha presentato al Comune di Saluggia una "istanza di proroga del termine per ultimazione delle opere connesse all'impianto di cementazione Cemex". Fra queste, si chiedono altri tre anni per "ultimare" il deposito D2 per rifiuti radioattivi, che a tutt'oggi non è stato nemmeno iniziato.
Il 30 luglio il Comune ha concesso a Sogin la "proroga del termine di ultimazione lavori": riferita non solo all'unica opera di cui è stato comunicato l'inizio lavori, ma a tutte e cinque. Anche a quelle che non sono ancora state iniziate, e che il Piano regolatore vieta di costruire all'Eurex.
Il Parco del Po: intervenga la Vigilanza Urbanistica
Moncalieri -
Seppur in pieno agosto, appena ricevuta la notizia della concessione della proroga da parte del Comune di Saluggia a Sogin, il presidente dell'Ente Parco del Po Torinese, Piergiorgio Bevione, ha riunito la Giunta esecutiva per decidere il da farsi. Su proposta del vicepresidente Umberto Lorini, titolare della delega sull'area vercellese e chivassese del Parco, l'Ente ha immediatamente inviato
una nota alla Regione
– e, per conoscenza, al Comune di Saluggia – per chiedere l'intervento della Vigilanza Urbanistica.
Nella nota, a firma del direttore dell'Ente, Ippolito Ostellino, si sottolinea inoltre che "in merito sono da considerarsi anche le questioni connesse agli aspetti legati alle misure compensative e/o mitigative che il nostro Ente ha da sempre sollecitato e richiesto nei procedimenti relativi alle opere qui descritte, rilevando come tuttavia ad oggi non siano ancora state avviate né definite le opere attivabili. A fronte delle diverse sollecitazioni del nostro Ente all'Amministrazione comunale, quest'ultima ha comunicato solamente di aver stanziato risorse che tuttavia non paiono finalizzate alle diverse proposte di compensazione ambientale da noi formalmente avanzate alla stessa Amministrazione".
Esposto alla Procura della Repubblica: «Il Comune non può concedere proroghe in contrasto cin il Prg»
Saluggia -
La concessione a Sogin da parte del Comune della proroga per la costruzione del deposito D2 è oggetto di un esposto presentato nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica da un cittadino saluggese, "ai fini dell'accertamento della fattispecie di cui all'art. 323 del codice penale, o di eventuali altre".
L'esponente rileva che «l'unico soggetto legittimato a concedere un'eventuale proroga del termine di ultimazione dei lavori è quello che ha rilasciato il permesso, e lo può fare solo in regime di "stato di emergenza", per "esigenze di necessità ed urgenza", come specificato nell'Ordinanza del Generale Jean. Lo "stato di emergenza" è cessato, per decisione del Governo, nel 2006. Il Comune non ha poteri di concedere permessi di costruire, né proroghe per l'ultimazione dei lavori, in difformità da quanto previsto dal Prgc».
Rileva inoltre che «l'unica delle cinque "opere connesse all'impianto Cemex" per cui era stata presentata al Comune la "comunicazione di inizio lavori" (data dalla quale vanno conteggiati i tre anni per l'ultimazione) è il nuovo sistema di approvvigionamento idrico. Dunque l'unica opera per la quale è possibile richiedere (ed eventualmente concedere, una volta individuato il soggetto che ne ha titolo) una proroga del termine per l'ultimazione dei lavori è esclusivamente quella, non essendo mai stato comunicato – per le altre quattro – l'inizio dei lavori».
Assemblea con i cittadini
Saluggia -
Venerdì 11 settembre alle 21, nel salone del cinema dell'Oratorio, si terrà un'assemblea pubblica dal titolo "Saluggia: via libera al nucleare. Prorogati gli effetti delle vecchie ordinanze, mentre entra in vigore la nuova legge autoritaria". L'assemblea è organizzata da Legambiente e Pro Natura del vercellese; interverranno Gian Piero Godio, presidente di Legambiente per il Vercellese, e Umberto Lorini, rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Parco del Po. Seguirà un dibattito a cui saranno invitati ad intervenire i rappresentanti dei Gruppi consiliari del Comune di Saluggia e della Regione Piemonte, e tutti i cittadini.
Un'altra assemblea sul nucleare è stata organizzata da Comitati e Centri sociali: si terrà a Vercelli, presso il Csa "Mattone Rosso", sabato 5 settembre dalle 10 alle 15.30. «Prima si sono preparati il terreno con le compensazioni – affermano gli organizzatori – e ora militarizzano il territorio dichiarando i siti zone militari. Il sindaco Pasteris saluta con gioia l'arrivo dei militari a difesa della sua cassaforte che tanto gli rende, ma vengono in mente le promesse elettorali dell'allora candidato a sindaco che avrebbe voluto liberare Saluggia dal nucleare... Il sindaco si appropria di competenze non sue e calpestando le più normali regole sulle concessioni edilizie concede una proroga di tre anni alla Sogin per la costruzione del D2; bisognerebbe ricordare quale grande responsabilità si è assunto il primo cittadino dimostrando sempre più che Saluggia, nonostante le smentite di rito e le buffonate che vengono dette nei diversi tavoli in Regione, si appresta a diventare deposito nazionale».
(da la Gazzetta.info del 1 settembre 2009)
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