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Ultimo Aggiornamento
sabato 21 febbraio 2009

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I soldi delle "compensazioni nucleari" se li è presi il Governo Berlusconi
di Daniele Rovai
Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze con il premier Silvio Berlusconi

- Il 18 dicembre 2008 il Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) ha deliberato la seconda ripartizione dei contributi, relativi al 2007, per la compensazione da assegnare a Comuni e Province che ospitano gli impianti nucleari. Come la Gazzetta ha anticipato qualche numero fa, si tratterebbe di poco più di 2 milioni di euro: 615 mila euro per Saluggia, 451 mila per Trino e 1 milione e 66 mila per la Provincia di Vercelli. Pochi spiccioli in confronto ai 18 milioni per gli anni 2004, 2005 e 2006 assegnati dal Cipe con delibera del 28 settembre 2007.

La storia delle compensazioni è nota; in origine quei soldi dovevano servire per indennizzare il comune di Scanzano Jonico che, per decreto del Governo Berlusconi, avrebbe dovuto ospitare il deposito nazionale per le scorie radioattive. Quando il decreto fu convertito in legge (la 368 del 24 dicembre 2003) il nome di Scanzano fu cancellato e il Parlamento decise che quei soldi sarebbero serviti comunque per compensare i Comuni che convivono con i vecchi impianti nucleari, sino a quando non verrà costruito il Deposito Nazionale in un sito tuttora da individuare.

Forse non tutti sanno che l'aliquota Mtc, l'aliquota il cui prelievo dalla bolletta elettrica degli italiani permette la formazione delle compensazioni, nasce a dicembre del 2004, cioè un anno dopo l'approvazione della legge 368. Per un anno, da gennaio a dicembre 2004, la quota per le compensazioni è infatti stata "prelevata" sfruttando l'onere nucleare che permette il finanziamento per lo smantellamento (aliquota "A2" della bolletta elettrica). Questa seconda "tassa nucleare" che colpisce la bolletta elettrica nasce con una disposizione della Finanziaria 2005 (art. 1, comma 298) che dice come il 70% della somma che si accumula per le compensazioni nucleari avrebbe contribuito, per un totale di 100 milioni di euro l'anno, alle entrate del Bilancio dello Stato. In pratica dal 1º gennaio del 2005 a carico dell'onere nucleare per lo smantellamento (aliquota A2) ci sarebbe stato un prelievo in più... per assicurare un extragettito alle casse statali. Una tassa "occulta", come dirà l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas al Parlamento (atto n. 17 dell'aprile 2007) che avrebbe fatto mancare i soldi alla Sogin creando difficoltà per la gestione dei siti nucleari. Una richiesta che il Parlamento non ascolterà, costringendo l'Autorità Elettrica ad aumentare la tassa nucleare.

La legge 368 diceva che il "tesoretto" per le compensazioni si sarebbe formato mediante il prelievo dalla bolletta elettrica di "0,015 centesimi di euro per ogni kilowattora consumato", ma per effetto della disposizione governativa l'Autorità decise di portare questa cifra a 0,02 centesimi creando una seconda aliquota nucleare, la Mtc appunto, così da avere due flussi distinti: uno per lo smantellamento e uno per le compensazioni, riuscendo così a garantire ogni anno i 100 milioni di euro per le casse statali. Ogni anno perché la Finanziaria 2005 diceva espressamente "a partire dal 2005". Così, per rispettare l'articolo "creativo" della Finanziaria 2005, a gennaio 2006, con un'inflazione cresciuta dello 1,2%, gli italiani si ritrovano con una bolletta elettrica maggiorata dello 0,4%.

Ora che è chiara la storia legislativa delle compensazioni, sarebbe opportuno che i sindaci dei "Comuni nucleari" calcolassero quanti soldi mancano all'appello, rispetto all'originaria formulazione della legge, per le compensazioni del 2007; e soprattutto dovrebbero spiegare perché continuano a ripetere che i soldi mancanti sono "parcheggiati" presso la Cassa Conguaglio del Comparto Elettrico, quando invece è evidente che quei soldi non ci sono più.

(da la Gazzetta.info del 15 febbraio 2009)


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