Saluggia - Venerdì 4 luglio sono stati riversati nella Dora Baltea
i 700 metri cubi d'acqua della piscina dell'impianto Eurex che nelle scorse settimane era
stata svuotata dalle barre di combustibile nucleare. Prima la depurazione dell'acqua, poi lo
scarico nel fiume.
Un'operazione, la decontaminazione dell'acqua, che in questi anni aveva riguardato soprattutto
– più che quella dell'Eurex – la piscina del vicino deposito Avogadro. In quel deposito,
infatti, sono stoccate le barre di combustibile irraggiato ed il calore emanato da quegli
elementi costringe l'esercente al ricambio dell'acqua.
Al contrario la piscina dell'Eurex con le sue due tonnellate di combustibile questo problema
non l'aveva: la piscina lavorava praticamente come un circuito chiuso dove l'acqua veniva
continuamente decontaminata. Un'operazione interessante dove l'acqua viene fatta passare
attraverso un ricircolo dotato di un particolare filtro: un composto granulare insolubile ma
permeabile dall'acqua, dove viene stesa una particolare resina che ha la capacità,
attraverso un processo elettrolitico, di scambiare alcune sue molecole (ioni) con quelle del
fluido che l'attraversa. Le resine a scambio ionico – questa la definizione – sono usate in
molte attività di filtrazione dell'acqua per la loro capacità di trattenere i
metalli disciolti (l'uranio, in questo caso) rendendola, ad ogni passaggio, sempre meno
radioattiva.
Ad assistere all'operazione di scarico dell'acqua – "sostanzialmente priva di rilevanza
radiologica", secondo l'amministratore delegato di Sogin Massimo Romano – c'era anche
Roberto Mezzanotte, direttore dell'Apat Nucleare e massimo esponente dell'Autorità di
controllo radiologico nazionale, che – spiega – a Sogin erano stati imposti dall'Apat nuovi
valori di rilascio molto bassi.
Giovedì 17 luglio a Torino si riunirà il "Tavolo regionale della trasparenza
nucleare", sede in cui probabilmente sia Sogin che Apat forniranno i dati dell'operazione
e qualche informazione in più. Per esempio su come saranno condizionate le resine a
scambio ionico usate per depurare l'acqua: materiali, è bene ricordare, potenzialmente
infiammabili contaminati dai prodotti di fissione trattenuti durante la depurazione.
Non è stato reso noto quanta resina sia stata utilizzata per decontaminare i 700 metri
cubi d'acqua della piscina dell'Eurex. Quello che invece è noto è che a Trino, in
uno dei depositi di scorie, ci sono già stoccati 800 litri di resine "che
costituiscono dei materiali più sensibili ad eventi incidentali quali l'incendio",
come si legge nella
"Relazione di sintesi: Livelli di sicurezza dei siti nucleari del Vercellese"
pubblicata dal Politecnico di Torino a luglio 2007
(da lagazzetta.info del 15 luglio 2008)
[
Relazione di ARPA Piemonte
riguardo i CONTROLLI RADIOMETRICI DURANTE LE OPERAZIONI DI
SVUOTAMENTO DELLA PISCINA DI STOCCAGGIO DEL COMBUSTIBILE IRRAGGIATO DELL'IMPIANTO
EUREX-SO.G.I.N. DI SALUGGIA (VC).]
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