Saluggia - A due anni di distanza dalla decisione del suo
predecessore che provocò la reazione degli ambientalisti, che addirittura fecero
interrompere il Consiglio comunale (e a giorni si svolgerà il processo contro
tre dei manifestanti), il Sindaco Marco Pasteris ripropone la costruzione di un nuovo
(ma "temporaneo") deposito per custodire le pericolose scorie radioattive
liquide del Compartimento tecnologico di Saluggia.
Il nuovo deposito di materiale radioattivo, in grado di sintetizzare le più
moderne strategie ingegneristiche in tema di prevenzione dai rischi del nucleare,
potrebbe trovare posto nel comprensorio nucleare alla periferia del paese. Ed ospitare
"temporaneamente, ma in completa sicurezza, le scorie radioattive liquide ancora
presenti a Saluggia - spiega il sindaco -. In attesa che venga individuato il sito
nazionale, nel quale dovrà poi definitivamente essere trasferito tutto il
materiale nucleare italiano".
Attualmente le scorie liquide sono ospitate a Saluggia in due siti (il cosiddetto
parco serbatoi ed il "2300") costantemente monitorati, ma inevitabilmente
assai più datati nella costruzione e nello sviluppo dei sistemi di sicurezza. Il
precedente primo cittadino, Franco Barbero, propose in Consiglio comunale una delibera
ad hoc. Obiettivo: permettere la realizzazione del nuovo deposito delle scorie liquide
nucleari. Sogin (la società pubblica che si occupa di gestire le attività
nucleari) avrebbe garantito al municipio anche quasi 2 milioni di euro di indennizzo.
Ma l'approvazione svanì. Prima del voto definitivo, il Consiglio fu sospeso per
concedere la parola ai manifestanti: 500 persone sfilarono per chiedere di non
approvare la delibera. E la seduta non poté più riprendere.
"L'agitazione del pubblico impedisce di continuare i lavori" si legge nel
verbale.
Il progetto ora viene rivisitato da Pasteris con decisive variazioni. Innanzitutto
"le scelte - ribadisce il sindaco -, devono essere condivise e partecipate. Per
questo abbiamo incominciato un dialogo con tutte le associazioni che si occupano della
questione". Ma soprattutto il primo cittadino pone un paletto nodale:
"Ritengo indispensabile che venga costruito un nuovo deposito dimezzato nelle
dimensioni, rispetto a quello ipotizzato in precedenza. In maniera tale che le
proporzioni ridotte gli consentano di ospitare solo le scorie liquide che si trovano a
Saluggia. E scongiurare del tutto l'eventualità che venga individuato come il
deposito nazionale, quello che in futuro ospiterà tutti i rifiuti radioattivi
italiani".
(da La Stampa di Vercelli e Valsesia del 10 Febbraio 2008)
Pasteris come Barbero?
Innanzi tutto alcune
precisazioni.
Siamo stufi di ripeterlo, ma evidentemente è molto difficile da capire:
nessuno, ripetiamo nessuno dei manifestanti, "ha addirittura interrotto il
Consiglio comunale". Il Consiglio comunale del 24
gennaio 2006 è stato interrotto dal Sindaco Barbero per permettere di
parlare a chi ne aveva fatto richiesta. Speriamo sia finalmente chiaro a tutti,
anche e soprattutto al Giudice che il 27 febbraio dovrà giudicare tre
persone per un reato non solo mai commesso, ma addirittura inesistente. E'
importante scrivere le cose come stanno e non come si vorrebbe che stessero.
Tutto l'articolo è incentrato su un nuovo presunto deposito di scorie
liquide a Saluggia. Scusate, ma questa è una novità. Secondo Sogin a
Saluggia è appena stata ultimata la costruzione di un deposito (chiamato
"nuovo parco serbatoi") dove presto (marzo 2008) verranno depositate
le scorie liquide in attesa di trasformazione, verrà costruito un impianto
di trasformazione (chiamato Cemex) per la solidificazione delle scorie liquide
presenti nel sito ed infine un nuovo deposito per i prodotti del Cemex e per le
scorie di ritorno da Francia ed Inghilterra. Una cosa è certa, nel nuovo
deposito non ci andranno a finire scorie liquide, ma scorie solidificate.
Nonostante sembri che il sig. Chilelli sia in possesso di notizie diverse, noi
continuiamo a scrivere secondo le notizie che ci arrivano dai tavoli di
trasparenza e dalle assemblee con Sogin.
"il cosiddetto parco serbatoi ed il 2300 costantemente monitorati, ma
inevitabilmente assai più datati nella costruzione e nello sviluppo dei
sistemi di sicurezza". Ci vuole spiegare il sig. Chilelli questa frase se
per il parco serbatoi (unico deposito dove andranno a finire i rifiuti liquidi
di Saluggia in attesa di essere elaborati dal Cemex) sono appena stati ultimati
i collaudi a freddo e termineranno entro marzo 2008 i collaudi a caldo?
"Il Consiglio fu sospeso per concedere la parola ai manifestanti: oltre 500
persone sfilarono per chiedere di non approvare la delibera. E la seduta non
poté più riprendere". Oh mamma mia. Cerchiamo di fare un po' di
ordine. All'inizio dell'articolo il sig. Chilelli affermava che erano stati i
manifestanti ad interrompere il Consiglio, mentre ora "il Consiglio fu
sospeso [si suppone dall'autorità preposta] per far parlare i
manifestanti": vogliamo prendere una decisione definitiva sulla questione o
no? E poi le 500 persone (o forse anche 800 aggiungiamo noi)
"sfilarono" per il paese prima del Consiglio e non all'interno del
palazzetto durante l'interruzione del medesimo. Ed infine la seduta non fu
più ripresa non per la "sfilata" dei manifestanti, ma
perché il sindaco così decise nonostante, visto l'altissimo numero
di poliziotti, carabinieri e digos, si sarebbe potuto riprendere tranquillamente,
magari, se proprio ritenuto necessario, dopo aver fatto sgomberare la sala. Ma
evidentemente questa non era l'intenzione dell'Amministrazione.
E' evidente che il sig. Chilelli a quella manifestazione non c'era
e non è molto (anzi non è per niente) informato sulla situazione del sito
nucleare di Saluggia. Su questi argomenti e dalle pagine de la Stampa di Vercelli e
Valsesia, hanno scritto già parecchi giornalisti, speriamo nel prossimo … …
Obiettiamo infine al Sindaco Pasteris che la costruzione di un nuovo deposito a
Saluggia non è la soluzione al problema scorie così come non lo è la
costruzione del Cemex e, men che meno, lo è per risolvere il problema sicurezza
quale che sia il volume del deposito stesso. Ricordiamo che solo fino a pochi mesi fa
la stessa Sogin affermava che il D2 era strettamente dimensionato a contenere solo le
scorie solidificate di Saluggia
("Ovviamente questi edifici saranno dimensionati solo per contenere i rifiuti prodotti esistenti ad EUREX" ing. Bolla - Assemblea del 5 Ottobre 2007 a Saluggia),
mentre oggi Sogin (e non il Sindaco come si legge in questo articolo, ma anche in
altri articoli di giornali locali) decide che è sufficiente la metà
("Sulla grandezza del deposito D2, il nuovo progetto prevede una riduzione volumetrica del 50%." dott. Mazzoletti / ing. Bolla - Tavolo di trasparenza del 23 Gennaio 2008 a Torino).
O questa è un'altra presa in giro di Sogin oppure i tecnici di Sogin non sono
affidabili: non sapremmo dire quale delle due è peggio!
Inoltre sempre Sogin affermò che il nuovo parco serbatoi (dove verranno
trasportate le scorie liquide in attesa di essere trasformate in solide dal Cemex)
è assolutamente sicuro praticamente contro tutto
("Questo nuovo parco ospiterà i rifiuti liquidi a più alta attività. E' progettato direi anti tutto e quindi garantirà veramente la massima sicurezza di questi rifiuti." ing. Bolla - Assemblea del 5 Ottobre 2007 a Saluggia).
Se è così che motivo c'è di solidificarle o di metterle, una volta
solidificate, in un deposito, grande o piccolo che sia, per motivi di sicurezza? Ma
lasciamole nel nuovo parco serbatoi che è sicurissimo, a prova di tutto e poi le
trasportiamo al deposito nazionale.
No, diciamo le cose come stanno, qui a Saluggia si sta preparando da tempo e
prossimamente verrà eseguito, un "colpo di mano" per trasformare
questo sito in un polo sperimentale per la trasformazione in solidi di liquidi
nucleari con annesso deposito per i liquidi e per i manufatti solidi esattamente come
è stato per tanti anni un polo sperimentale per il riprocessamento e guardate
che disastro ha provocato. Con la bufala dello studio, si impianterà una nuova,
vera e propria industria nucleare. E tutto questo, ci dispiace constatarlo, con
l'aiuto dell'Amministrazione consenziente del sindaco Pasteris che, in campagna
elettorale si elevò a difensore della natura e dell'ambiente ed a paladino di
tutti coloro che volevano chiudere l'amara stagione nucleare saluggese e che volevano
cambiare la strategia passivamente accondiscendente della precedente Amministrazione
Barbero, mentre poi, alla prova dei fatti, acconsente, approva, anzi invoglia Sogin a
costruire Cemex e depositi. Un volta-faccia che non ci aspettavamo (nonostante la
provenienza politica) e che ci fa amaramente constatare che a Saluggia non ci sono
forze, da parte di nessuno schieramento, capaci di contrastare i poteri forti delle
lobby nucleariste, anzi forse ne fanno addirittura parte integrante.
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