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Ultimo Aggiornamento
domenica 20 gennaio 2008

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Servitù nucleari: l'altra faccia delle compensazioni
di Gian Piero Godio (responsabile energia di Legambiente Piemonte)
Scorcio della Dora Baltea

Saluggia - Un cittadino "normale" non ha la possibilità di rendersene conto, ma l'ambiente intorno agli impianti nucleari di Saluggia è assoggettato ad una serie di "servitù nucleari" alle quali secondo taluni dovrebbe sottostare semplicemente perché tali "diritti nucleari" sono ricompresi nelle varie autorizzazioni che gli impianti hanno ottenuto più di trent'anni fa.
Secondo Legambiente e Pro Natura, la più insopportabile di queste "servitù" consiste nel diritto degli impianti a poter liberamente ed abitualmente scaricare in aria e nella Dora Baltea ingenti quantitativi di sostanze radioattive.
Va ribadito che non si tratta di immissione di sostanze radioattive nell'ambiente in occasione di piccoli o grandi incidenti o guasti: si tratta di immissione pianificata e deliberata, durante il normale funzionamento di questi impianti.
A riguardo di questo, è interessante quanto pubblicato nel recentissimo "Rapporto sullo stato dell'Ambiente in Piemonte", curato dall'Arpa e presentato pubblicamente lo scorso 19 dicembre. A pagina 154, sotto il titolo "Attività di radioisotopi rilasciati in aria e in acqua", si può leggere: "Gli impianti rilasciano nell'ambiente effluenti radioattivi liquidi e aeriformi nel rispetto di precise formule di scarico assegnate in sede autorizzativa. Arpa Piemonte, in accordo con Apat e con gli esercenti, effettua controlli sistematici sui campioni di affluenti liquidi, al fine di verificare il rispetto delle formule di scarico. Le formule di scarico sono in media impegnate per piccole frazioni".
E subito dopo viene presentata la tabella intitolata "Impegno delle formule di scarico per effluenti radioattivi liquidi", da cui si ricava che della "precisa formula di scarico assegnata in sede autorizzativa" per il deposito Avogadro, nell'anno 2005 è stato utilizzato il 39%.
Bene: la quantità di sostanze radioattive in forma liquida che il Deposito Avogadro è autorizzato a scaricare nella Dora Baltea ogni anno (e che non si trova nella pubblicazione sopra citata) è di ben 37 miliardi di Becquerel.
Si può quindi dire che, se per il 2005 lo scarico effettuato è stato del 39%, significa che sono finiti nella Dora oltre 14 miliardi di Becquerel di sostanze radioattive artificiali.
E' tanto o è poco?, si potrebbe chiedere un cittadino "normale". Noi proponiamo la seguente considerazione. Semplificando un po', secondo noi l'acqua, per poter essere bevuta, non dovrebbe contenere sostanze radioattive artificiali per più di un Becquerel per ogni litro. Non esiste purtroppo un valore limite ufficiale, e noi troviamo anche questo ipotetico limite troppo elevato, tant'è che ci preoccupiamo quando la falda contaminata a valle degli impianti di Saluggia contiene oggi 0,1 Becquerel di Stronzio 90 per ogni litro (dato Arpa Piemonte).
Ma anche assumendo come limite 1 Bq per ogni litro, questo significa che i 14 miliardi di Becquerel scaricati da Avogadro nel 2005 sarebbero stati in grado di rendere imbevibili 14 miliardi di litri di acqua: una simile quantità di acqua è molta più di quella che passa nella Dora Baltea in un intero giorno in condizioni di portata media (50'000 litri al secondo, cioè poco più di 4 miliardi di litri al giorno).
E poi, se Avogadro ne avesse avuto interesse, avrebbe potuto arrivare fino al 100% della propria autorizzazione anziché fermarsi al 39%!
Saluggia deve accettare questa servitù perché percepisce le compensazioni? In effetti, per l'anno 2005 Saluggia ha percepito più di un milione di euro di compensazioni.
Ha allora senso che per poco più di un milione di euro Saluggia debba permettere che si scarichino in Dora sostanze radioattive in grado di rendere imbevibili 14 miliardi di litri di acqua? Un millesimo di euro per ogni litro reso imbevibile? E' davvero un pessimo affare!
Per questo Legambiente e Pro Natura chiedono innanzitutto, da anni, che la possibilità di scarico degli impianti sia azzerata, oppure al massimo ridotta al solo 1% di quella attuale.
E poi si chiede che venga istituito questo benedetto "Osservatorio dei Cittadini sul nucleare" per permettere anche al cittadino "normale" di valutare quelle informazioni che nelle pubblicazioni ufficiali, anche quando sono contenute, non sono mai espresse in modo comprensibile

(da la Gazzetta del 15 Gennaio 2008)


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