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Ultimo Aggiornamento
martedì 25 agosto 2009

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Pecoraro Scanio: non c'è solo Avogadro, valutare le alternative
di Massimiliano Scavetta

Torino - Alfonso Pecoraro Scanio, in veste di segretario nazionale dei Verdi, nel discorso tenuto a Torino al congresso regionale del partito, davanti a un gigantesco striscione su cui campeggiava la scritta "No a nuovi depositi nucleari» ha parlato esplicitamente di Saluggia e dei problemi del nucleare.

Gian Piero Godio, presente al Congresso con una piccola delegazione in rappresentanza delle associazioni ambientaliste Legambiente, Pro Natura e Greenpeace, non nasconde la sua soddisfazione: «A proposito di dove andare a collocare gli elementi di combustibile che devono essere tolti dalla piscina Eurex che perde, ci è sembrato che il segretario-ministro avesse le idee chiare: infatti, riferendosi all'utilizzo del deposito Avogadro, ha affermato che la soluzione più frettolosa è molto probabile che non sia quella più sicura, e ha invitato tutti a pretendere che vengano presentate altre soluzioni alternative».

Anche nel breve incontro che Pecoraro Scanio ha avuto successivamente a margine del congresso con rappresentanti di organizzazioni sindacali (che gli hanno consegnato le 1700 firme raccolte tra i lavoratori) e ambientaliste, il ministro ha ribadito l'importanza di non limitarsi ad esaminare l'ipotesi Avogadro e la conseguente esigenza di non forzare più del dovuto la necessità di agire con la massima fretta. «Purtroppo – continua Godio – qualcuno dei presenti [l'ex direttore dell'impianto Francesco Troiani, intervenuto in rappresentanza della Cisl, ndr] ha anche preso l'occasione per proporre di realizzare, nello stesso sito Eurex, un bel deposito a secco per gli elementi che ora stanno nella piscina: a questo proposito, fatto salvo il diritto di chiunque di dire la propria opinione, ci teniamo a far sapere che siamo totalmente contrari a trasformare i siti in depositi di se stessi, e come abbiamo detto e scritto al ministro dell'Ambiente, riteniamo che le vere alternative siano il trasporto in un appropriato deposito all'estero oppure il ritorno nella piscina della centrale di Trino dalla quale questi elementi sono arrivati venticinque anni fa».

All'incontro con il ministro ha partecipato anche Flavio Bruzzesi, presidente del comitato intercomunale "No inceneritore, no inquinamento".

Il sindaco di Saluggia Franco Barbero, anch'egli presente all'incontro, ha ricordato la delibera approvata all'unanimità dal Consiglio comunale (che chiedeva l'immediato trasferimento all'estero del combustibile per il riprocessamento) e le richieste fatte ai Ministeri sulla valutazione comparativa dei vari siti, alle quali non sono state date risposte.

Giovanni Ravasenza, sindaco di Trino Ravasenga: qui non portate nulla

Il riaffacciarsi dell'ipotesi di trasferire temporaneamente nella centrale "Fermi", da dove provengono, le barre di combustibile attualmente stoccate all'Eurex di Saluggia trova la ferma contrarietà del sindaco Giovanni Ravasenga. «Nessun ritrasferimento a Trino, e per nessun motivo, del combustibile di Saluggia. Quel combustibile – ha ribadito in più occasioni – non è più di Trino dal momento in cui lasciò la centrale Enrico Fermi per Saluggia». Il materiale in questione non è però di proprietà dei Comuni, ma di Sogin. E Sogin in questo momento pare avere due principali alternative: trasferirlo al deposito Avogadro, struttura che – oltre ad essere sprovvista di licenza e non rivestita d'acciaio – è di un'altra società, oppure riportarlo alla "Fermi", che è invece di proprietà Sogin e dove quindi le gestirebbe direttamente.

(da la Gazzetta.info del 15 febbraio 2007)


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