Saluggia -
È successo di tutto, in questo mese, in merito alle scorie radioattive di Saluggia. Ripercorriamo i principali avvenimenti.
Sopralluogo del questore nei depositi saluggesi
Mercoledì 13 dicembre. Il questore di Vercelli, Maurizio Nicastro, effettua un sopralluogo presso i siti nucleari di Saluggia, Eurex e Avogadro. L'edizione locale de La Stampa, sottolineando i soli «600 metri circa del percorso che i dieci convogli dovrebbero percorrere», annuncia che il questore avrebbe accertato che «non esistono problemi di sicurezza per il trasporto delle tre tonnellate di biossido di uranio dalla piscina Eurex a quella del Deposito Avogadro». Troppo lungo spiegare che un questore si occupa degli aspetti relativi all'ordine pubblico, non di quelli di sicurezza nucleare, che esulano dalle sue competenze.
La sottosegretaria Marchetti: no ad Avogadro.
Giovedì 14 dicembre. Viene diramato un comunicato della sottosegretaria all'Ambiente, Laura Marchetti (Rifondazione), in cui si afferma che «non è tollerabile l'ipotesi di trasferimento del combustibile nucleare nel deposito 'Avogadro', vetusto e giudicato inidoneo già nel 1995, e che funziona grazie a una proroga della licenza di esercizio».
Prima ordinanza: la cabina elettrica dell'Eurex
Venerdì 15 dicembre. Il Commissario Delegato per la sicurezza dei materiali nucleari emana un'ordinanza con cui autorizza la costruzione, nel sito Eurex, di una "cabina elettrica", «necessaria – scrive il gen. Jean – a fornire la maggiore quantità di energia elettrica indispensabile per il funzionamento dei nuovi impianti e servizi previsti sul sito Eurex». È una "coda" dell'Ordinanza precedente: si costruiscono nuove strutture e nuovi depositi, e – in deroga al Piano Regolatore comunale e al Piano d'Area del Parco – occorre una cabina nuova. Dal Municipio non s'odono proteste, anche perché entreranno soldi freschi nelle casse comunali: «non si rinvengono motivi – scrive il generale, come già per i depositi – per sottrarre l'intervento al contributo di costruzione, ma occorre consentire al Comune di Saluggia di determinarlo con provvedimento diverso dal permesso di costruire».
Jean: dove vanno le barre non lo decido io
Il giorno stesso il gen. Jean, in risposta a una lettera del sindaco Barbero, gli invia una nota relativa al trasferimento delle barre di combustibile radioattivo dalla piscina Eurex. «Il Commissario Delegato in quanto tale – scrive Jean – non ha l'autorità di sostituirsi all'Apat e al Ministero dello Sviluppo Economico, a cui spetta la decisione di dove trasferire gli elementi di combustibile oggi custoditi in Eurex». «Non entro nei problemi tecnici – prosegue Jean – riguardanti la maggiore o minore idoneità di Avogadro o di Trino, che verranno valutati dall'Apat e dal Ministero, che evidentemente terranno conto di tutti i fattori coinvolti, in primo luogo della sicurezza». Nel frattempo Sogin, società presieduta da Jean, continua a presentare il trasferimento in Avogadro come soluzione unica ed imminente.
Jean: Trino o Avogadro, fattibili entrambi
Nella medesima lettera il generale prosegue nell'elencazione delle possibili soluzioni, e scrive testualmente: «trasferimento a Trino o ad Avogadro: fattibili entrambi». Ma è chiaro che caldeggia l'ipotesi più comoda e vicina: «la soluzione Trino comporterebbe trasporti per 30 km circa, quella Avogadro di 800 m»; sottolinea inoltre che «mentre per il trasporto ad Avogadro si può utilizzare il piano di emergenza predisposto per il trasporto Avogadro-Eurex in occasione del recente invio di combustibile a Sellafield, per quello a Trino occorrerebbe compilare un nuovo piano». «Si valuta – aggiunge – che l'elaborazione ed approvazione di tale piano richiederebbe almeno 6 mesi». Dunque, pur essendo noto da ben più di sei mesi che la piscina Eurex perde e va svuotata, un piano per il trasferimento a Trino non è ancora stato predisposto da Sogin. Le soluzioni fattibili sono due, ma a una delle due non s'è pensato. Il generale si guarda bene dal rimarcare che il deposito di Trino è di proprietà Sogin mentre Avogadro è di un'altra società, e soprattutto non dice che il trasferimento a Trino non necessita di Ordinanza mentre quello ad Avogadro sì, dovendo derogare al Piano d'Area del Parco.
«Non è fattibile il trasferimento diretto in Francia»
In quella stessa lettera il generale Jean afferma: «Trasferimento in Francia direttamente da Eurex: non fattibile in quanto richiederebbe la costruzione di un cask ad hoc, validato dalle autorità francesi di sicurezza, con ritardo di 24-30 mesi, durante i quali la piscina continuerebbe a perdere». Il cask AGN1, infatti, può andare ad Avogadro o a Trino ma «non è autorizzato ai movimenti in Francia». Il generale non dice che Sogin si è resa conto delle perdite giusto 24-30 mesi fa, ma con queste affermazioni avvalora le ipotesi fatte dagli ambientalisti: dalla data del trasferimento delle barre da Eurex ad altro deposito (Avogadro?), passeranno almeno 24-30 mesi prima che inizino i trasporti verso la Francia. Una notizia di un certo interesse per i lavoratori del sito Sorin.
«Trasportare subito tutto a La Hague»
A un giornale vercellese del 19 dicembre il sindaco Barbero dichiara: «Dal momento che l'Apat non ha ancora dato il via libera al trasporto del materiale radioattivo all'Avogadro, nella prossima seduta proporremo ai consiglieri comunali di approvare un ordine del giorno in cui chiediamo che le scorie provenienti dalla piscina Eurex non finiscano né all'Avogadro né a Trino, bensì in Francia».
Il Consiglio comunale delibera all'unanimità
La sera di giovedì 21 dicembre il Consiglio comunale saluggese approva un testo, predisposto dalla giunta ed emendato dalla minoranza, con cui chiede alle autorità competenti che «i rifiuti radioattivi e gli elementi di combustibile giacenti nella piscina Eurex siano spostati con la massima celerità» (cosa che, peraltro, in questi mesi avevano già chiesto tutti) e che «per nessun motivo i rifiuti radioattivi giacenti nella piscina Eurex potranno trovare collocazione, neppure provvisoria, presso il deposito Avogadro di Saluggia».
L'ultima ordinanza: in Avogadro. Poi la fine del mandato
Il 27 dicembre viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l'ordinanza commissariale con cui il gen. Jean, «ai fini dell'eventuale immagazzinamento nella piscina del deposito Avogadro del combustibile nucleare irraggiato attualmente stoccato nella piscina dell'impianto Eurex» dispone che la Sogin «è fin d'ora autorizzata a trasferire tale combustibile in detto deposito Avogadro, qualora in possesso delle prescritte autorizzazioni in materia di sicurezza nucleare e protezione sanitaria». È il suo ultimo atto, con il 31 dicembre termina il suo mandato di Commissario e il governo Prodi non glielo rinnova. Ma fino a quando il Presidente del Consiglio non la revocherà l'ordinanza resta pienamente in vigore.
(da la Gazzetta.info del 15 gennaio 2007)
|