Cerca nella pagina
NOTIZIE DA SALUGGIA Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

Ultimo Aggiornamento
domenica 5 aprile 2009

© Neo
2007 ~ 2009
Tutti i diritti riservati

Piccolo dizionario del nucleare saluggese
di Umberto Lorini

- Acquedotto. 1. Esiste quello del Monferrato, che attinge l'acqua a poche centinaia di metri dagli impianti nucleari e la distribuisce a più di cento Comuni. 2. Nelle intenzioni del progettista "l'architettura d'insieme" del costruendo deposito provvisorio di materiale radioattivo denominato D2 "ricorderà un tratto di acquedotto romano", con "superficie di facciata vibrante e mutevole con il variare della luce durante la giornata".
Avogadro. Ex reattore sperimentale poi trasformato in deposito. È gestito dalla omonima società del Gruppo Fiat, ma secondo i sindaci dei comuni "nucleari" ("Protocollo d'accordo", 10 ottobre 2006) "nel corso del 2003 Sogin ne ha assunto la responsabilità". Secondo il gen. Jean ha all'interno una piscina "rivestita d'acciaio".
Cemex. Nome in codice utilizzato per definire l'impianto che dovrebbe solidificare le scorie radioattive liquide. La realizzazione è data per certa ed imminente (La Stampa ediz. di Vercelli ha addirittura pubblicato più volte "nella foto: l'impianto Cemex"), ma i lavori non sono mai iniziati perché l'Apat – organo di controllo tecnico nazionale – non ha ancora approvato il progetto.
Depositi di se stessi. Locuzione con cui si intende che ciascun sito nucleare si tiene le proprie scorie radioattive; p.es. Saluggia si tiene quelle delle centrali di Trino, del Garigliano, del Canada e dell'Olanda.
Deposito unico nazionale. Figura mitologica, come l'unicorno o lo yeti, che serve per poter dire "tranquilli, qui è solo un deposito provvisorio: porteranno tutto là, qui faremo un prato verde". In certi libri di genere fantasy – come, p.es., la raccolta delle leggi dello Stato – si dice che sarà in funzione entro fine 2008.
Emergenza. Situazione in cui non ci si sarebbe dovuti trovare, e in cui il gestore delle scorie fa in due mesi quel che non ha fatto in due anni, e guai a eccepire. Se segnalata con qualche mese d'anticipo da ambientalisti o cittadini preoccupati viene definita, da amministratori e giornalisti allineati, come "allarmismo".
Generale Carlo Jean. 1. Commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari; nominato dal Governo, può emanare ordinanze in deroga alle leggi per dire al Presidente di Sogin cosa deve fare. 2. Presidente di Sogin; esegue le ordinanze emanate dal Commissario.
Guerra tra poveri. Locuzione con cui si intende questo: un Comune che ha una centrale nucleare sul proprio territorio (e per questo ha incassato royalties e contributi per molti anni) si rifiuta di riprendersi le barre di combustibile radioattivo della propria centrale, lasciandole al Comune che se l'era prese in vista del riprocessamento e che invece non ha mai incassato una lira.
Messa in sicurezza. Operazione che consiste nel prendere le scorie nei siti in cui provvisoriamente sono da almeno vent'anni e lasciarle lì, indipendentemente dall'idoneità del sito. Costruendovi intorno muraglioni del costo 40 miliardi di lire, trivellando nuovi pozzi, spostandole in nuovi depositi – meno provvisori – comunque sempre lì. Il tutto "temporaneamente", in attesa del deposito unico nazionale. Sinonimo di "Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, ecc.".
Ordinanza. Provvedimento autoritativo con cui il Commissario scavalca i Consigli comunali e le procedure democratiche e decide cosa si farà nel territorio di quel Comune (p.es. nuovi depositi di materiale radioattivo). Talvolta necessita di rettifica perché infarcita di inesattezze. Se concordata in segreto in Prefettura e accompagnata da elargizione di denaro fa contenti certi sindaci.
Piano d'Area. Strumento di pianificazione del Parco del Po, approvato con legge regionale e pienamente vigente, che in materia di depositi di scorie radioattive viene sistematicamente scavalcato – quando non ignorato – dai decisori.
Prato verde. È "dove nascono speranze" (Gianni Morandi). Secondo il sindaco di Saluggia (lettera "a tutti i cittadini", novembre 2004) "all'orizzonte si prospetta un prato verde dove oggi sono stoccati le quantità di materiale radioattivo". Secondo l'amministratore delegato di Sogin, invece (audizione parlamentare, maggio 2005), "questi rifiuti permarranno nei depositi provvisori e quindi non si potrà parlare di «prato verde»".
Riprocessamento. Operazione con cui, fra l'altro, si estrae plutonio dalle barre di combustibile esaurito. Secondo Sogin (dépliant distribuito al palazzetto dello sport a Saluggia, nov. 2004) è una pratica "abbandonata", "sia per il mancato riutilizzo del combustibile nucleare recuperato sia perché non risolve il problema della sistemazione dei rifiuti ad alta attività". Le scorie rimanenti dopo il riprocessamento vengono restituite al Paese di provenienza.
Senato. Palazzo romano in cui uno va a raccontare quello che vuole, e gli credono; p.es. si può andare a un'audizione in Commissione a dire che la piscina di Avogadro è rivestita d'acciaio, e che la falda sotto l'Eurex non è stata contaminata dalle perdite della piscina, e uscirne con i ringraziamenti degli uditori.
Stabilizzazione. Fase che precede l'emergenza; p.es. l'assessore regionale De Ruggiero, a proposito delle perdite di liquidi radioattivi dalla piscina Eurex, il 26 giugno scriveva che l'Arpa assicurava "un certo grado di tranquillità alla luce del fatto che il fenomeno era stabilizzato". Un mese e mezzo più tardi comunicava che la contaminazione aveva raggiunto la falda.

(da la Gazzetta.info del 15 novembre 2006)


Torna su