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Ultimo Aggiornamento
domenica 4 gennaio 2009

© Neo
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Ritrattamento bloccato, Nps in ritardo
La piscina Eurex

Saluggia - La piscina dell'Eurex di Saluggia che "trasuda" acqua radioattiva non è, almeno formalmente, un'emergenza. Sono altre due – secondo quanto affermato dal Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari, gen. Carlo Jean, al "Tavolo di trasparenza" regionale – le "tematiche che conservano carattere di emergenzialità": l'allontanamento del combustibile irraggiato (e il suo trasferimento all'estero per il ritrattamento) e la solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi. Ma su entrambe si è in ritardo.

Le emergenze
La prima: l'invio degli elementi di combustibile in Francia, più volte dato per certo, è bloccato perché il contratto fra Sogin e la francese Cogema è subordinato a un accordo intergovernativo tra i due Paesi. I furbi italiani – si vedano le trionfali dichiarazioni di un ex sottosegretario, un anno fa – speravano bastasse una "lettera di intenti" e via ai treni piombati, i cugini d'Oltralpe si prendono le barre e chi s'è visto s'è visto; gli ancor più furbi francesi, invece, in forza di una nuova legge chiedono la firma di un accordo tra Governi in cui sia definita la data di arrivo del materiale, il periodo di permanenza in Francia, le prospettive di utilizzo dei prodotti di riprocessamento.
La seconda: la cementazione. Operazione – anche questa – data per fatta da numerosi aédi (a Vercelli c'è chi continua a pubblicare foto con la didascalia "l'impianto Cemex", che per adesso è solo sulla carta), ma in realtà non è ancora nemmeno stato completato il Nuovo Parco Serbatoi in cui le scorie liquide resteranno liquide prima di essere avviate, chissà quando, a solidificazione. Il Nps avrebbe dovuto esser pronto a maggio, Sogin aveva anche organizzato un'adunata di giornalisti il giorno della gettata della copertura, ma siamo ad agosto e c'è ancora il cantiere aperto; non è ancora pronto nemmeno il tunnel di collegamento per "travasare" i liquidi dai vecchi ai nuovi serbatoi. Per il Cemex, se tutto va bene, l'autorizzazione Apat arriverà a dicembre, e il decreto di compatibilità ambientale – forse – nell'estate 2007.

La piscina
L'attenzione di autorità, lavoratori, cittadini e ambientalisti è però tutta sulla piscina. Da quando la notizia è divenuta di dominio pubblico, Sogin manda comunicati in cui precisa che "la situazione non desta al momento preoccupazioni", ma è fuor di dubbio che c'è stata un'accelerazione nel predisporre il piano di intervento per svuotarla. Il piano, illustrato ai sindacati venerdì 21 luglio, consta di una serie di passaggi; estrazione dei "trifogli", barre d'acciaio utilizzate come supporti per gli elementi di combustibile, loro frantumazione e stoccaggio in un deposito all'interno dell'area Eurex; rimozione dal fondo della piscina della "melma" che negli anni si è depositata; tamponamento delle pareti della piscina con resine speciali; estrazione e deposito – in altro sito – delle barre di combustibile irraggiato.

Lo stoccaggio
Dove depositare gli elementi estratti dalla piscina Eurex? Al Tavolo di trasparenza sono emerse due ipotesi: o a Trino (da cui provengono), nella piscina dell'ex centrale "Fermi", o a Saluggia, nell'ex reattore "Avogadro". L'Apat – era presente alla riunione il direttore Sandro Giulianelli – si è opposta fermamente all'ipotesi Avogadro: è un impianto vetusto, la cui licenza è scaduta più di dieci anni fa, oggetto di una prescrizione che permette di conservarvi il materiale esistente ma non di portarvene altro. Il gestore di Avogadro, Sebastiano Cantanna, ha affermato invece che è stato speso più di un milione di euro per interventi di adeguamento, e che il deposito può accogliere le barre. Il sindaco di Trino, Giovanni Ravasenga, ha posto una pregiudiziale politica: «al Tavolo di trasparenza ho interrotto più volte i relatori per affermare che del trasferimento a Trino non si parla. Il caso è chiuso già in partenza. E se si trattava solamente di ipotesi, ebbene cancelliamola immediatamente». Alla riunione era presente anche il sindaco di Saluggia, Franco Barbero; ma a dire no a un ulteriore stoccaggio nel sito saluggese, per motivi tecnici ed ambientali, è stato Gian Piero Godio di Legambiente. Finita la riunione, Ravasenga è tornato a Trino. Poco dopo è partita una telefonata: a un capo l'on. Roberto Rosso, all'altro l'amministratore delegato di Sogin, Giuseppe Nucci. Il giorno seguente, Sogin ha diramato un comunicato in cui afferma che "non risponde al vero la notizia che Sogin intenderebbe trasferire nella centrale di Trino il combustibile attualmente presente nella piscina dell'impianto Eurex". Se le ipotesi erano due, ne resta in piedi una.

(da la Gazzetta.info del 1 agosto 2006)


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