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Date le voci di una sospetta perdita della piscina nucleare Eurex contenente combustibile irraggiato, il 6 giugno si è tenuta all'oratorio di Saluggia una
serata organizzata da alcuni cittadini saluggesi
per conoscere dagli enti competenti quale fosse la situazione. Nella piscina Eurex (costruita a fine anni '60) ci sono 52 elementi irraggiati, ciascuno dei quali contiene quasi mezzo chilo di plutonio. Ecco ciò che ci hanno risposto gli enti competenti.
Sogin dichiara che la struttura della piscina è obsoleta ed inadatta ed è necessario smantellarla al più presto; il contenimento dei liquidi radioattivi è assicurato solo da due muri laterali di cemento separati da un'intercapedine: non esiste intercapedine sul fondo, né un rivestimento d'acciaio; si sono rilevate tracce di umidità anche sul muro esterno. E ammette che c'è una perdita di acqua radioattiva dalla piscina verso l'intercapedine; la perdita è stata scoperta nel gennaio del 2004 (l'acqua contaminata nell'intercapedine aveva raggiunto i 2,10 m); non sa da quando la piscina perde; non sa il perché; non sa com'è fatto il fondo della piscina; non sa qual è l'entità della perdita (l'acqua che dalla piscina fuoriesce nell'intercapedine viene del tutto rigettata nella piscina o perde anche l'intercapedine?); non sa quanto
tempo occorrerà per risolvere il problema.
Arpa dichiara di non avere mai riscontrato valori di contaminazione radioattiva che possano essere messi in relazione con la perdita del liquido della piscina; di non effettuare controlli sotto la piscina (la struttura del fondo è ignota e si potrebbe peggiorare la situazione); di effettuare, oltre ai controlli ordinari, anche controlli straordinari (evidentemente non siamo in una situazione di normalità) dopo la conferma della perdita.
Le istituzioni riunitesi avevano concordemente deciso di non informare i cittadini con la giustificazione di non creare allarmismo. Nonostante la notizia fosse nota dal gennaio del 2004, i cittadini l'hanno appresa poche settimane fa leggendola su un giornale! Crediamo che i cittadini abbiano almeno diritto ad un'informazione tempestiva e trasparente, che in questo caso non c'è stata. Si può fare qualcosa prima che davvero questa perdita contamini l'ambiente circostante? Chiediamo che la questione venga portata al Tavolo regionale di trasparenza sul nucleare; che le istituzioni informino periodicamente la popolazione sulla evoluzione del problema e sulle soluzioni che si intendono adottare; che sia finalmente costituito l'Osservatorio dei cittadini sul nucleare; che venga reso pubblico il piano d'emergenza previsto in caso di contaminazione.
(da la Gazzetta.info del 1 luglio 2006)
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