Saluggia -
«È stato Dovis a consigliarmi di non informare la popolazione»
Il sindaco ha aperto precisando che «contrariamente alle dichiarazioni da più parti rilasciate, tutti sapevano: la Commissione Ambiente, gli ambientalisti, la minoranza». Poi la cronistoria. L'11 aprile 2004 Sogin (nella persona del direttore dell'Eurex, Michele Gili) trasmette al sindaco una "nota tecnica riservata personale ed informale" relativa alla perdita, inviata anche al Prefetto e all'Apat. "Visto l'invio informale – ha detto Barbero – il documento non viene protocollato". Cinque giorni dopo Gili trasmette un aggiornamento (nel quale si parla di un'ispezione dell'impianto da parte di Apat), regolarmente protocollato. Barbero contatta Arpa; risposta: nella falda non sussiste contaminazione correlabile alle perdite della piscina. Un anno e mezzo dopo la prima nota, nel novembre 2005, la Commissione Ambiente esamina i dati e chiede un incontro con Arpa e Sogin. Il 17 marzo la Commissione sollecita nuovamente l'incontro per chiarire perplessità su criteri e procedure di campionamento. Barbero – siamo nella primavera 2006, due anni dopo la prima nota di Sogin – consulta Mauro Dovis, presidente della Commissione, sull'ipotesi di convocare un'assemblea popolare di informazione, ma Dovis – afferma il sindaco – gli consiglia di lasciar perdere «poiché la situazione è sotto il controllo degli enti preposti; un'assemblea creerebbe un allarmismo infondato e sarebbe, invece, oggetto di strumentalizzazione». «Seguendo il consiglio di Dovis – afferma Barbero – non ho ritenuto opportuno convocare l'assemblea». L'assemblea viene però convocata da un gruppo di cittadini a seguito della pubblicazione della notizia su un quotidiano. «È falso – ha concluso Barbero – quanto affermato dal capogruppo di minoranza di "non aver mai avuto notizie certe, ma solo battute". Il rappresentante della minoranza in Commissione Ambiente è assente dai lavori dall'aprile 2005».
«Dimostrata l'incapacità del sindaco. Ma quali interessi vuole tutelare?»
A Barbero ha replicato il capogruppo di minoranza Libero Farinelli: «Il 6 giugno l'iniziativa di alcuni cittadini ha scoperchiato un pentolone nel quale stanno bollendo questioni nucleari importanti e gravi. Quella sera abbiamo appreso che dall'aprile 2004 il Comune è a conoscenza del fatto che il reattore dell'Enea non riesce più a contenere l'acqua radioattiva e "trasuda" dall'intercapedine esterna al deposito. L'acqua di condensa radioattiva nell'intercapedine, ad aprile 2004, arrivava all'altezza di 2,10 m. Arpa è stata interessata da Sogin e, fatti i riscontri, ha fornito i risultati a settembre 2005, escludendo contaminazioni, anche se non è stata in grado di valutare i risultati di alcuni parametri perché "fuori scala". Il sindaco ha ammesso di aver sottovalutato il problema e di averne dato comunicazione unicamente alla Commissione Ambiente, senza ritenere necessario informare i consiglieri e senza attivare iniziative per assicurare la sicurezza e la salute dei suoi amministrati. A nostro giudizio, quanto accaduto è di una gravità inaudita e dimostra l'assoluta incapacità del sindaco a gestire le gravi problematiche della nostra comunità». «Tutto ciò – ha proseguito Farinelli – ci sembra ancora più assurdo per il fatto che il sindaco, nel momento in cui ha usato ogni mezzo per approvare la variante al Piano Regolatore richiesta da Sogin, non ha raccontato a nessuno la situazione in cui si trova la nostra comunità. Quali interessi vuole tutelare? Perché non si decide una volta per tutte a svolgere il ruolo di sindaco e a dire come stanno le cose almeno ai consiglieri? Quali decisioni pensa di prendere dopo aver dovuto confessare, come un bambino che ha rubato la marmellata, di non aver saputo valutare la situazione che gli veniva prospettata a inizio 2004 e non aver adottato alcun provvedimento?».
Sogin: ok, per costruire il deposito "D2" verseremo (a rate) gli oneri di urbanizzazione
Durante il Consiglio comunale del 21 giugno il sindaco ha dato notizia di una lettera inviata da Sogin, con cui la società informa che «facendo seguito alla lettera inviata dal Comune il 26 maggio, in riferimento ai contributi per le opere di urbanizzazione determinati dallo stesso per la realizzazione delle opere come da ordinanza del 24 febbraio, si comunica che nella seduta del 30 maggio il Cda non ha sollevato eccezioni al versamento dei contributi determinati dal Comune». Sogin chiede però di poter pagare a rate l'importo di 526 mila euro. Il sindaco ha infine aggiunto che Sogin ha richiesto l'allacciamento all'acquedotto comunale per uso potabile e igienico-sanitario. Dunque anche il Cda Sogin ha dato il suo benestare al versamento – seppur rateizzato – dei 526 mila euro richiesti dal Comune a fronte della costruzione del nuovo deposito di rifiuti radioattivi "D2". Sempreché, quando a fine luglio il Tar del Lazio discuterà il ricorso presentato da cittadini, consiglieri regionali e associazioni ambientaliste, l'ordinanza del gen. Jean sul deposito "D2" non venga annullata.
(da la Gazzetta.info del 1 luglio 2006)
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