TAVOLI DI TRASPARENZA

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Ultimo Aggiornamento
venerdì 7 agosto 2009

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Rapporto di fine attività per l’ad Romano, ma Sogin scompare o no ?

Torino - Si è svolto questa mattina presso la sede dell'assessorato all'ambiente della Regione Piemonte il Tavolo di Trasparenza sul nucleare piemontese. Come al solito invitata di riguardo la società Sogin con il compito di illustrare i lavori fatti negli ultimi sei mesi ed i progetti per i prossimi anni, ma questa è un'occasione particolare perché dovrebbe essere l'ultimo "Tavolo" a cui la società partecipa visto che il DDL Sviluppo approvato nei giorni scorsi prevede dapprima il commissariamento e poi lo smembramento della società pubblica che si occupa di decommissioning, ma sembra che Sogin stessa non ci dia particolare importanza. I programmi presentati fanno infatti riferimento a progetti che si svilupperanno nei prossimi anni se non nei prossimi lustri. Solo l'Amministratore Delegato Massimo Romano è sembrato consapevole della sua "precarietà" ("scadrà" nello stesso istante in cui il DDL diventerà legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Infatti il suo intervento è stato una carrellata dei lavori fatti e dei risultati ottenuti durante la sua gestione, concludendo con la speranza che la nuova stagione nucleare possa comportare sviluppo per l'Italia, quello "sviluppo industriale e umano che Sogin in questi anni ha sempre cercato di far crescere".

Ma andiamo per ordine. Gli onori di casa sono stati fatti come di consueto dall'assessore all'ambiente NICOLA DE RUGGIERO che ha manifestato la sua preoccupazione per i movimenti che in questi giorni interessano Sogin, in particolare l'azzeramento dei vertici con i quali si era sviluppata una fitta e proficua collaborazione. Altro motivo di preoccupazione è rappresentato dagli elevati costi che Arpa deve sostenere per monitorare i siti piemontesi. Infatti le compensazioni che il ministro Scajola aveva suggerito di usare ancora non si sono viste. L'assessore ricorda inoltre che è in discussione presso la Commissione ambiente, una legge regionale sulle radiazioni ionizzanti che dovrebbe terminare il suo iter in Commissione entro la fine del 2009 per poi passare al vaglio del Consiglio.

È intervenuto quindi l'ing. MASSIMO ROMANO Amministratore Delegato di Sogin che ha confermato gli ottimi rapporti con le istituzioni che hanno permesso una forte accelerazione del decommissioning. Nei primi anni di lavoro di Sogin [quelli antecedenti la gestione Romano, ndr] si è potuto rilevare un forte squilibrio tra i soldi spesi ed i lavori fatti. Da qualche anno a questa parte invece, il nuovo piano industriale prevede oltre alla collaborazione con le istituzioni ed una accelerazione del decommissioning di cui si è già parlato, anche maggiore efficienza ed organizzazione, eccellenza nella sicurezza funzionale e percepita oltre che un aumento della valorizzazione delle competenze interne ed esterne.

Il 2008 è stato l'anno della svolta con il raggiungimento di 29 dei 31 obiettivi messi in cantiere; si è ridotto il personale senza ridurre le competenze e si è investito molto sulla sicurezza e sul rapporto con le istituzioni. Si sono investiti circa 300 milioni nella sola stipulazione di contratti tra cui gli impianti per il CEMEX, i depositi di transito di Latina e del Garigliano oltre che per la gara per la costruzione del CEMEX stesso di cui si è avuto l'autorizzazione VIA nel settembre 2008 e per cui si pensa di iniziare i lavori nella seconda metà del 2010.

Sogin ha quindi iniziato a spendere più soldi per fare le cose che non per funzionare come succedeva prima del 2008; sono infatti previste spese per 1'154 milioni per le prossime opere, il cui iter è già stato avviato, tra cui appunto il CEMEX, Rotondella e lo smantellamento delle isole nucleari a cominciare da Bosco Marengo già nel 2009 e poi Trino e Saluggia. molti soldi sono stati spesi nei mesi scorsi per il trasporto del combustibile all'estero per il riprocessamento, a tal proposito sono stati inviati i documenti richiesti dal CEA (Commissariat à l'Energie Atomique) per avere l'autorizzazione al trasporto dei MOX [trasporto quindi ancora non sicuro, ma che era già stato dato per certo da Sagin stessa anni fa in altri Tavoli di Trasparenza o assemblee pubbliche]. L'AD termina l'intervento ricordando, con un pizzico di orgoglio, che dal 2008 in poi sono diminuiti gli incidenti e le contaminazioni al personale.

Ha quindi preso la parola l'ing. LUIGI BRUSA di Sogin che ha descritto un po' più nel dettaglio i progetti per i tre siti piemontesi a cominciare da Bosco Marengo il cui brown field, che a fine giugno era del 65%, è previsto già per quest'anno con una spesa di circa 15 milioni.

Per Trino il brown field è previsto per il 2013 con una spesa di 150 milioni. Qui è iniziata l'attività per il trattamento delle resine radioattive che, assieme allo smantellamento del reattore, è la parte più importante e delicata da svolgere. Intanto entro il 2010 (con messa in funzione nel 2011) verrà costruito l'impianto utilizzato proprio per le attività propedeutiche allo smantellamento del reattore con l'adeguamento del sistema di ventilazione. Verrà quindi messa in funzione la stazione per gestire i materiali smantellati con il relativo taglio e decontaminazione.

Infine Saluggia che con una spesa di circa 300 milioni raggiungerà il suo brown field nel 2019. In questo sito la gara per il trattamento dei rifiuti IFEC è stata vinta da NUCLECO che inizierà i lavori nel 2011 per terminarli un anno dopo, nel 2012. Il deposito dei rifiuti a bassa attività è stato autorizzato, l'apertura del cantiere avverrà entro la fine del 2009 con termine entro i successivi 24 mesi. Per il CEMEX, con relativo deposito allegato, è partito il bando di gara per un importo di 150 milioni circa ed in questo momento è aperta una discussione, un confronto con il Comune per le autorizzazioni ed il permesso di costruire. La vicenda della piscina Eurex si è felicemente conclusa con il suo completo svuotamento; a settembre verrà forato il fondo per controllare la contaminazione del terreno sottostante. Sempre a settembre del 2009 verranno chiusi i vecchi pozzi e verrà attivato il nuovo sistema di approvvigionamento idrico. Infine con la collaborazione ed il coordinamento di Arpa si è esteso il monitoraggio della falda acquifera. Tutti i dati rilevati sono sotto il livello minimo consentito.

L'ing. SILVANO RAVERA direttore generale di Arpa Piemonte, ha espresso le sue perplessità sulla nascita della nuova agenzia per la sicurezza del nucleare. Secondo l'ing. Ravera potrebbe essere negativo spostare le competenze in campo di sicurezza nucleare ad un'altra agenzia separandole quindi dagli altri tipi di controllo. Ricorda infine che Arpa ha speso circa 670'000 euro - dato relativo a gennaio 2009 - per le attività di controllo sui siti piemontesi e che di questo ha informato con una lettera a gennaio comuni e province dai quali a tutt'oggi non è ancora arrivata alcuna risposta.

Il dott. GIOVANNI D'AMORE di Arpa, ha fatto invece una carrellata di informazioni più prettamente tecniche sui singoli siti piemontesi. Innanzi tutto Bosco Marengo alla cui rete di monitoraggio è stato integrato anche il controllo dell'aria. Non esistono situazioni di criticità né per l'ambiente né per la popolazione. Su Trino non c'è molto da dire: proseguono le attività di analisi e, fino ad ora, non sono stati riscontrati casi di criticità. A Saluggia invece, esistono due tipi di monitoraggio, uno ordinario del sito ed uno straordinario della falda, anche se quest'ultimo, vista la frequenza dei controlli, può anche lui essere considerato ordinario. Dopo i ritrovamenti di contaminazione in alcuni pozzetti monitorati, sono aumentati i controlli all'interno dell'azienda Sorin. La contaminazione continua ad esserci. C'è da rilevare che il trend non è in aumento, ma nemmeno in diminuzione.

L'ing. ROBERTO MEZZANOTTE ha invece parlato in rappresentanza di Ispra. Sulla nascita della nuova agenzia per il nucleare [che dovrebbe togliere proprio ad Ispra le competenze di controllo sul nucleare], l'ing. Mezzanotte più che preoccupato si dice incuriosito pur nella speranza che la nuova stagione nucleare possa rappresentare un motivo di crescita e sviluppo per il Paese. Anche Ispra ha contribuito all'accelerazione delle attività di decommissioning di Sogin e si dice disponibile a continuare su questa strada, ma senza mai tralasciare l'aspetto fondamentale del controllo che caratterizza l'agenzia. Secondo l'ing. Mezzanotte Sogin è sempre molto ottimista sui tempi, mentre loro lo sono un po' meno. Per esempio il raggiungimento del brown field di Bosco Marengo che Sogin prevede per il 2009, subirà probabilmente uno slittamento di dodici mesi, così come sembra piuttosto ambizioso il piano di chiusura delle attività di Trino per il 2013. Infine, per quanto riguarda Saluggia, Ispra sta ancora aspettando il progetto che Sorin ha intenzione di mettere in campo per risolvere il problema della contaminazione della falda superficiale.

Sono quindi iniziati gli interventi dalla platea. Il sindaco di Saluggia MARCO PASTERIS si dice piuttosto preoccupato per il mantenimento dei tempi di realizzazione delle opere ed anche per i tempi che riguardano i trasporti all'estero per il riprocessamento del combustibile ancora presente sul sito, a fronte di quanto prevede per Sogin la nuova legge sul nucleare. Per quanto riguarda le autorizzazioni di cui ha parlato l'ing. Brusa e che Sogin sta aspettando dal Comune per avere il permesso di costruire il Cemex, non è assolutamente detto che arrivino perché sono vincolate al progetto di tangenziale che la Regione deve valutare e finanziare e che è considerata dalla sua Amministrazione opera fondamentale per il territorio perché, in caso contrario, i saluggesi vedrebbero passare in paese migliaia di automezzi pesanti per tutti gli anni necessari alla costruzione dell'opera. All'ing. Ravera che aveva sollecitato una risposta alla lettera di gennaio sui costi sostenuti da Arpa, Pasteris afferma che Saluggia è pronta a fare la sua parte, ma che, secondo il principio di "chi inquina, paga" si aspetta un cospicuo interessamento anche da parte delle società che fanno parte del sito nucleare saluggese. Infine chiede notizie sul deposito nazionale.

Il sig. TOMMASO DI LAURO della CISL elettrici di Vercelli esprime la sua preoccupazione per i 700 impiegati della Sogin di cui non si conosce ancora il destino dopo l'approvazione del DDL che chiude di fatto l'azienda. Per questo motivo annuncia che a settembre verrà attivato lo stato di agitazione. Infine su Trino è stato detto che verrà smantellato il reattore e tutte le altre parti contaminate della centrale, ma dove verranno messe – chiede – visto che il deposito ancora non c'è?

Dott. FRANCO POZZI capogruppo di minoranza al comune di Saluggia, ritiene che sia un grosso errore contrabbandare la variante per la costruzione del Cemex con l'ok della Regione per la costruzione della tangenziale. Secondo il dott. Pozzi il permesso di costruire del Cemex con relativo deposito, deve essere invece vincolato all'individuazione del deposito nazionale di scorie nucleari.

Il vicepresidente del Parco del Po torinese, UMBERTO LORINI, ha rilevato che il "permesso di costruire" le opere connesse al Cemex, concesso dal Commissario Jean con ordinanze in deroga alle prescrizioni di Piano Regolatore (che nell'area Eurex vieta la nuova edificazione), è scaduto. In questi anni, a quel che risulta al Parco, Sogin ha comunicato l'inizio lavori per una sola delle cinque opere previste (l'impianto di adduzione dell'acqua). Da mesi il Parco del Po ha chiesto al Comune se esistono le comunicazioni di inizio lavori delle altre quattro opere, fra le quali il deposito D2, ma il Comune - nonostante i solleciti - non dà risposta. Essendo terminata l'emergenza (già con il Governo Prodi), ed essendo scaduto il permesso in deroga concesso a suo tempo dal Commissario, il Comune non può rilasciare a Sogin né proroghe per opere mai iniziate, né nuovi permessi di costruire.

L'ing. ARNALDO VIOTO funzionario del ministero dello Sviluppo Economico, dice che proprio in questi giorni è in corso un forte potenziamento degli uffici che si occuperanno del nucleare; in modo particolare sembra che una parte di questi si occuperanno del "nuovo" nucleare ed una parte si interesserà invece di tutto ciò che riguarda il pregresso. Naturalmente anche l'ing. Vioto si augura che il ritorno al nucleare possa essere un'opportunità per il Paese. Per quanto riguarda il deposito nazionale, sulla cui localizzazione qualche bandierina è già stata messa sulla cartina italiana, ritiene sia assolutamente necessario che venga prevista anche una specifica regolamentazione. Termina infine rassicurando il sindaco di Saluggia sui trasporti: le tempistiche sono dettate da precisi accordi internazionali a cui le leggi nazionali non possono derogare.

È intervento poi il sig FAUSTO COGNASSO di Legambiente che prende atto con preoccupazione del fatto che nei discorsi di Sogin non viene più nominato il famoso "prato verde", ma si continua a parlare solo di siti depositi di se stessi. Ricorda inoltre che sembra esista un piano della protezione civile in caso di emergenza nucleare, ma che questo piano ce l'abbiano solo Sogin e la Prefettura, i cittadini devono solo sperare che vada sempre bene tutto perché, in caso contrario, non saprebbero cosa fare. Conclude infine dicendo che, ancor più dei comuni, dovrebbero essere le Provincie a contribuire alle spese che Arpa deve sostenere per monitorare i siti nucleari.

Il sig. ALDO QUILICO presidente dell'Acquedotto del Monferrato, fa notare con rammarico che tutti "utilizzano" il pericolo di inquinamento delle falde dell'Acquedotto come pedina di scambio per ottenere qualcosa, ma loro sono rimasti soli, senza aiuti, nonostante le promesse.

Conclude gli interventi il sig. GIOVANNI TRICERRI rappresentante dei lavoratori Enea di Saluggia, il quale afferma che i dati da lui in possesso evidenziano un numero molto più alto di lavoratori contaminati rispetto ai dati che ha presentato Sogin. Chiede infine dove verrà costruita a Trino la stazione per il taglio e decontaminazione dei materiali. [A proposito di questo intervento vogliamo annotare un battibecco con il sig. Di Lauro sulla questione del personale contaminato. Una scena molto triste e di cattivo gusto che degrada il valore del sindacato e non aiuta certo ad aumentare le tutele dei lavoratori che sono i veri sconfitti e che escono sicuramente meno protetti e più a rischio]

L'incontro termina con l'intervento dell'ad Romano che ringrazia i lavoratori Sogin per l'impegno profuso in questi anni asserendo che è giusto che abbiano notizie sul loro futuro, ma li esorta anche a continuare a lavorare come hanno fatto fino ad ora. Dati sui lavoratori contaminati diversi da quelli evidenziati da Sogin sono solo frutto di rumors. Sollecita infine la Regione a dare il via libera alle richieste del Comune di Saluggia e risponde al sig. Cognasso dicendo che l'obiettivo per Sogin è rimasto il green field, ma che, fino a quando non ci sarà il deposito nazionale, è meglio il brown field che lasciare le cose così come stanno.

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