Torino -
Il 30 gennaio 2009 si è svolta presso la sede dell'assessorato all'Ambiente della Regione Piemonte, una nuova riunione del tavolo della trasparenza sul nucleare piemontese. All'incontro hanno partecipato i sindaci dei Comuni interessati, i rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali ed ambientaliste, di Sogin, di Ispra, del Ministero dello Sviluppo Economico ed i tecnici di Arpa Piemonte.
L'assessore regionale all'Ambiente Nicola De Ruggiero che ha coordinato l'incontro, ha riferito che in questi giorni è stata spedita alle province ed ai comuni interessati una lettera con il dettaglio delle spese sostenute da Arpa Piemonte per il monitoraggio ordinario e straordinario dei siti nucleari piemontesi che ammonta complessivamente a poco meno di 700'000 euro. Inoltre è attualmente in discussione presso la V Commissione Ambiente della Regione Piemonte una proposta di legge che riguarda le radiazioni ionizzanti.
Riportiamo un breve sunto degli interventi.
Ing. Luigi Brusa di Sogin
(commentato delle slides)
Il piano industriale di Sogin è iniziato nel 2007. Da allora sono stati fatti notevoli passi avanti soprattutto nella ricerca di efficienza, nella creazione ed applicazione di nuove norme e regole nei confronti delle istituzioni (il cosiddetto "patto con le istituzioni") e nella valorizzazione delle competenze Sogin oltre che dei siti da lei gestiti.
Una forte accelerazione è stata inoltre data alle procedure riguardanti il decommissioning. Infatti dal 2001 al 2006 sono stati spesi circa 15 milioni di euro, nel 2007 (inizio del piano industriale) 20 milioni e nel 2008 46 milioni di euro; i soldi invece spesi per il lancio di attività quali, per esempio, le varie gare per la realizzazione di opere come il Cemex sono passate da 40 milioni di euro del 2006 a 20 milioni del 2007 fino a raggiungere i 274 milioni del 2008.
Le principali attività svolte nel biennio 2007-2008 sono state il trasporto delle barre di combustibile a Saluggia (tra Eurex e Avogadro) e da Caorso verso la Francia; lo svuotamento e la pulizia della piscina Eurex a Saluggia; la costruzione di nuovi depositi a Latina e presso la centrale del Garigliano e l'avvio dello smantellamento del sito di Bosco Marengo, ma anche attività legate allo smantellamento dei siti di Trino e Caorso.
Nel 2008 sono inoltre arrivati numerosi pareri favorevoli di Valutazione di Impatto Ambientale tra i quali quello del Cemex di Saluggia per la solidificazione dei rifiuti liquidi e quelli per Caorso, Trino e Bosco Marengo legati allo smantellamento.
Notevoli passi avanti sono stati fatti anche dal punto di vista della sicurezza con un forte investimento a Caorso che ha visto la nascita di una scuola di radioprotezione oltre che numerose giornate di formazione ai dipendenti.
Tutte queste attività hanno permesso di portare la data del 2024 prevista inizialmente per lo smantellamento dei siti al 2019 con la messa in sicurezza delle scorie nei singoli siti in attesa di essere portate al deposito nazionale. Questo livello viene definito brownfield.
Pressoché immutate le date previste per l'allontanamento del combustibile dai siti di Saluggia e Trino con un lieve slittamento di un mese per Trino e, sempre di un mese, per le barre provenienti da Eurex e presenti in Avogadro. Per quanto riguarda i MOX sono ancora in corso trattative con la Francia.
Ing. Davide Galli di Sogin (responsabile siti di Trino e Bosco Marengo)
Per quanto riguarda Bosco Marengo il brownfield è previsto per il 2011. Dopo aver fatto un breve elenco delle attività svolte e da svolgere sul sito con particolare riguardo alle operazioni di decommissioning, ha elogiato l'azienda che sta facendo i lavori di smantellamento perché ampiamente adatta a svolgere questo tipo di lavori in sicurezza.
Per Trino invece il brownfield è previsto per il 2013. Anche in questo caso è stato fatto l'elenco delle attività svolte tra cui spiccano le modifiche al sistema di ventilazione dell'edificio reattore, l'adeguamento dell'impianto elettrico e la messa in sicurezza delle parti contenenti amianto. Infine è stato stipulato un contratto con Ansaldo Nucleare per il trattamento delle resine servite alla decontaminazione della piscina.
Ing. Michele Gili di Sogin (responsabile sito di Saluggia)
Il brownfield è previsto per il 2019 con una spesa complessiva di 241 milioni di euro. Le attività svolte nel sito sono state numerose e tra queste, ricorda che a metà del 2008 è stato risolto il problema della piscina di Eurex e che nel primo trimestre del 2009 verranno fatte delle perforazioni sotto la piscina stessa per verificare eventuali contaminazioni del terreno. Sempre nel 2008 sono terminate le operazioni di spostamento delle scorie liquide nel nuovo parco serbatoi.
Per quanto riguarda il deposito di rifiuti solidi a bassa attività (D2), a giugno del 2008 è arrivata l'autorizzazioni ministeriale e a ottobre del 2008 è stato emanato il bando di gara. L'inizio dei lavori è previsto per agosto/settembre 2009 per una durata di circa 24 mesi. Tiene a ribadire che il deposito è stato dimensionato per contenere solo ed esclusivamente i rifiuti solidi di Saluggia.
Sul Cemex (nuovo stabilimento per la trasformazione dei rifiuti liquidi in cementi solidi che Sogin costruirà a Saluggia) a ottobre è arrivato il parere favorevole della Valutazione di Impatto Ambientale e a febbraio del 2009 verrà emanato il bando di gara. Nel luglio del 2010 è prevista l'aggiudicazione della gara ed i lavori dovrebbero iniziare entro la fine dello stesso anno. Per questo nuovo stabilimento è previsto il rilascio da parte del Comune di una variante al Piano Regolatore.
I lavori per la modifica all'approvvigionamento idrico inizieranno invece entro il 2010.
Per il combustibile presente sul sito saluggese e proveniente da IFEC, il bando di gara per il riprocessamento è previsto per il 2009, il trasferimento del combustibile nel febbraio del 2011 ed il ritorno del materiale riprocessato nel 2012.
L'ing. Gili ricorda inoltre che Sogin contribuisce già con strumenti e risorse ai monitoraggi all'interno e lungo il perimetro di Eurex ed intende proseguire su questa strada.
L'ultimo argomento affrontato riguarda la contaminazione dei lavoratori. Nonostante si sia verificato qualche caso di contaminazione, tutti i livelli sono sempre stati sotto la soglia minima consentita per legge. Attualmente non esiste nessuna criticità dal punto di vista radio-protezionistico né per i lavoratori interni, né per i lavoratori delle ditte esterne, né per la popolazione.
Dott. Giovanni D'Amore di Arpa Piemonte
(commentato delle slides)
Viene descritto l'impegno di Arpa nel monitoraggio ordinario all'interno ed all'esterno dei siti piemontesi e nel monitoraggio straordinario soprattutto a Saluggia per i controlli fatti all'acqua della falda a fronte della scoperta della perdita della piscina Eurex e durante lo svuotamento della piscina stessa. I punti di controllo sono costantemente in aumento e, proprio grazie a ciò, è stata ultimamente trovata una nuova contaminazione da cesio 137 (Cs-137) lungo il perimetro di Eurex probabilmente derivante da una tubazione di scarico di Sorin.
I costi per il totale delle attività piemontesi sono stati nel 2008 di poco inferiori ai 700'000 euro e si suppone che nel 2009 aumenteranno a causa del decommissioning di Bosco Marengo e per le attività propedeutiche ai trasporti dei combustibili dai siti verso la Francia che inizieranno nel 2010.
Infine vengono mostrate delle cartine con i punti in cui sono state trovate le nuove contaminazioni da cesio 137, cobalto 60 (Co-60) e stronzio 90 (Sr-90) nel sito saluggese. La fonte certa della contaminazione non è ancora stata trovata, ma gli elementi in possesso fanno pensare alle "celle calde" di Sorin ed al "deposito di rifiuti radiologici" sempre di Sorin. Sono solo supposizioni, non esiste alcuna certezza, ma i dati in possesso sembrano escludere Avogadro.
Ing. Arnaldo Vioto, funzionario del ministero dello Sviluppo Economico (commentando delle slides)
L'ing. Vioto ha fatto parte del gruppo di lavoro nato il 25 febbraio 2008 per volontà dell'allora ministro Bersani con il compito di individuare i criteri di ricerca del sito nazionale di rifiuti radioattivi sia dal punto di vista strutturale (come dovrebbe essere fatto) sia dal punto di vista procedurale (individuazione della strada da seguire con le istituzioni ed il territorio per arrivare all'accettazione del sito). Il gruppo ha terminato i lavori ed ha
redatto un documento
che è stato consegnato a fine anno al ministro Scajola.
Secondo questo documento il deposito nazionale non deve essere fine a se stesso, ma deve stare all'interno di un parco tecnologico di ricerca. Dovrebbe essere formato da un deposito definitivo per i rifiuti a breve vita (300 anni) e da un deposito temporaneo per i rifiuti a lunga vita. Sono stati visitati alcuni siti in Francia e Spagna per il deposito dei rifiuti a breve vita ed in Olanda per il deposito dei rifiuti a lunga vita. Nel documento viene suggerito il deposito spagnolo perché formato da un numero maggiore di protezioni.
Sempre secondo questo documento la procedura di ricerca del luogo dove costruire il deposito deve essere partecipativa con la creazione di una apposita agenzia con il compito di individuare le aree idonee, informare i territori, regioni ed enti locali anche con seminari, ed attendere eventuali candidature. Se esistono candidature si passa all'apertura di un tavolo negoziale per l'individuazione di un eventuale accordo. Se non ci sono candidature o se le negoziazioni non sortissero effetti positivi si passa a incontri bilaterali con i singoli territori/regioni/enti locali. Se ancora non si trova disponibilità la decisione viene presa dal presidente del Consiglio.
Per quanto riguarda i tempi: 12/18 mesi nel caso di candidature altrimenti i tempi ovviamente si allungano, ma il 2018 è il limite massimo possibile perché presente nel contrattato con la Francia per il ritorno dei materiali riprocessati.
Terminati gli interventi dei relatori sono iniziate le domande del pubblico. Riportiamo in sintesi le più significative con accanto le eventuali risposte.
Gian Piero Godio di Legambiente
1) Constata con rammarico che è stata confermata l'anticipazione di Legambiente riguardante i siti depositi di se stessi e chiede come mai si è abbandonata l'idea del prato verde.
2) Quando i tre siti avranno raggiunto il brownfield, quale sarà, in termini di Bq, il quantitativo radioattivo piemontese?
3) Sul calcolo dei lavoratori contaminati sono stati presi in considerazione solo i dipendenti interni oppure anche i lavoratori delle ditte esterne? [risponde l'ing. Brusa: i dati sui contaminati riguardano tutti i lavoratori, sia quelli interni sia quelli delle ditte esterne]
4) Arpa ha dimostrato a Saluggia che più si cerca, più si trova. Perché non vengono fatti gli stessi assidui controlli anche a Trino e a Bosco Marengo?
Aldo Quilico, presidente dell'Acquedotto del Monferrato
1) Lamenta il fatto che tutti prendono soldi dalle compensazioni e che spesso quei soldi non vengono nemmeno usati in ambito ambientale, mentre l'Acquedotto del Monferrato che ha fatto dei grossi lavori di protezione e che ha subito gravi danni d'immagine a causa della perdita della piscina Eurex, sembra non avere diritto a nulla. [risponde l'assessore De Ruggiero: la regione ha espressamente chiesto al governo aiuti per finanziare i monitoraggi di Arpa ed il governo ha risposto di usare le compensazioni. Secondo De Ruggiero parte di questi soldi potrebbero essere usati per "compensare", almeno in parte, l'Acquedotto del Monferrato]
Franco Pozzi, consigliere comunale a Saluggia
1) Per la costruzione del D2 a Saluggia è necessaria una variante al Piano Regolatore? [risponde l'ing. Brusa: per il D2 non è necessaria una variante al Piano Regolatore perché soggetto ad ordinanza del Commissario Carlo Jean, mentre per il Cemex e il D3 ci vuole la variante e si spera di ottenerla al più presto]
2) Agosto 2009 come inizio lavori per il D2 non è una tappa troppo vicina? [risponde il dott. Mezzanotte di Ispra: è più verosimile parlare di secondo semestre 2009]
3) È stato detto che sono state contattate le tre aziende presenti sul sito saluggese per contribuire alle spese del monitoraggio ambientale. Poiché Sorin è composta da più aziende, quale di queste è stata contatta? [risponde il dott. Mezzanotte di Ispra: Sorin Biomedica]
4) Quanti sono i lavoratori contaminati e con quale sostanza?
5) Qual è il nome della ditta che sta facendo i lavori di smantellamento a Bosco Marengo? [risponde l'ing. Brusa: la ditta si chiama Despe srl di Bergamo]
Fausto Cognasso di Legambiente
1) Nel condividere l'opinione di Gian Piero Godio sui siti depositi di se stessi e dubitando che il 2018 possa essere l'anno in cui vedrà la luce il sito nazionale, chiede informazioni su un incidente avvenuto alla centrale di Trino nel 1967 quando sembra ci sia stata una fuoriuscita nell'aria di sostanze radioattive. [rispondono l'ing. Brusa: "non è stato un incidente, ma un mal funzionamento che non ha comunque infettato l'esterno" e l'in. Galli: "non è stato un incidente con rilascio verso l'esterno"]
Giovanni Tricerri, consigliere comunale a Trino
1) Riprendendo la domanda di Gian Piero Godio chiede se è stato messo da parte il raggiungimento del greenfield o è stato posticipato a dopo la costruzione del sito nazionale. [risponde l'ing. Brusa: l'obiettivo di Sogin è, a lungo termine, il raggiungimento del prato verde, ma questo è subordinato all'esistenza del deposito nazionale che non è responsabilità di Sogin. L'obiettivo a medio termine è il brownfield perché si ritiene che i rifiuti debbano comunque essere messi in sicurezza nell'attesa del deposito nazionale]
2) La Regione ha condizionato la sua valutazione positiva alla costruzione del Cemex a Saluggia all'esistenza del deposito nazionale, mentre per il decommissioning di Trino ha dato parere favorevole in modo incondizionato. È utile avere una centrale a pezzi nel piazzale dell'attuale centrale? [risponde il dott. Mezzanotte di Ispra: il materiale smantellato non sarà messo nel piazzale della centrale, ma chiuso in apposito deposito. Questo deposito ancora non esiste]
3) Infine chiede che venga aumentata, da parte di Sogin, l'informazione sulla contaminazione dei lavoratori perché oggi siamo ben al di sotto del "minimo sindacale"
Due brevi considerazioni. La prima. L'ing. Lucchesi di Sogin, nel suo
intervento al tavolo di trasparenza del 25 luglio 2007,
elencò i costi e le date presunte per il "rilascio dei siti piemontesi". Per Saluggia la data prevista era il 2024, ma attenzione, stiamo parlando di "rilascio del sito" cioè di greenfield, perché il brownfield prevede ancora la presenza di personale e materiale nel sito stesso, quindi il sito non può certo definirsi "rilasciato". Affermare quindi che la data del brownfield è stata abbassata di ben cinque anni (dal 2024 al 2019) per provare l'accelerazione di Sogin nelle attività di decommissioning, non ci sembra corretto. L'utilizzo di questi stratagemmi non aiuta certo la trasparenza.
La seconda considerazione. Sogin prevede che ogni sito si trasformi in deposito di se stesso almeno fino a quando (chissà quando) verrà trovato il luogo ed il modo per costruire il deposito nazionale. Infatti al
tavolo di trasparenza del 17 luglio 2008
il dott. Mazzoletti di Sogin ci comunicò che per Bosco Marengo era previsto il totale smantellamento ed il condizionamento dei rifiuti radioattivi in un deposito temporaneo in loco per cui era già stata chiesta ed ottenuta autorizzazione. Inoltre sappiamo che a Saluggia verranno costruiti ben due depositi: uno per le scorie ad alta attività ed uno per quelle a media e bassa attività. Ci rimane però un dubbio: Trino ha avuto l'ok per il decommissioning e quindi la centrale può cominciare ad essere "fatta a pezzi" come ci ricorda Giovanni Tricerri, ma il deposito dove mettere la centrale "a pezzi" ancora non esiste e non ci è stato nemmeno spiegato se è stata richiesta autorizzazione, se servono valutazioni di impatto ambientale, se servono variazioni al Piano Regolatore o quant'altro. Di questo deposito non si sa nulla. Non è che per caso tra qualche anno ci vediamo arrivare a Saluggia i materiali dismessi dalla centrale di Trino? L'esperienza di Eurex/Avogadro ci autorizza a pensar male ... ...
Via dal tavolo di trasparenza - FUORI DAL NUCLEARE
Comunicato stampa di alcuni Comitati di Cittadini
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