Torino - Tavolo della trasparenza sul nucleare piemontese di mezza
estate. Al tavolo dei relatori gli invitati illustri SOGIN ed APAT. In sala ad ascoltarli ed a
porre domande il solito gran numero di "altri" invitati anche se, secondo noi, non
può essere un vero "tavolo della trasparenza" se non possono parteciparvi i
veri destinatari di questa "trasparenza" e cioè i rappresentati delle
associazioni dei cittadini dei tre comuni nuclearizzati del Piemonte. Ci permettiamo di
suggerirlo all'Assessore De Ruggiero. Erano comunque presenti i sindaci di Bosco Marengo,
Saluggia, Trino e Crescentino, le prefetture di Torino e Vercelli, la UIL, Legambiente, il
Parco del Po, le Società d'Ambito, l'Acquedotto del Monferrato, ENEA, SORIN, AVOGADRO.
L'Assessore all'Ambiente della Regione Piemonte, Nicola De Ruggiero, fa gli onori di casa
introducendo due concetti principali. Il decommissioning di cui si può parlare è
solo "parziale" perché si è ancora in attesa del deposito nazionale ed a
questo proposito dal Governo (anch'esso invitato, ma non presente) ancora nessuna
novità. Inoltre per la Regione il nucleare è un termine declinato al passato.
Parlare di nucleare significa parlare solo di decommissioning.
La parola passa quindi al dott. Mazzoletti che,
commentando delle slides,
ha presentato per
grandi linee il piano industriale piemontese di Sogin ponendo l'accento in modo particolare
sull'accelerazione che intendono dare nei prossimi tre anni al decommissioning arrivando al
2011 al 100% di smantellamento di Bosco Marengo, al 63% di Trino ed al 36% di Saluggia.
[Nonostante l'investimento previsto di 80 milioni di euro (il più alto in assoluto)
Saluggia rimane ancora in fondo alla classifica di tutte le centrali e gli impianti italiani,
precede infatti solo la centrale di Latina fanalino di coda con il suo 22% di decommissioning
al 2011].
Dopo aver ricordato le tappe previste per il trasporto all'estero del combustibile presente a
Saluggia e Trino (marzo 2010 – dicembre 2011), il dott. Mazzoletti ha elencato le
attività che si intendono svolgere nei tre siti piemontesi.
Per Saluggia, dopo lo svuotamento della piscina, si intende trasportare nel nuovo parco
serbatoi le scorie liquide; avviare il progetto CEMEX (per il quale manca ancora il decreto di
compatibilità ambientale, l'approvazione al progetto di APAT e la variante al PRG
richiesta al Comune di Saluggia) con la gara d'appalto per il progetto e la realizzazione;
avviare il cantiere per la costruzione del deposito temporaneo per i rifiuti di bassa
attività, D-2 (per il quale non esiste ancora l'autorizzazione di APAT); continuare il
monitoraggio sui 41 piezometri posti all'interno e lungo il perimetro di EUREX.
Per Trino sono previste una serie di attività tra le quali: modifiche al sistema di
ventilazione, all'impianto elettrico e l'inizio della rimozione dei materiali non radioattivi
dalla zona controllata.
Infine per Bosco Marengo è previsto il totale smantellamento ed il condizionamento dei
rifiuti radioattivi [in un deposito temporaneo in loco per cui è già stata
chiesta ed ottenuta autorizzazione].
Per APAT ha parlato il dott. Mezzanotte che condivide quanto detto dall'Assessore De Ruggiero:
tutti i lavori sui siti nuclearizzati avranno una fine solo quando ci sarà il deposito
nazionale, ma per ora se ne parla solo, così come si fa da dodici anni, e non c'è
nulla di concreto. Inoltre anche per APAT l'attività sul nucleare è rivolta solo
al suo decommissioning. Ha inoltre ricordato che il Governo ha, da poche settimane,
trasformato APAT da azienda di controllo ad azienda di ricerca e questo ha costituito una
battuta d'arresto nell'ambito della collaborazione che si era instaurata con ARPA, l'azienda
regionale di controllo. Il dott. Mezzanotte continua ricordando che i ritardi per lo
svuotamento della piscina EUREX sono dovuti al fatto che APAT ha chiesto a Sogin dei valori di
radioprotezione molto più elevati degli standard. Infine corregge il dott. Mazzoletti
sui tempi di trasporto del materiale irraggiato da Saluggia, infatti, a causa di una
estensione di autorizzazioni che i francesi sono costretti a chiedere sui MOX, i trasporti di
questi particolari tipi di barre slitteranno di circa sei mesi.
Sono quindi iniziati gli interventi dal pubblico.
In modo particolare è stato sottolineato che lo scarico in Dora dei 700 metri cubi di
acqua della piscina Eurex è da considerarsi indebito perché esistono delle precise
prescrizioni in merito ed è stato richiesto a che punto sta il progetto Cemex visto il
suo grave ritardo. Il dott. Mezzanotte afferma che non si può parlare di "scarico
indebito" né dal punto di vista radioprotezionistico perché sono stati
espressamente richiesti dei livelli molto bassi, più bassi dello standard, livelli che
si basano sulla media degli ultimi dieci anni. Dal punto di vista legale è stata inoltre
chiesta una deroga alle rigide prescrizioni riguardanti gli scarichi in Dora. Sul Cemex
è vero che c'è grande ritardo, ma non lo si può imputare a Sogin
perché è una questione che si trascina da decenni.
Un altro intervento rileva che non è stata detta una parola sui dipendenti contaminati e
chiede loro notizie, inoltre, dopo essersi chiesto che cosa ha fatto Sogin dal 2004 (anno in
cui fu scoperta la perdita alla piscina EUREX) al 2006 (anno in cui fu resa nota la perdita),
termina commentando che senza deposito nazionale, ogni sito sarà deposito di se stesso.
L'ing. Gili (direttore dell'impianto Eurex di Saluggia) ammette che ci sono state 20/25
persone contaminate, ma per nessuno di loro è mai stata superata la dose massima annua.
Sogin dà massima importanza alla questione, ma non c'è alcuna preoccupazione.
Il rappresentante del Parco del Po ricorda che a tutt'oggi esistono dei vincoli comunali e
regionali di costruzione su quell'area e che il Parco è d'accordo sulla costruzione del
Cemex solo se i prodotti vengono immediatamente portati via da Saluggia. L'Assessore De
Ruggiero ricorda che la regione ha già dato nel 2005 parere favorevole alla costruzione
del Cemex.
Infine il sindaco di Saluggia chiede informazioni sui cask che devono essere utilizzati per il
trasporto all'estero delle barre annegate nella piscina Avogadro di Saluggia e se per la
costruzione del D2 ci troviamo in regime di ordinanza oppure no. Il dott. Mazzoletti dice che
la progettazione dei cask è già ultimata e la fornitura è prevista per
settembre 2009, inoltre sul D2 è stato ottenuto il sì dal Ministero perché
si tratta di un'opera necessaria per la messa in sicurezza dei materiali irraggiati e, proprio
per questo motivo, si aspetta di ottenere l'approvazione anche dal Comune di Saluggia.
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