Torino - Si è svolto mercoledì 23 gennaio il
"tavolo di confronto e trasparenza sulle attività preliminari e
complementari all'avvio della dismissione del parco nucleare piemontese.
Criticità locali ed aggiornamento attività Sogin". Organizzatore
l'assessore all'ambiente della regione Piemonte – Nicola De Ruggiero – che ha anche
fatto da moderatore all'incontro. Prima di raccontare quanto è stato detto, un
piccolo appunto sulla location: stanzino troppo piccolo, iper affollato, iper
riscaldato e con l'impianto acustico fuori uso per tre quarti dell'incontro che ci
impedirà di redigere la nostra solita "versione stenografica". Speriamo
nella prossima riunione che dovrebbe tenersi poco prima delle vacanze estive.
Come già detto molti i partecipanti, ricordiamo i comuni di Saluggia, Trino,
Bosco Marengo e Crescentino; le province di Vercelli, Torino, Asti ed Alessandria; il
Parco del Po – tratto Torino –; le organizzazioni sindacali; le associazioni
ambientaliste; il Consorzio dei Comuni per l'Acquedotto del Monferrato;
l'Autorità d'ambito ATO5 ed un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo
Economico. Al tavolo dei relatori: Sogin, Apat ed Arpa Piemonte.
L'incontro è aperto dall'assessore De Ruggiero che dopo i saluti di rito propone
la scaletta degli interventi.
Dott. Mazzoletti (Direttore Sogin)
Obiettivo primario di Sogin è il recupero di efficienza attraverso una forte
accelerazione delle attività di decommissioning. Il Tavolo di Trasparenza è
un momento molto importante perché si ha la possibilità di informare su
queste attività. Lo smantellamento del sito di Bosco Marengo avverrà entro
il 2009 mentre quello di Trino entro il 2013. Proprio per mettere in campo il massimo
della professionalità sono anche stati assunti tecnici specializzati nel settore
decommissioning. Secondo quanto preventivato nel 2004 per lo smantellamento totale dei
siti, in Piemonte è stato fatto il 30% sia in termini di attività che di
costi. Gli obiettivi per il 2008 sono ambiziosi, ma realistici a partire
dall'adeguamento del quadro normativo all'obiettivo dello smantellamento, per
proseguire alla richiesta di autorizzazioni (ne sono previste ben 99 per i prossimi
dodici mesi) senza dimenticare la comunicazione che è sempre ritenuta essenziale
per una buona convivenza nel territorio. Inoltre il contratto siglato con la francese
Areva permetterà di portare all'estero 235 tonnellate di combustibile irraggiato
per il riprocessamento.
Ing. Bolla (Sogin - Saluggia)
Nel 2007 è stato effettuato il trasferimento del combustibile da Eurex in
Avogadro; è stata avviata la bonifica della piscina Eurex; è stato
realizzato il nuovo parco serbatoi per contenere le scorie liquide ad alta
radioattività in attesa di essere cementificate; sono già state effettuate
le relative prove a freddo; è stata effettuata la pre-qualifica di Cemex ed
è stata completata la trivellazione di pozzi per l'approvvigionamento idrico.
Obiettivi del 2008: rimozione di tutti i residui ancora presenti nella piscina Eurex
entro gennaio 2008; pulizia dei sedimenti sempre presenti nella piscina entro gennaio
2008; svuotamento della piscina entro marzo 2008; trasferimento liquidi ad alta
attività nel nuovo parco serbatoi entro marzo 2008. Per quanto riguarda il
monitoraggio della falda acquifera sono stati aumentati a 41 i punti di campionamento
all'interno dello stabilimento e sono stati portati a 87 i punti di misurazione
all'interno del comprensorio. Sul Cemex sono in attesa del decreto di
compatibilità ambientale dal ministero dell'ambiente, ma il progetto deve ancora
essere approvato da Apat e dal ministero per lo sviluppo economico. Anche per quanto
riguarda il deposito D2 che, sottolinea, conterrà solo i rifiuti a bassa
attività di Saluggia quelli cioè presenti sul sito e quelli derivanti
dalle lavorazioni del Cemex, sono in attesa di autorizzazione da parte di Apat e del
ministero per lo sviluppo economico. Conclude dicendo che per Saluggia l'obiettivo
primario è quello di chiudere tutte le attività critiche, in modo
particolare la piscina Eurex ed il parco serbatoi, per motivi di sicurezza per poi
riuscire a sviluppare nel 2009 un progetto generale con le attività di
smantellamento e relativi costi.
[Al precedente
Tavolo di Trasparenza del 25 luglio 2007,
l'ing. Romano - a.d. Sogin
- disse che i depositi di Saluggia – D2 e D3 – avrebbero permesso lo stoccaggio sicuro
del materiale irraggiato sia quello liquido da solidificare che quello di ritorno dal
Regno Unito e dalla Francia]
Ing. Galli (Sogin - Trino e Bosco Marengo)
Trino – Nel 2007 sono stati allontanati i rifiuti contenenti amianto; è stata
demolita una parte dell'impianto priva di vincoli radiologici; è stata
effettuata una modifica alla ventilazione del contenitore del reattore ed infine sono
state fatte modifiche al progetto iniziale per accelerare le operazioni di
smantellamento del sito. Obiettivi del 2008: effettuare modifiche all'impianto
elettrico; rimozione di materiali non contaminati dalla zona controllata. Anche a
Trino sono in attesa del decreto di compatibilità ambientale dal ministero
dell'ambiente e dell'autorizzazione generale al decommissioning da parte di Apat e del
ministero dello sviluppo economico.
Bosco Marengo – Nel 2007 è stata avviata la gara per lo smantellamento del sito.
Obiettivi per il 2008: avvio dello smantellamento del sito da marzo 2008. Anche in
questo caso sono in attesa di autorizzazioni da parte dei vari ministeri competenti.
Dott. Mezzanotte (Apat)
Anche per Apat l'iniziativa del Tavolo di Trasparenza è da mantenere
dichiarandosi sempre disponibili al confronto. Sono contenti dell'accelerazione che
Sogin vuole dare alle attività rispetto al vecchio esercente Enel che tendeva a
rimandare per decenni, però fa notare che, se per Sogin può essere
considerata efficienza promuovere 99 istanze in un anno, non sarebbe da considerarsi
altrettanto efficiente che l'autorità di controllo rilasciasse le 99
autorizzazioni perché i parametri sono diversi, Apat deve garantire
innanzitutto la popolazione e se, per rilasciare qualche autorizzazione, sarà
necessaria qualche settimana in più, si dovrà aspettare tutto il tempo
utile a garantire la sicurezza. Senza fare polemica ricorda inoltre che esistono
ancora un certo numero di attività che Sogin deve fare e per le quali non è
ancora stata richiesta autorizzazione. Per il nuovo parco serbatoi di Saluggia, il
lavoro di verifica è terminato, manca ancora l'autorizzazione della commissione
tecnica che dovrebbe comunque arrivare in poche settimane. Sull'approvazione al
deposito D2, si è ancora un po' indietro perché l'attività è
iniziata in regime di commissariamento e si devono quindi riallineare le operazioni al
regime "normale", comunque le pratiche dovrebbero concludersi entro
metà anno. sul Cemex si devono recuperare anni di inattività, però
sono già stati fatti incontri e ne sono già stati programmati altri con
Sogin per portare avanti il progetto. La bonifica della piscina sta andando avanti
secondo i tempi previsti. Sul rilascio dell'acqua depurata della piscina, si deve
essere assolutamente certi della non rilevanza radiologica, quindi se serve qualche
settimana in più, aspetteremo. Spiega inoltre che il monitoraggio radioattivo
è suddiviso in tre parti: locale, regionale (Arpa) e nazionale (Apat). Il
monitoraggio locale deve essere fatto per legge dall'esercente, ma la situazione di
Saluggia è tale da attivare anche un monitoraggio nazionale. Apat cioè
deve aumentare la sua attività di controllo in collaborazione con Arpa Piemonte.
E' comunque doveroso sottolineare che a tutt'oggi non ci sono problemi radio
protezionistici. Nessuna sottovalutazione, ma nessun allarme.
Dott. Coccolo (Arpa Piemonte)
Tutte le contaminazioni fin qui individuate non hanno alcuna rilevanza radiologica, ma
sono importantissime dal punto di vista ambientale. Sono quindi stati intensificati i
controlli ed è stata trovata un'altra contaminazione probabilmente proveniente
dal comprensorio Sorin-Avogadro. Si ricorda inoltre che per una completa trasparenza
di Arpa Piemonte, tutti i dati vengono sempre messi in rete immediatamente dopo aver
avvisato le autorità competenti.
[Ricordiamo che la popolazione ha saputo della notizia della contaminazione a valle
di Avogadro dai giornali così come dai giornalisti ha appreso la notizia il
sindaco di Saluggia. Il sito di Arpa Piemonte è stato aggiornato con questi dati
solo tre o quattro giorni dopo la pubblicazione]
Dott. D'Amore (Arpa Piemonte)
In questi ultimi mesi è stato istituito un gruppo di esperti coordinato da Arpa
che sta producendo un grosso sforzo di attività di campionamento per riuscire a
fare una "fotografia" esaustiva della zona. Sono state individuate le aree
dove fare maggiori approfondimenti: 77 punti di campionamento in tutto più uno
nella Dora Baltea ed uno nel Canale Cavour. Dopo questo intenso lavoro sono stati
trovati altri due punti contaminati da Trizio (H-3), Cobalto (CO-60) e Stronzio (SR-90)
presso il comprensorio Sorin-Avogadro. E' possibile quindi che tale contaminazione
possa arrivare proprio da questo sito. E' comunque sicuro, vista la movimentazione
delle sostanze radioattive trovate, che la contaminazione sia tutt'ora in atto. Tutti
i controlli non hanno rilevato contaminazione nei pozzi dell'Acquedotto del Monferrato
e comunque i livelli di contaminazione sono molto bassi, non c'è nessun rischio
per la popolazione, ma sono campanelli d'allarme importanti per l'ambiente. Il lavoro
del gruppo è stato molto importante perché è stata trovata questa
anomalia prima che la situazione degenerasse in qualcosa di più grave. E'
però necessario continuare con questi controlli con l'aiuto ed il finanziamento
dell'esercente.
(monitoraggio radiologico dell'acqua di falda superficiale presentato da Arpa)
[Precisiamo che, almeno in questo caso, non è necessario usare il condizionale.
La nuova contaminazione non può che arrivare da Sorin-Avogadro perché
Eurex è più a valle e non ci sono altre fonti contaminanti]
Abbiamo quindi raccolto alcuni interventi del pubblico che a noi sono sembrati
più significativi.
Pier Giorgio Comella (consigliere regionale)
Fa notare che non si è parlato di scorie. Non si è detto se i depositi che
verranno costruiti a Saluggia saranno destinati solo alle scorie di Saluggia o anche a
quelle provenienti da altre parti. Sottolinea inoltre che il sito di Saluggia è
il meno adatto a contenere scorie, è forse migliore solo delle Valli di
Comacchio.
Umberto Lorini (consigliere Parco del Po)
Ha ribadito che il Parco è assolutamente favorevole alla costruzione del Cemex
perché questo permette di mettere in sicurezza le scorie liquide ad alta
radioattività che non possono essere trasportate ed è quindi propedeutico
al trasferimento delle scorie verso il sito nazionale. Il Parco rimane comunque
contrario alla costruzione dei depositi anche se solo temporanei proprio perché
contrari all'idea di trasferimento delle scorie in altro luogo.
[Vorremmo sottolineare che anche le scorie liquide possono essere trasportate,
seppure sia più pericoloso (ma d'altronde cosa non lo è nel nucleare),
inoltre la costruzione del nuovo parco serbatoi, la costruzione dell'azienda di
trasformazione Cemex, l'inevitabile, secondo noi, costruzione del deposito temporaneo
di stoccaggio del materiale trasformato, non sono certo attività
"propedeutiche" all'allontanamento delle scorie, casomai esattamente il
contrario]
Aldo Quilico (presidente consorzio acquedotto del Monferrato)
Ricorda che l'acquedotto è il più grande del Piemonte, per capacità
e portata è tra i più importanti d'Europa, ha ora circa 100'000 utenze, ma
a breve saranno 300'000 per l'allargamento ad altre province. Hanno avuto notevoli
danni dalla questione della contaminazione nel comprensorio nucleare di Saluggia
infatti è l'unico acquedotto in Italia ad aver diminuito il quantitativo di
acqua erogata nel 2007. Eppure, nonostante tutto, non hanno ricevuto nemmeno una
piccola parte delle compensazioni anche se promesse sia dal ministro Bersani che dalla
stessa Regione.
Marco Pasteris (sindaco di Saluggia)
In questa riunione non si è parlato degli info point e vorrebbe sapere se il
progetto non si farà più. Nei mesi passati aveva più volte
sollecitato una riduzione dei tempi per il trasporto del materiale da Avogadro a La
Hague, ma ha notato che le tempistiche sono rimaste quelle di sei mesi fa. Aveva
infine chiesto che la dimensione del deposito D2 venisse ridotta per assicurare che
non arrivino scorie da altri siti, ma anche di questo oggi non si è parlato.
Dott. Mezzanotte (Apat)
Per legge, un deposito costruito dove si trovano gli attuali siti è da
considerarsi un deposito temporaneo. Alle opposizioni che sono arrivate dal pubblico
su Avogadro visto che ora la nuova contaminazione trovata da Arpa Piemonte sembra
arrivare proprio da lì, ricorda che non c'è nulla di cui preoccuparsi, che
i livelli di radioprotezione sono ampiamente sotto i livelli di guardia e che la
piscina di Avogadro, a differenza di Eurex, è pensile quindi completamente
controllabile.
[Allora non ci spieghiamo tutto questo stupore nell'apprendere della nuova
contaminazione. Se la piscina di Avogadro è assolutamente controllabile non
c'era bisogno di questo monitoraggio straordinario di Arpa Piemonte (con conseguente
grande investimento in termini di denaro, tempo e professionalità) perché
si sarebbe già dovuti essere al corrente della fuoriuscita di liquido
radioattivo, altrimenti che controlli vengono fatti in Avogadro? Mentre se non si era
a conoscenza della perdita della piscina fuori dallo stabilimento, allora non è
vero che la piscina è assolutamente controllabile. Qualcosa non torna. Crediamo
sia importante sapere queste cose perché se la piscina è controllabile
così come ci è stato venduto e quindi, per forza, si sapeva della
contaminazione esterna, perché le barre da Eurex sono state trasportate in
Avogadro e non in un altro sito più sicuro come, per esempio, la centrale di
Trino?]
Dott. Mazzoletti (Sogin)
Sui depositi aggiunge che in tutto il mondo la costruzione di depositi nei siti
nucleari è fatta apposta per favorire lo smantellamento del sito stesso. I
depositi sono necessari allo stoccaggio temporaneo degli elementi radioattivi del sito
che dovranno essere poi trasportati al sito definitivo. Sito definitivo la cui mancata
individuazione è stata fino ad oggi un alibi per tutti gli esercenti che si sono
succeduti, a non sveltire la pratica di decommissioning. Oggi Sogin intende andare
avanti a spron battuto al di là dell'individuazione o meno del sito unico
nazionale. Ricorda inoltre che nel gruppo creato ad hoc dal Governo per
l'individuazione del sito nazionale, non figura Sogin. Sulla grandezza del deposito D2,
il nuovo progetto prevede una riduzione volumetrica del 50%. Il progetto degli info
point non è stato accantonato. Entro giugno verranno attivati in ogni sito sede
di attività nucleari. Per quanto riguarda il monitoraggio Sogin è pronta a
fare la sua parte, ma ricorda che in Avogadro sono solo ospiti e quindi non hanno
autorità ad agire all'interno di quel sito.
[Al precedente
Tavolo di Trasparenza del 25 luglio 2007,
l'ing. Papa
dimensionò il deposito D2 in modo molto preciso: "Il deposito di materiali
a bassa attività è composto da 4 sezioni. Per ora è prevista la
costruzione solo di due sezioni per un totale di 15'000 metri cubi di cui 2'000 di
deposito vero e proprio. E' comunque intenzione dell'azienda raddoppiare al più
presto tale superficie con la costruzione delle altre due sezioni".
All'assemblea del 5 ottobre 2007 a Saluggia,
l'ing. Bolla disse: "… quindi sono depositi di
passaggio sostanzialmente che garantiscono comunque di tenere in migliore sicurezza
tutti i rifiuti esistenti sul sito. Ovviamente questi edifici saranno dimensionati
solo per contenere i rifiuti prodotti esistenti ad EUREX …". A questo punto
abbiamo un po' di confusione. La riduzione volumetrica del 50% di cui parla il dott.
Mazzoletti significa che il D2 non verrà più raddoppiato oppure che si
dimezzerà quello previsto portandolo da 15'000 a 7'500 metri cubi e da 2'000 a
1'000 ? E comunque com'è che prima le dimensioni erano sufficienti a contenere
solo il materiale di Saluggia ed ora, invece, si riducono addirittura del 50% ?
Sull'"ospitalità" all'interno di Avogadro, si comincia purtroppo a
configurare la situazione, mai presa seriamente in considerazione dai rappresentanti
Sogin, evidenziata dal
confronto tra i siti di Saluggia e Trino
presentato dal
Comitato Cittadini Contro il Nucleare durante
l'assemblea a Saluggia del 18 aprile 2007:
"Nella malaugurata eventualità che succeda qualcosa, chi è
responsabile? AVOGADRO, proprietaria dell'impianto, che è una società
privata a responsabilità limitata non dimentichiamocelo? Oppure SOGIN che è
invece la proprietaria del materiale radioattivo?". Al Tavolo di Trasparenza,
nonostante fossero stati invitati, non si è presentato nessuno di Avogadro srl
o, almeno, non ha battuto ciglio]
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