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TAVOLI DI TRASPARENZA Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

Ultimo Aggiornamento
domenica 27 gennaio 2008

© Neo
2007 ~ 2008
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D2 ridotto del 50%, ma ancora senza progetto di smantellamento

Torino - Si è svolto mercoledì 23 gennaio il "tavolo di confronto e trasparenza sulle attività preliminari e complementari all'avvio della dismissione del parco nucleare piemontese. Criticità locali ed aggiornamento attività Sogin". Organizzatore l'assessore all'ambiente della regione Piemonte – Nicola De Ruggiero – che ha anche fatto da moderatore all'incontro. Prima di raccontare quanto è stato detto, un piccolo appunto sulla location: stanzino troppo piccolo, iper affollato, iper riscaldato e con l'impianto acustico fuori uso per tre quarti dell'incontro che ci impedirà di redigere la nostra solita "versione stenografica". Speriamo nella prossima riunione che dovrebbe tenersi poco prima delle vacanze estive.
Come già detto molti i partecipanti, ricordiamo i comuni di Saluggia, Trino, Bosco Marengo e Crescentino; le province di Vercelli, Torino, Asti ed Alessandria; il Parco del Po – tratto Torino –; le organizzazioni sindacali; le associazioni ambientaliste; il Consorzio dei Comuni per l'Acquedotto del Monferrato; l'Autorità d'ambito ATO5 ed un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico. Al tavolo dei relatori: Sogin, Apat ed Arpa Piemonte.
L'incontro è aperto dall'assessore De Ruggiero che dopo i saluti di rito propone la scaletta degli interventi.


Dott. Mazzoletti (Direttore Sogin)
Obiettivo primario di Sogin è il recupero di efficienza attraverso una forte accelerazione delle attività di decommissioning. Il Tavolo di Trasparenza è un momento molto importante perché si ha la possibilità di informare su queste attività. Lo smantellamento del sito di Bosco Marengo avverrà entro il 2009 mentre quello di Trino entro il 2013. Proprio per mettere in campo il massimo della professionalità sono anche stati assunti tecnici specializzati nel settore decommissioning. Secondo quanto preventivato nel 2004 per lo smantellamento totale dei siti, in Piemonte è stato fatto il 30% sia in termini di attività che di costi. Gli obiettivi per il 2008 sono ambiziosi, ma realistici a partire dall'adeguamento del quadro normativo all'obiettivo dello smantellamento, per proseguire alla richiesta di autorizzazioni (ne sono previste ben 99 per i prossimi dodici mesi) senza dimenticare la comunicazione che è sempre ritenuta essenziale per una buona convivenza nel territorio. Inoltre il contratto siglato con la francese Areva permetterà di portare all'estero 235 tonnellate di combustibile irraggiato per il riprocessamento.

Ing. Bolla (Sogin - Saluggia)
Nel 2007 è stato effettuato il trasferimento del combustibile da Eurex in Avogadro; è stata avviata la bonifica della piscina Eurex; è stato realizzato il nuovo parco serbatoi per contenere le scorie liquide ad alta radioattività in attesa di essere cementificate; sono già state effettuate le relative prove a freddo; è stata effettuata la pre-qualifica di Cemex ed è stata completata la trivellazione di pozzi per l'approvvigionamento idrico. Obiettivi del 2008: rimozione di tutti i residui ancora presenti nella piscina Eurex entro gennaio 2008; pulizia dei sedimenti sempre presenti nella piscina entro gennaio 2008; svuotamento della piscina entro marzo 2008; trasferimento liquidi ad alta attività nel nuovo parco serbatoi entro marzo 2008. Per quanto riguarda il monitoraggio della falda acquifera sono stati aumentati a 41 i punti di campionamento all'interno dello stabilimento e sono stati portati a 87 i punti di misurazione all'interno del comprensorio. Sul Cemex sono in attesa del decreto di compatibilità ambientale dal ministero dell'ambiente, ma il progetto deve ancora essere approvato da Apat e dal ministero per lo sviluppo economico. Anche per quanto riguarda il deposito D2 che, sottolinea, conterrà solo i rifiuti a bassa attività di Saluggia quelli cioè presenti sul sito e quelli derivanti dalle lavorazioni del Cemex, sono in attesa di autorizzazione da parte di Apat e del ministero per lo sviluppo economico. Conclude dicendo che per Saluggia l'obiettivo primario è quello di chiudere tutte le attività critiche, in modo particolare la piscina Eurex ed il parco serbatoi, per motivi di sicurezza per poi riuscire a sviluppare nel 2009 un progetto generale con le attività di smantellamento e relativi costi.
[Al precedente Tavolo di Trasparenza del 25 luglio 2007, l'ing. Romano - a.d. Sogin - disse che i depositi di Saluggia – D2 e D3 – avrebbero permesso lo stoccaggio sicuro del materiale irraggiato sia quello liquido da solidificare che quello di ritorno dal Regno Unito e dalla Francia]

Ing. Galli (Sogin - Trino e Bosco Marengo)
Trino – Nel 2007 sono stati allontanati i rifiuti contenenti amianto; è stata demolita una parte dell'impianto priva di vincoli radiologici; è stata effettuata una modifica alla ventilazione del contenitore del reattore ed infine sono state fatte modifiche al progetto iniziale per accelerare le operazioni di smantellamento del sito. Obiettivi del 2008: effettuare modifiche all'impianto elettrico; rimozione di materiali non contaminati dalla zona controllata. Anche a Trino sono in attesa del decreto di compatibilità ambientale dal ministero dell'ambiente e dell'autorizzazione generale al decommissioning da parte di Apat e del ministero dello sviluppo economico.
Bosco Marengo – Nel 2007 è stata avviata la gara per lo smantellamento del sito. Obiettivi per il 2008: avvio dello smantellamento del sito da marzo 2008. Anche in questo caso sono in attesa di autorizzazioni da parte dei vari ministeri competenti.

Dott. Mezzanotte (Apat)
Anche per Apat l'iniziativa del Tavolo di Trasparenza è da mantenere dichiarandosi sempre disponibili al confronto. Sono contenti dell'accelerazione che Sogin vuole dare alle attività rispetto al vecchio esercente Enel che tendeva a rimandare per decenni, però fa notare che, se per Sogin può essere considerata efficienza promuovere 99 istanze in un anno, non sarebbe da considerarsi altrettanto efficiente che l'autorità di controllo rilasciasse le 99 autorizzazioni perché i parametri sono diversi, Apat deve garantire innanzitutto la popolazione e se, per rilasciare qualche autorizzazione, sarà necessaria qualche settimana in più, si dovrà aspettare tutto il tempo utile a garantire la sicurezza. Senza fare polemica ricorda inoltre che esistono ancora un certo numero di attività che Sogin deve fare e per le quali non è ancora stata richiesta autorizzazione. Per il nuovo parco serbatoi di Saluggia, il lavoro di verifica è terminato, manca ancora l'autorizzazione della commissione tecnica che dovrebbe comunque arrivare in poche settimane. Sull'approvazione al deposito D2, si è ancora un po' indietro perché l'attività è iniziata in regime di commissariamento e si devono quindi riallineare le operazioni al regime "normale", comunque le pratiche dovrebbero concludersi entro metà anno. sul Cemex si devono recuperare anni di inattività, però sono già stati fatti incontri e ne sono già stati programmati altri con Sogin per portare avanti il progetto. La bonifica della piscina sta andando avanti secondo i tempi previsti. Sul rilascio dell'acqua depurata della piscina, si deve essere assolutamente certi della non rilevanza radiologica, quindi se serve qualche settimana in più, aspetteremo. Spiega inoltre che il monitoraggio radioattivo è suddiviso in tre parti: locale, regionale (Arpa) e nazionale (Apat). Il monitoraggio locale deve essere fatto per legge dall'esercente, ma la situazione di Saluggia è tale da attivare anche un monitoraggio nazionale. Apat cioè deve aumentare la sua attività di controllo in collaborazione con Arpa Piemonte. E' comunque doveroso sottolineare che a tutt'oggi non ci sono problemi radio protezionistici. Nessuna sottovalutazione, ma nessun allarme.

Dott. Coccolo (Arpa Piemonte)
Tutte le contaminazioni fin qui individuate non hanno alcuna rilevanza radiologica, ma sono importantissime dal punto di vista ambientale. Sono quindi stati intensificati i controlli ed è stata trovata un'altra contaminazione probabilmente proveniente dal comprensorio Sorin-Avogadro. Si ricorda inoltre che per una completa trasparenza di Arpa Piemonte, tutti i dati vengono sempre messi in rete immediatamente dopo aver avvisato le autorità competenti.
[Ricordiamo che la popolazione ha saputo della notizia della contaminazione a valle di Avogadro dai giornali così come dai giornalisti ha appreso la notizia il sindaco di Saluggia. Il sito di Arpa Piemonte è stato aggiornato con questi dati solo tre o quattro giorni dopo la pubblicazione]

Dott. D'Amore (Arpa Piemonte)
In questi ultimi mesi è stato istituito un gruppo di esperti coordinato da Arpa che sta producendo un grosso sforzo di attività di campionamento per riuscire a fare una "fotografia" esaustiva della zona. Sono state individuate le aree dove fare maggiori approfondimenti: 77 punti di campionamento in tutto più uno nella Dora Baltea ed uno nel Canale Cavour. Dopo questo intenso lavoro sono stati trovati altri due punti contaminati da Trizio (H-3), Cobalto (CO-60) e Stronzio (SR-90) presso il comprensorio Sorin-Avogadro. E' possibile quindi che tale contaminazione possa arrivare proprio da questo sito. E' comunque sicuro, vista la movimentazione delle sostanze radioattive trovate, che la contaminazione sia tutt'ora in atto. Tutti i controlli non hanno rilevato contaminazione nei pozzi dell'Acquedotto del Monferrato e comunque i livelli di contaminazione sono molto bassi, non c'è nessun rischio per la popolazione, ma sono campanelli d'allarme importanti per l'ambiente. Il lavoro del gruppo è stato molto importante perché è stata trovata questa anomalia prima che la situazione degenerasse in qualcosa di più grave. E' però necessario continuare con questi controlli con l'aiuto ed il finanziamento dell'esercente. (monitoraggio radiologico dell'acqua di falda superficiale presentato da Arpa)
[Precisiamo che, almeno in questo caso, non è necessario usare il condizionale. La nuova contaminazione non può che arrivare da Sorin-Avogadro perché Eurex è più a valle e non ci sono altre fonti contaminanti]

Abbiamo quindi raccolto alcuni interventi del pubblico che a noi sono sembrati più significativi.

Pier Giorgio Comella (consigliere regionale)
Fa notare che non si è parlato di scorie. Non si è detto se i depositi che verranno costruiti a Saluggia saranno destinati solo alle scorie di Saluggia o anche a quelle provenienti da altre parti. Sottolinea inoltre che il sito di Saluggia è il meno adatto a contenere scorie, è forse migliore solo delle Valli di Comacchio.

Umberto Lorini (consigliere Parco del Po)
Ha ribadito che il Parco è assolutamente favorevole alla costruzione del Cemex perché questo permette di mettere in sicurezza le scorie liquide ad alta radioattività che non possono essere trasportate ed è quindi propedeutico al trasferimento delle scorie verso il sito nazionale. Il Parco rimane comunque contrario alla costruzione dei depositi anche se solo temporanei proprio perché contrari all'idea di trasferimento delle scorie in altro luogo.
[Vorremmo sottolineare che anche le scorie liquide possono essere trasportate, seppure sia più pericoloso (ma d'altronde cosa non lo è nel nucleare), inoltre la costruzione del nuovo parco serbatoi, la costruzione dell'azienda di trasformazione Cemex, l'inevitabile, secondo noi, costruzione del deposito temporaneo di stoccaggio del materiale trasformato, non sono certo attività "propedeutiche" all'allontanamento delle scorie, casomai esattamente il contrario]

Aldo Quilico (presidente consorzio acquedotto del Monferrato)
Ricorda che l'acquedotto è il più grande del Piemonte, per capacità e portata è tra i più importanti d'Europa, ha ora circa 100'000 utenze, ma a breve saranno 300'000 per l'allargamento ad altre province. Hanno avuto notevoli danni dalla questione della contaminazione nel comprensorio nucleare di Saluggia infatti è l'unico acquedotto in Italia ad aver diminuito il quantitativo di acqua erogata nel 2007. Eppure, nonostante tutto, non hanno ricevuto nemmeno una piccola parte delle compensazioni anche se promesse sia dal ministro Bersani che dalla stessa Regione.

Marco Pasteris (sindaco di Saluggia)
In questa riunione non si è parlato degli info point e vorrebbe sapere se il progetto non si farà più. Nei mesi passati aveva più volte sollecitato una riduzione dei tempi per il trasporto del materiale da Avogadro a La Hague, ma ha notato che le tempistiche sono rimaste quelle di sei mesi fa. Aveva infine chiesto che la dimensione del deposito D2 venisse ridotta per assicurare che non arrivino scorie da altri siti, ma anche di questo oggi non si è parlato.

Dott. Mezzanotte (Apat)
Per legge, un deposito costruito dove si trovano gli attuali siti è da considerarsi un deposito temporaneo. Alle opposizioni che sono arrivate dal pubblico su Avogadro visto che ora la nuova contaminazione trovata da Arpa Piemonte sembra arrivare proprio da lì, ricorda che non c'è nulla di cui preoccuparsi, che i livelli di radioprotezione sono ampiamente sotto i livelli di guardia e che la piscina di Avogadro, a differenza di Eurex, è pensile quindi completamente controllabile.
[Allora non ci spieghiamo tutto questo stupore nell'apprendere della nuova contaminazione. Se la piscina di Avogadro è assolutamente controllabile non c'era bisogno di questo monitoraggio straordinario di Arpa Piemonte (con conseguente grande investimento in termini di denaro, tempo e professionalità) perché si sarebbe già dovuti essere al corrente della fuoriuscita di liquido radioattivo, altrimenti che controlli vengono fatti in Avogadro? Mentre se non si era a conoscenza della perdita della piscina fuori dallo stabilimento, allora non è vero che la piscina è assolutamente controllabile. Qualcosa non torna. Crediamo sia importante sapere queste cose perché se la piscina è controllabile così come ci è stato venduto e quindi, per forza, si sapeva della contaminazione esterna, perché le barre da Eurex sono state trasportate in Avogadro e non in un altro sito più sicuro come, per esempio, la centrale di Trino?]

Dott. Mazzoletti (Sogin)
Sui depositi aggiunge che in tutto il mondo la costruzione di depositi nei siti nucleari è fatta apposta per favorire lo smantellamento del sito stesso. I depositi sono necessari allo stoccaggio temporaneo degli elementi radioattivi del sito che dovranno essere poi trasportati al sito definitivo. Sito definitivo la cui mancata individuazione è stata fino ad oggi un alibi per tutti gli esercenti che si sono succeduti, a non sveltire la pratica di decommissioning. Oggi Sogin intende andare avanti a spron battuto al di là dell'individuazione o meno del sito unico nazionale. Ricorda inoltre che nel gruppo creato ad hoc dal Governo per l'individuazione del sito nazionale, non figura Sogin. Sulla grandezza del deposito D2, il nuovo progetto prevede una riduzione volumetrica del 50%. Il progetto degli info point non è stato accantonato. Entro giugno verranno attivati in ogni sito sede di attività nucleari. Per quanto riguarda il monitoraggio Sogin è pronta a fare la sua parte, ma ricorda che in Avogadro sono solo ospiti e quindi non hanno autorità ad agire all'interno di quel sito.
[Al precedente Tavolo di Trasparenza del 25 luglio 2007, l'ing. Papa dimensionò il deposito D2 in modo molto preciso: "Il deposito di materiali a bassa attività è composto da 4 sezioni. Per ora è prevista la costruzione solo di due sezioni per un totale di 15'000 metri cubi di cui 2'000 di deposito vero e proprio. E' comunque intenzione dell'azienda raddoppiare al più presto tale superficie con la costruzione delle altre due sezioni". All'assemblea del 5 ottobre 2007 a Saluggia, l'ing. Bolla disse: "… quindi sono depositi di passaggio sostanzialmente che garantiscono comunque di tenere in migliore sicurezza tutti i rifiuti esistenti sul sito. Ovviamente questi edifici saranno dimensionati solo per contenere i rifiuti prodotti esistenti ad EUREX …". A questo punto abbiamo un po' di confusione. La riduzione volumetrica del 50% di cui parla il dott. Mazzoletti significa che il D2 non verrà più raddoppiato oppure che si dimezzerà quello previsto portandolo da 15'000 a 7'500 metri cubi e da 2'000 a 1'000 ? E comunque com'è che prima le dimensioni erano sufficienti a contenere solo il materiale di Saluggia ed ora, invece, si riducono addirittura del 50% ? Sull'"ospitalità" all'interno di Avogadro, si comincia purtroppo a configurare la situazione, mai presa seriamente in considerazione dai rappresentanti Sogin, evidenziata dal confronto tra i siti di Saluggia e Trino presentato dal Comitato Cittadini Contro il Nucleare durante l'assemblea a Saluggia del 18 aprile 2007: "Nella malaugurata eventualità che succeda qualcosa, chi è responsabile? AVOGADRO, proprietaria dell'impianto, che è una società privata a responsabilità limitata non dimentichiamocelo? Oppure SOGIN che è invece la proprietaria del materiale radioattivo?". Al Tavolo di Trasparenza, nonostante fossero stati invitati, non si è presentato nessuno di Avogadro srl o, almeno, non ha battuto ciglio]


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