Saluggia -
Al Tavolo di trasparenza tenutosi mercoledì 27 settembre all'Enea è stato reso noto il programma di trasferimento. Soluzione "temporanea" per tre anni, poi chissà. Il sindaco di Trino Ravasenga: «Vengono dalla nostra centrale, ma non ce le riprenderemo mai». Il sindaco di Saluggia Barbero: «L'importante è la messa in sicurezza»
Che la piscina nucleare dell'impianto Eurex vada svuotata – visto che perde acqua contaminata – è chiaro a tutti da tempo. Una conclusione a cui alcuni erano arrivati prima, mentre altri "accelerano" soltanto adesso.
L'avevano chiesto i cittadini
(allora tacciati di allarmismo, mentre il sindaco Barbero e il presidente della commissione nucleare Dovis avevano preferito non avvisare) autoconvocando un'assemblea, successivamente l'Arpa aveva rilevato
contaminazione nella falda sottostante.
Ci si era lasciati, il 12 luglio scorso all'ultimo
Tavolo regionale di trasparenza sul nucleare,
con due ipotesi sulla destinazione delle barre di combustibile attualmente stoccate all'Eurex: la piscina della centrale "Enrico Fermi" di Trino, da cui provengono per la quasi totalità (poche altre erano giunte dal Garigliano e dall'Olanda), o la piscina dell'ex reattore "Avogadro", a Saluggia.
Chi aveva partecipato al Tavolo del 12 luglio ne era uscito, dopo aver ascoltato il rappresentante dell'Apat (l'organo nazionale di controllo), con una convinzione: dal punto di vista tecnico e della sicurezza, la miglior soluzione fra le due è sicuramente Trino.
Poco più di due mesi dopo, il 27 settembre, il Tavolo è stato riconvocato. Non più a Torino, ma stavolta a Saluggia, nell'auditorium dell'Enea. E in due mesi qualcosa è cambiato: non si valutano più, comparativamente, le due ipotesi. Ne è stata scelta una, Avogadro, e su quella Sogin intende procedere: perché è il deposito più vicino, e perché il problema è improvvisamente diventato "urgente", e non c'è tempo di prendere in considerazione altre alternative. Soddisfazione di Giovanni Ravasenga, sindaco di Trino, che in queste settimane aveva manifestato a tutti l'intenzione di "alzare le barricate" se la decisione fosse caduta sull'ex centrale sita nel suo Comune, e all'uopo – dopo aver scritto al Governo – aveva fatto approvare un apposito documento dal Consiglio comunale. Il parere di Franco Barbero, sindaco di Saluggia che non ha mai portato la questione in Consiglio, è che «la decisione spetta ai tecnici, l'importante è la messa in sicurezza».
L'assessore regionale all'ambiente De Ruggiero, che presiedeva il Tavolo, ha auspicato che la decisione di trasferire il materiale all'Avogadro sia condivisa da tutti i soggetti interessati. Al momento non è così.
Sogin si presenta al Tavolo di trasparenza e illustra le motivazioni che la inducono a scegliere l'ex reattore Avogadro, struttura di proprietà privata, quale destinazione per le barre di combustibile radioattivo che verranno estratte dalla piscina dell'impianto Eurex. Motivazioni che in sostanza si riducono a una sola: se si vuole fare in fretta, questa è la soluzione più semplice. Non è necessario predisporre un nuovo piano di emergenza.
Vengono meno, quindi, tutte le valutazioni comparative sulla sicurezza e l'idoneità della piscina dell'ex reattore saluggese rispetto a quella della centrale "Fermi" di Trino. "Bisogna agire prima possibile" è il nuovo mantra dell'assessore De Ruggiero, e tutti coloro che solo qualche mese fa sostenevano che
"la situazione è sotto controllo"
e "non ci sono problemi" – magari tacciando di allarmismo chi informava i cittadini e sollecitava un intervento – prontamente si adeguano, piegando prescrizioni tecniche e strumenti urbanistici al progetto di Sogin.
Soluzione "temporanea", si affretta a precisare Sogin: entro tre anni le barre usciranno anche da Avogadro, è questa la condizione posta da Apat – l'organo di controllo – per accettare il trasferimento. Per andare dove? Per essere inviate al riprocessamento in Francia (ma nessuno parla mai del ritorno) oppure per essere stoccate a secco (dove, non lo si dice). È l'ennesimo rinvio di un problema insoluto, quello dell'eredità del nucleare, e ancora una volta il sito "provvisorio" è Saluggia.
SOGIN: «A nostro giudizio è questa la soluzione più perseguibile»
È stato l'amministratore delgato della società, Giuseppe Nucci, ad illustrare al Tavolo di trasparenza i passaggi per lo svuotamento della piscina Eurex e il trasferimento degli elementi di combustibile al deposito Avogadro: «a luglio 2006 non avevamo l'evidenza di una contaminazione esterna», e ad oggi è questa «la soluzione più perseguibile, a giudizio di Sogin».
Entro la fine di ottobre dovrebbe essere portata a termine la rimozione di "trifogli" (ad oggi ne sono stati estratti 78), traverse ed altro materiale di ingombro, operazione effettuata a cura di personale Sogin. Seguirà l'adeguamento dei sistemi ausiliari, carro ponte e passerella attrezzata. A novembre, stando al cronoprogramma, interverrà la ditta specializzata tedesca Nukem per provvedere alla pulizia del fondo. La rimozione degli elementi di combustibile avverrà tra dicembre e gennaio, mediante il cask AGN-1 da 60 tonnellate che attualmente si trova a Trino, in collaborazione con il consorzio Actec (Ansaldo-Camozzi-Techint).
È inoltre probabile che entro l'anno Sogin organizzi, in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Saluggia, un altro incontro pubblico per spiegare direttamente alla popolazione le varie fasi del trasferimento.
APAT: «Andare in Avogadro è una scelta di natura sociale e politica»
Era stata l'Apat, al Tavolo di trasparenza del 12 luglio, ad escludere la possibilità di destinare «È vero, l'altra volta ero contrario al trasferimento in Avogadro – ha detto Sandro Giulianelli, responsabile dell'Apat –, e resto contrario se non c'è la possibilità di un successivo allontanamento. La volta scorsa era stata formulata un'ipotesi di deposito a tempo non definito. Ora invece si prospetta uno stoccaggio temporaneo – dell'ordine di tre anni – che può avere due sbocchi: o l'invio in Francia per il riprocessamento, a seguito della firma di un accordo intergovernativo, oppure lo stoccaggio a secco. Ma per autorizzare il trasferimento in Avogadro dobbiamo avere di fronte un quadro di certezze». Giulianelli ha poi aggiunto che «in Avogadro, con o senza licenza, di materiale radioattivo già ce n'è» e che «sono considerazioni di ordine pubblico e di natura sociale e politica a consigliare, in questo momento, la scelta di portare le barre da Eurex ad Avogadro e non altrove».
Sebastiano Cantanna, responsabile del deposito Avogadro, è quindi intervenuto per sottolineare che l'istruttoria dell'Apat sulla struttura da lui gestita «non ha evidenziato segnali di debolezza dal punto di vista impiantistico»: lì ci sono solo «trafilamenti, non perdite».
REGIONE PIEMONTE: «C'è condivisione sull'urgenza e anche sul riprocessamento»
L'assessore regionale Nicola De Ruggiero, che presiedeva il Tavolo, ha ribadito «l'urgenza di svuotare e ripulire la piscina Eurex», già manifestata la scorsa settimana dopo un sopralluogo all'impianto. «La riunione di oggi - ha aggiunto - rappresenta un passo avanti perché è stata condivisa da tutti l'urgenza di intervenire. Condivisione che riguarda anche l'ipotesi di avviare all'estero il riprocessamento del materiale radioattivo, anche alla luce della missione del Ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani, in questi giorni a Parigi, per definire un accordo in tal senso con il suo omologo d'Oltralpe. Era una sollecitazione che avevo sottoposto al Governo, con una lettera firmata insieme alla presidente Bresso. Ora chiediamo al Governo Prodi di riaprire in tempi brevi, dopo anni di latitanza del precedente Governo, la procedura di individuazione del sito unico nazionale per lo stoccaggio del materiale radioattivo italiano. Non vogliamo, però, che sia individuato in Piemonte, anche perché stiamo già facendo la nostra parte, pur non avendo siti idonei a tale scopo». Ha ricordato infine che «il ruolo del Tavolo non è quello di decidere, ma è un momento di raccordo e di coordinamento dei vari attori. Può utilmente contribuire a favorire la diffusione di conoscenze e il confronto di idee».
PARCO DEL PO: «Il Piano d'Area esclude incrementi di attività in Avogadro»
Per il Parco fluviale del Po – tratto torinese, al cui interno si trova il comprensorio nucleare saluggese, al Tavolo di trasparenza è intervenuto Umberto Lorini, componente della Giunta esecutiva dell'Ente. È venuto la prima volta che il Parco, ente strumentale della Regione, viene invitato al tavolo; nell'occasione erano presenti anche il vicepresidente Roberto Gianusso e il funzionario Roberto Damilano. Lorini, dopo aver premesso che Giunta e Consiglio dell'Ente non hanno ancora espresso un parere formale sul progetto di trasferimento degli elementi di combustibile irraggiato nel deposito Avogadro, ha però ricordato quanto prescrive la scheda di Piano d'Area del Parco – strumento approvato con legge regionale, pienamente vigente, a cui l'Ente deve dare applicazione – relativamente a tale struttura: "Si prevede il trasferimento degli elementi di combustibile in sedi alternative di stoccaggio e successiva disattivazione del deposito, con suo declassamento a deposito di residui radioattivi a bassa attività ed esercizio di custodia passiva, con successivo allontanamento dei materiali e degli elementi ancora presenti. Non è previsto alcun incremento delle attività industriali riguardanti il deposito".
COMUNE DI SALUGGIA: «Fermi o Avogadro? La decisione spetta ai tecnici»
Folta la delegazione del Comune di Saluggia all'auditorium Enea: il sindaco Barbero era accompagnato dalla vicesindaco Fontana, dall'assessore Miglietta e dal funzionario Ceresa.
Ha detto il primo cittadino nel suo intervento: «Ribadisco quanto ho già esposto alla precedente riunione del Tavolo: per noi la priorità è la messa in sicurezza della piscina Eurex, non bisogna fare demagogia e rallentare i processi. La scelta fra i depositi di Trino e Saluggia la facciano i tecnici e gli enti competenti: questa è la posizione della cittadinanza di Saluggia che io rappresento. Dico però fin d'ora che, se il materiale verrà mandato al riprocessamento, dopo non deve tornare nel sito da cui è partito».
«Per quanto riguarda il Cemex – ha aggiunto Barbero – il Comune darà la propria risposta dopo la fine della procedura di Via e dopo il parere dell'Apat».
Il sindaco ha infine annunciato di aver finalmente convocato, per il giorno seguente la riunione del Tavolo, la seduta congiunta fra la Commissione comunale ambiente-nucleare e le delegazioni di Sogin e Arpa, al fine di analizzare - fra l'altro - la situazione di sversamento di acqua radioattiva dalla piscina Eurex alla falda sottostante.
COMUNE DI TRINO: «Riportarli alla Fermi? Non se ne parla nemmeno»
A conferma di quanto la decisione sulla destinazione delle barre della piscina Eurex sia "tecnica", il sindaco di Trino Giovanni Ravasenga è intervenuto dicendo «Da noi mai», e ha depositato un ordine del giorno votato pochi giorni prima dal Consiglio comunale – a maggioranza, l'opposizione non ha partecipato al voto – con cui si respinge a priori tale ipotesi, nonostante nel testo si ammettesse che era quella tecnicamente preferibile.
In precedenza, appena da parte degli organi tecnici era stata ventilata la possibilità di portare le barre alla "Fermi", il primo cittadino trinese aveva interessato della questione l'on. Roberto Rosso, aveva scritto al presidente Prodi e al ministro Bersani e, all'incontro convocato in Prefettura, aveva rimarcato la sua assoluta contrarietà.
«Questi impianti sono depositi di se stessi, non si pensi di spostare il materiale da uno all'altro: quelle barre, tra l'altro, sono state vendute e non ci appartengono più». Nel suo intervento Ravasenga ha poi aggiunto: «L'eredità del nucleare a soluzione più pratica al momento è l'invio all'estero per il riprocessamento, in modo da rendere possibile lo smantellamento dei siti, e sperare che nel frattempo si prendano le decisioni».
LEGAMBIENTE: «Perché Avogadro? Si valutino con scrupolo tutte le alternative»
Gian Piero Godio, responsabile settore energia di Legambiente Piemonte, rimarca il no al riprocessamento, asserendo che lo stesso non sia necessario per mettere in sicurezza i materiali, e sia costoso, molto inquinante e una via che permette di recuperare plutonio e uranio, elementi che possono essere destinati a scopi militari. La migliore soluzione per il combustibile, secondo Godio è quella del deposito all'estero.
Sulla piscina Eurex: «Condividiamo l'opera di svuotamento al più presto, ma occorre fare una scrupolosa valutazione delle alternative: l'Avogadro, comporta molti, troppi aspetti negativi: non perché ricordiamo eventi traumatici come l'incendio del '78 e l'alluvione del 2000, anche se le abbiamo ancora negli occhi, non perché Avogadro sia una società privata (preferiremmo che cose fossero fatte da strutture pubbliche perché per noi più affidabili), ma perché portare nuovi elementi all'Avogadro significa prendersi la responsabilità di spostarli dalla fascia C alla fascia B, ancora in zona di falda con vulnerabilità estremamente elevata. Un altro elemento contro l'Avogadro è costituito dal fatto che negli indirizzi strategici del ministro Bersani nel '99, lo stesso parla di "urgenza di liberare al più presto la piscina, prossima ormai alla fine della sua vita di progetto".
SINDACATI: «Avogadro non è sicuro ed è vicino alla Sorin»
Molti sono stati gli interventi delle rappresentanze sindacali durante l'assemblea. Il primo ad intervenire è stato Fernando Rosato (Uil), che - appresa la notizia dello spostamento del combustibile all'Avogadro - dichiara: «Spero che quella dell'Avogadro sia la migliore scelta politica. Chi assumerà questa posizione dovrà prendersi le proprie responsabilità. Chiedo la riconvocazione del tavolo per un aggiornamento».
Bruno Ranucci (Cisl) è sorpreso del cambio di rotta operato da Sogin e Apat: «Al precedente Tavolo di trasparenza avevo quasi scambiato Giulianelli con Godio, e avrei sposato la sua posizione, anche perché espressa con una convinzione particolare e forte, mentre ora non mi spiego questo cambio di tendenza. Non appoggio la scelta dell'Avogadro, non garantisce sicurezza».
Per Severino Gasparini, della Filcem-Cgil, il sito dell'Avogadro rappresenta la peggior soluzione possibile, anche perché si trova all'interno del sito produttivo Sorin Group. A lui si associa il segretario provinciale Gianni Esposito, che si chiede: «Chi ha preso la decisione che smentisce quelle precedenti, e in base a cosa si sta scegliendo questo indirizzo: a causa degli ordini del giorno? (riferendosi alla posizione del Consiglio comunale di Trino), per l'opinione pubblica?».
Tutti i ritardi del generale
Relaziona sulle attività in corso all'Eurex, il Commissario delegato gen. Carlo Jean, nella nota informativa presentata al Tavolo.
Nuovo Parco Serbatoi: il montaggio, che doveva essere terminato entro maggio, "sta subendo uno slittamento". L'avvio delle prove a freddo, previsto dai cronoprogrammi entro il 1° giugno, "slitterà a sua volta", anche perché l'Apat non ha ancora rilasciato le autorizzazioni.
Deposito D-2: "Le procedure di appalto non si sono ancora concluse, per cui si registrerà sicuramente qualche ritardo nell'aggiudicazione lavori».
Impianto Cemex: "L'avvio delle attività relative ha fatto registrare un certo ritardo nell'emissione dei bandi di gara dovuto a una rivisitazione delle modalità di committenza". L'autorizzazione Apat era prevista per dicembre 2006, "anche se – realisticamente – si ritiene che tale data sia destinata a slittare".
(da la Gazzetta.info del 1 ottobre 2006)
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