TAVOLI DI TRASPARENZA Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

Ultimo Aggiornamento
sabato 3 gennaio 2009

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Le barre radioattive dall'Eurex verso l'Avogadro
Nicola De Ruggiero - Giuseppe Nucci - Gian Piero Godio

Torino - Saluggia al centro dei temi del Tavolo regionale di trasparenza per l'informativa commissariale sulle iniziative per il superamento dell'emergenza nucleare e per l'aggiornamento dei programmi di Sogin spa, che si è riunito mercoledì 12 luglio presso la sede della Regione Piemonte a Torino.

Molti e qualificati i presenti: Il commissario straordinario e presidente di Sogin Carlo Jean, l'amministratore delegato Giuseppe Nucci, oltre a numerosi altri responsabili, le prefetture di Alessandria e Vercelli, l'amministratore delegato del deposito Avogadro Cantanna, Sandro Giulianelli di Apat, Arpa, I sindaci di Saluggia (Barbero), Trino (Ravasenga) e l'assessore all'ambiente di Bosco Marengo, l'assessore provinciale di Vercelli Francesco Borasio, i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil, il Politecnico di Torino e le associazioni ambientaliste, tra cui Gian Piero Godio di Legambiente, e, per la prima volta anche un semplice cittadino saluggese, Massimiliano Scavetta, designato da Pro Natura. A fare gli onori di casa, per la Regione, l'assessore all'ambiente e moderatore Nicola De Ruggiero, il dirigente Gian Michele Palumbo e i consiglieri Giorgio Comella e Paola Barassi. All'assemblea non erano presenti i rappresentanti del Ministero delle Attività Produttive ne di quello dell'Ambiente.

L'incontro si è aperto con un'introduzione dell'assessore regionale De Ruggiero, che ha commentato come si stia arrivando al dunque per ciò che riguarda una situazione più ordinaria. I partecipanti hanno riconosciuto come la fase emergenziale stia giungendo ormai a conclusione, che è un dato di fatto, come sottolineato anche dal gen. Jean, che poi ha illustrato l'aggiornamento dei cronoprogrammi delle attività, di carattere di emergenza e di urgenza. Per ciò che riguarda la protezione fisica, le attività sono state completate su tutti i siti. Le attività emergenziali inerenti i siti presenti sul territorio del Piemonte riguardano l'allontanamento del combustibile irraggiato e il suo trasferimento all'estero per il riprocessamento e la messa in sicurezza e il condizionamento dei rifiuti liquidi presenti presso l'impianto Eurex di Saluggia.

La prossima riunione del tavolo di trasparenza sarà convocata a ottobre.

Il ritrattamento
A riguardo dell'allontanamento del combustibile all'estero, Sogin ha raggiunto un accordo con la società francese Cogema. Una delle soluzioni possibili è infatti quella dell'invio all'estero del combustibile per il riprocessamento; ma se fino a poco tempo fa occorreva solo un accordo interministeriale, ora, a seguito del cambiamento di una legge francese (la "Bataille"), è necessario un accordo intergovernativo, per il quale il commissario ha richiesto alla Regione Piemonte di mediare presso il Governo, e per il quale servono tempi più lunghi, il che ritarderebbe il trasporto di circa 3-4 anni. Per ciò che riguarda la messa in sicurezza dell'impianto Eurex il nuovo parco serbatoi è in leggero ritardo rispetto ai programmi, ma tra agosto e settembre verranno effettuate le prime prove a freddo.

Il deposito D2
Proseguono intanto i lavori per il nuovo sistema di approvvigionamento idrico, che attingerà alla falda a 30 metri di profondità "a monte del deposito". Le opere preliminari, stanno per essere messe a gara, e per ciò che riguarda la realizzazione della nuova cabina elettrica, necessaria ad alimentare le nuove installazioni previste sul sito, è stata completata la progettazione esecutiva ma è da risolvere la questione del permesso di costruzione, che non rientra nelle ordinanze emanate da Jean, pertanto, per evitare una terza ordinanza, si provvederà con una "trattazione separata".

Per il deposito D2 l'autorizzazione è prevista entro il 31 ottobre; è attualmente in corso lo svuotamento di alcuni edifici Enea ai quali sarà rimosso l'amianto, e successivamente saranno demoliti. Intanto anche la gara d'appalto subirà un ritardo, in quanto hanno risposto al concorso 91 ditte in tutto. Cemex e D3: la Valutazione dell'impatto ambientale è in corso e il Ministero delle Attività Produttive dovrebbe esprimersi entro la metà del 2007, mentre l'autorizzazione di Apat è prevista per dicembre 2006. Ma sulla realizzazione a Saluggia del deposito D2 pende ancora il ricorso al Tar del Lazio, presentato da alcuni cittadini e da associazioni ambientaliste; il tribunale si pronuncerà il 27 luglio. Se verrà data la sospensiva si fermeranno i lavori.

Ma la vera novità del Tavolo è stata la notizia secondo la quale nel G8 che si tiene in queste ore a San Pietroburgo è prevista la firma di un accordo tra Bush e Putin che dovrebbe portare a un'intesa su un possibile deposito internazionale per le scorie di terza categoria, da costruirsi in Siberia centrale, a Krasnoyarsk, per lo stoccaggio delle stesse, comprese quelle italiane.

Deposito nazionale
Il gen. Jean, a precisa domanda di Godio di Legambiente, ha definito la data del 31 dicembre 2008 (quella prevista dalla legge per la costruzione) "non più credibile", ma pare anche che il ministro Bersani sia intenzionato ad affrontare l'argomento; secondo l'arch. Palumbo a Roma si sta lavorando all'attuazione della legge 368. Barbero, sindaco di Saluggia, ha dichiarato che il 27 giugno ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi ed ai ministri Bersani, Pecoraro Scanio, Padoa Schioppa e Damiano, per avere informazioni sull'attuazione della legge 368, sia per quel che riguarda le compensazioni ai comuni, sia per la ricerca del deposito nazionale.

Il commissario inoltre si dice favorevole alla costruzione di un deposito nazionale anche per la presenza dei rifiuti ospedalieri e – aggiunge Godio – anche per i "nostri" 100 mila metri cubi di scorie.

La piscina Eurex
L'assessore De Ruggiero sostiene che tutti sono d'accordo sul processo di messa in sicurezza. Il gen. Jean ammette che la piscina dell'Eurex ha bisogno di un intervento rapido. Ma quali le soluzioni? L'allontanamento all'estero è un'ipotesi, ma occorre tempo, intanto si è parlato anche del possibile trasferimento al deposito saluggese Avogadro, una soluzione temporanea, (in vista della prima ipotesi, per la quale occorrerebbero almeno 3 o 4 anni, e la piscina verrebbe svuotata e ripulita subito), o a media permanenza. Secondo Giulianelli di Apat, però, la soluzione potrebbe essere il trasferimento nell'impianto di Trino, definito "più sicuro", in quanto non ci si può permettere la permanenza in Avogadro del combustibile per 15-20 anni. Secondo Giulianelli l'Avogadro non è qualificato antisismicamente e non a norma, anche se i gestori dell'impianto si dicono pronti ad ospitare le scorie.

Secondo i gestori di Avogadro, però, ora la struttura è più sicura, anche in base ai lavori di adeguamento dell'impianto costati un milione di euro. Il sindaco di Trino Ravasenga pone però una pregiudiziale politica: il ritorno delle barre a Trino troverebbe l'opposizione sua e della popolazione. Il sindaco Barbero, al contrario, ha detto di avere come priorità la messa in sicurezza delle scorie al più presto per non incorrere in pericoli, e a differenza del collega non ha posto pregiudiziali sulla permanenza delle barre sul territorio di Saluggia. Sogin si è impegnata a prendere una soluzione nel più breve tempo possibile.

L'amministratore delegato di Sogin, Nucci, insieme ad altri dirigenti di Sogin ha spiegato l'iter che si sta profilando per quel che riguarda la piscina Eurex, dicendo come da circa venti giorni sia stata da lui voluta una task force per trovare una soluzione in tempi rapidi, ritenendo che dopo 30 anni la piscina debba essere al più presto svuotata. I tempi ed i modi sono allo studio. È necessario pulire la piscina dalla presenza di materiale sul fondo e rimuovere gli elementi. Si sta valutando anche il materiale disponibile per tali operazioni, in termini di cask. È probabile che entro ottobre le soluzioni possano essere proposte con un programma definitivo. Bisogna intervenire rapidamente.

Eurex, 13 tecnici contaminati
Sarebbero 13 – secondo quanto affermato dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cisl e Uil – i lavoratori degli impianti nucleari di Saluggia rimasti contaminati nelle ultime settimane nel corso di operazioni intorno alla piscina Eurex: una squadra di 9 persone in un primo caso, altre 4 in un'altra circostanza. Secondo il consigliere regionale Giorgio Comella, che era presente all'incontro, «per quanto ne so gli operai sono stati contaminati mentre allestivano l'ambiente per estrarre i 'trifogli', contenitori metallici per il trasporto delle barre di combustibile irraggiato».

Messi al corrente dai rappresentanti interni all'azienda, ai primi di luglio i sindacati hanno incontrato la dirigenza di Sogin per avere chiarimenti. In un comunicato, Sogin afferma che "la contaminazione rilevata comporta per i lavoratori una dose media annua molto inferiore ai limiti consentiti dalla normativa vigente. È stata comunque condotta un'approfondita revisione delle procedure operative al fine di ridurre ulteriormente l'esposizione dei lavoratori. Sulla base delle statistiche elaborate dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, simili episodi rientrano nella casistica della normale gestione degli impianti nucleari". Si attendono intanto i risultati delle analisi sui campioni biologici inviati ad un laboratorio francese.

I sindacati chiedono garanzie sulla sicurezza dei lavoratori in vista delle operazioni che porteranno allo svuotamento della piscina – che, come è noto, ha problemi di tenuta – e al trasferimento degli elementi di combustibile ivi contenuti.

(da la Gazzetta.info del 15 luglio 2006)


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