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venerdì 3 dicembre 2010

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L'ultimo viaggio, le scorie atomiche arrivano a Gorleben
di Guido Ambrosino

Berlino - Il dodicesimo trasporto di scorie dei reattori nucleari tedeschi, dall'impianto di trattamento francese a La Hague al deposito «provvisorio» di Gorleben in Bassa Sassonia, è stato il più osteggiato e il più faticoso. L'ultimo dei contenitori Castor è entrato nel deposito martedì mattina, alle 9.52, dopo più di 91 ore di viaggio per treno fino a Dannenberg e poi su strada per gli ultimi 20 chilometri. Per la Bürgerinitiative (iniziativa civica) di Lüchow-Dannenberg, che da trent'anni coordina la protesta antinucleare, e che ne misura l'efficacia con i ritardi imposti al trasporto, è un nuovo record che batte di 12 ore quello precedente del 2008, quando i Castor impiegarono per il viaggio 79 ore.

Per liberare l'ultimo tratto di strada la polizia ha dovuto sgomberare all'alba 5000 persone che avevano passato la notte davanti al deposito di Gorleben, nonostante temperature vicine allo zero.

Parecchio tempo c'è voluto per spostare un camion messo di traverso da Greenpeace a Dannenberg. Altre complicazioni son venute da quattro contadini ancorati a una piramide di cemento montata sulla strada vicino a Gorleben, o dagli arrampicatori di Robin Wood, appesi con le corde agli alberi in modo da penzolare sopra il percorso dei camion.

Sabato avevano manifestato a Gorlen in 50mila. Domenica in circa diecimila avevano bloccato in più punti la ferrovia, mentre i contadini ostruivano gli incroci più importanti, per ostacolare gli spostamenti della polizia.

I 17mila agenti previsti non sono bastatati. Alla fine ce ne sono voluti 20mila. Molti di loro erano esausti, costretti anche a turni di trenta ore, approvvigionati peggio dei dimostranti che potevano contare su. Ieri mattina hanno vigliaccamente sfogato la loro frustrazione, picchiando e spruzzando spray urticante, su cinquecento persone raccolte vicino alla strada, dopo che erano passati i camion con i Castor.

Con notevole tempismo, poche ore dopo l'arrivo dei contenitori radioattivi, l'ufficio minerario della Bassa Sassonia ha dichiarata «urgente» la ripresa dei lavori di esplorazione nel sottosuolo di Gorleben, in vista di uno stoccaggio definitivo delle scorie nel salgemma. Questo atto rimuove il potere sospensivo di due ricorsi presentati da proprietari di terreni sovrastanti, il conte Andreas Graf von Bernstorff e la parrocchia evangelica di Gatow. La ripresa dell'esplorazione geologica, sospesa dieci anni fa dal governo rosso-verde, e disposta dal governo Merkel il primo ottobre scorso, diventa così subito operativa.

Tuttavia l'ipotesi di stoccaggio nel salgemma di Gorleben sembra improponibile. Una commissione d'inchiesta parlamentare, tuttora in corso al Bundestag, sta raccogliendo prove sugli influssi esercitati dai politici sin dagli anni '70 per condizionare le perizie geologiche, con interventi per censurare ogni dubbio sui rischi, che pure sono evidenti: il salgemma include sacche di idrocarburi esplosivi, e sfiora vene d'acqua.

(da il manifesto.it del 10 novembre 2010)


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