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Ultimo Aggiornamento
domenica 26 settembre 2010

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Nucleare. L'Iter lo pagheranno i contadini e i ricercatori europei?

Bruxelles - L'Unione europea sta cercando disperatamente altri 1,4 miliardi di euro entro il 2013, e più di 5,5 miliardi entro il 2020, per finanziare la costruzione dell'International thermonuclear experimental reactor (Iter) e la Commissione Ue propone semplicemente di trovarli tagliando di 400 milioni di euro il budget destinato all'agricoltura e di 460 milioni di euro i fondi previsti per la ricerca scientifica. Da quali ulteriori tagli e a quali settori usciranno i 560 milioni che mancano nessuno lo sa, ma all'interno della Commissione bilancio del Parlamento europeo il malcontento è unanime e la proposta della Commissione europea è ritenuta imprecisa e con contenuti opachi.

A guidare la protesta è un'indignato Yannick Jadot, deputato europeo di Europe Ecologie: «In piena crisi agricola europea, in particolare nel settore lattiero, è scandaloso che il budget della Pac (la Politica agricola comune, ndr) non vada a sostenere le entrate dei contadini e ad aiutarli a sviluppare delle gestioni sostenibili ed a regolamentare alcuni mercati depressi. È scioccante che i contadini, tra i quali molti oggi vivono con il minimo sociale, paghino l'Iter!»

Un altro eurodeputato di Europe Ecologie, Michèle Rivasi, sottolinea: «Mentre l'Europa è chiaramente in ritardo nei suoi sforzi in materia di ricerca e sviluppo, mentre alcuni bilanci dedicati alle piccole e medie imprese sono soppressi, riallocare circa 500 milioni di euro metterà in pericolo numerosi progetti europei di ricerca, senza sapere oggi quali saranno sacrificati. Quel che è sicuro è che con una tale spinta il budget allocato alla ricerca nucleare sarà il doppio del bilancio allocato a tutte le altre energie!»

Ma non sono solo i verdi francesi (che l'Iter lo ospitano a casa loro) ad essere arrabbiati, lo stesso relatore del quadro finanziario plurennale, il popolare tedesco Reimer Böge, non certo sospettabile di simpatie anti-nucleari, sostiene che il finanziamento all'Iter è «Una schifezza di cifre della quale nessuno capisce cosa c'è sotto».

I due eurodeputati francesi di Europe Ecologie concludono: «Infine, se gli Stati membri sostengono ufficialmente il progetto Iter, nessuno è pronto a integrare il suo budget con risorse nazionali. E numerosi sono quelli che contano sui budgets europei non spesi per alimentare i loro bilanci nazionali in difficoltà. Più che mai, il progetto Iter, miraggio scientifico perché non darà dei risultati concreti prima della fine del secolo, ingoia finanziamenti perché il suo costo, a questo stadio di costruzione, è passato da 6 a 16 miliardi di euro. Deve essere fermato. Gli europei, che si confrontano con una grande crisi sociale ed ecologica, si meritano di meglio dall'Europa».

(da greenreport.it del 22 settembre 2010)


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