L'Iran avvia la prima centrale nucleare "Risposta planetaria a qualsiasi attacco"

Teheran - L'Iran ha avviato l'attivazione della sua prima centrale nucleare nel porto meridionale di Bushehr, 35 anni dopo l'inizio della costruzione. L'obiettivo dichiarato di Teheran è quello di produrre, con l'aiuto di Mosca, elettricità sufficiente per rispondere alla crescente domanda nazionale di energia. Ma la comunità internazionale teme che l'Iran voglia dotarsi di armi atomiche. Alle preoccupazioni occidentali e alle sanzioni, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad contrappone ancora una volta le minacce di "risposta su scala planetaria" a un eventuale attacco contro la Repubblica islamica.

La centrale di Bushehr. I tecnici hanno cominciato a caricare nel reattore 82 tonnellate di combustibile nucleare, fornito dalla Russia, sotto la supervisione degli ispettori dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea). L'operazione di caricamento delle 163 barre di uranio è stata avviata alla presenza del capo dell'agenzia per l'energia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi e del responsabile di quella russa, Serghei Kiriyenko, e dovrebbe essere completata entro il 5 settembre.

Il carburante verrà gradualmente versato nel reattore e, secondo le previsioni, ci vorranno due mesi prima che questo raggiunga il 50% della sua capacità. Nel giro di sei-sette mesi, la centrale e il suo reattore da 1000 megawatts potranno essere collegati alla rete nazionale elettrica iraniana. La prima reazione fissile è prevista per ottobre e già a novembre la centrale potrebbe entrare in funzione. L'impianto è stato ricostruito nel 1995, con l'aiuto russo, sulle basi di una struttura Siemens realizzata negli anni Settanta dai tedeschi (i lavori furono interrotti durante la Rivoluzione islamica).

Secondo Salehi questo, per la Russia e l'Iran, è "un giorno memorabile". "Malgrado le pressioni, le sanzioni e le restrizioni imposte dalle nazioni occidentali - ha affermato in una conferenza stampa - assistiamo alle pacifiche attività nucleari dell'Iran con l'attivazione del reattore di Bushehr. Questo è il simbolo della resistenza e della determinazione della nazione iraniana a raggiungere i suoi obiettivi".

Il viceministro degli esteri russo, Serghei Riabkov, ha invece definito questo "progetto pilota" una "garanzia aggiuntiva" dell'assenza di rischi di proliferazione nucleare, in grado di preludere a una "ulteriore cooperazione" della Russia con Teheran. "Non abbiamo mai considerato la centrale nucleare di Bushehr come parte di un gioco. Abbiamo gestito piuttosto una complicata missione tecnica", ha detto. "Le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu - ha concluso - non proibiscono la cooperazione nella costruzione di altri reattori ad acqua leggera, che hanno rischi minimi di proliferazione nucleare".

Le minacce di Ahmadinejad. Il presidente iraniano ha promesso una "risposta su scala planetaria" in caso di attacco contro il suo Paese. "Le nostre opzioni non hanno limiti - ha detto Ahmadinejad in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano qatariota al-Sharq - riguarderanno il mondo intero".

I governi di Stati Uniti e Israele hanno più volte affermato di non escludere un attacco contro l'Iran per fermare il suo controverso programma nucleare. Ieri il New York Times ha scritto che l'amministrazione di Barack Obama ha comunque garantito allo Stato ebraico che gli iraniani dovranno lavorare ancora un anno, se non di più, per ottenere la bomba atomica. La minaccia iraniana non sarebbe dunque imminente e fonti americane si sono dette convinte che dopo questa rassicurazione la prospettiva di un attacco preventivo israeliano contro i siti nucleari iraniani sia più remota.

(da la Repubblica.it del 21 agosto 2010)