Teheran -
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha dato il via libera alla costruzione dei nuovi siti per l'arricchimento dell'uranio. I siti dovrebbero essere in tutto dieci. "Il presidente ha approvato le location nei nuovi siti", ha annunciato Mojtaba Samareh Hashemi, stretto consigliere del presidente iraniano.
Attualmente l'attività di arricchimento dell'uranio è svolta nel sito di Natanz, nella parte centrale del Paese. La costruzione di quelli nuovi era stata annunciata una prima volta a novembre e poi confermata a febbraio dal direttore dell'agenzia atomica iraniana Akbar Salehi. "La costruzione di questi siti comincerà quando (il presidente) darà l'ordine", ha aggiunto Mojtaba Samareh Hashemi, senza fornire indicazioni sul numero e sulla localizzazione dei siti scelti. Il consigliere di Ahmadinejad non ha detto infatti specificatamente quanti saranno i nuovi siti, ma a novembre scorso era stato lo stesso presidente a parlare di dieci nuovi impianti, dopo che l'Aiea, l'agenzia nucleare delle Nazioni Unite,
aveva scoperto la realizzazione di un secondo centro, nella città santa di Qom.
Il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, ha spiegato che nei prossimi dieci giorni "una delegazione iraniana si recherà in Cina, Russia, Libano e Uganda per discutere del dossier nucleare". L'Iran, ha detto il capo della diplomazia di Teheran, vuole discutere con i 15 membri del consiglio di sicurezza dell'Onu della questione dello scambio del suo uranio debolmente arricchito con combustibile arricchito al 20 per cento. I colloqui sarano diretti con tutti i membri a eccezione di uno, ha detto Mottaki, gli Stati Uniti. Con gli Usa infatti i negoziati saranno indiretti dal momento che Teheran e Washington non hanno relazioni diplomatiche.
La proposta dell'Iran però è contraria alle esigenze della comunità internazionale, ha detto oggi a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese Bernard Valero. "La proposta si aggiunge alle molteplici dichiarazioni delle autorità iraniane che parlano di uno scambio simultaneo di uranio a basso arricchimento contro del combustibile" per il reattore di ricerca di Teheran (Trr), ha affermato Valero, aggiungendo: "questo è contrario all'offerta dell'Aiea e non risponderebbe alle preoccupazioni della comunità internazionale. Gli iraniani conoscono perfettamente i termini dell'offerta sul Trr proposta in ottobre dal direttore generale dell'Aiea e rispetto alla quale non hanno ancora dato un cenno positivo: continuano le loro attività di arricchimento in violazione dei loro obblighi internazionali", ha tagliato corto Valero.
La proposta avanzata dall'Aiea in ottobre, sostenuta dai Paesi del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania), prevedeva che l'Iran consegnasse in una sola partita circa il 70 per cento delle sue scorte di uranio arricchito a basso livello - che la comunità internazionale teme possa essere arricchito a livelli da armamenti nucleari - per ottenere in cambio il combustibile a base di uranio arricchito al 20 per cento per alimentare il Trr.
(da la Repubblica.it del 19 aprile 2010)
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