Aperture di Ahmadi Nejad: pronti allo scambio atomico

- L'Iran «non ha problemi» a spedire all'estero gran parte del suo uranio arricchito in cambio di combustibile nucleare per la ricerca, secondo la proposta sostenuta dall'Onu. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadi Nejad in un'intervista diffusa ieri dall'emittente di stato Press tv: segno di una svolta da parte di Tehran - o perlomeno una nota conciliante nella controversia internazionale che circonda il programma atomico iraniano.

«Fanno tanto chiasso. Non c'è problema. Concluderemo l'accordo, vi daremo l'uranio al 3,5% da arricchire al 20% e rimandarci indietro», ha detto il presidente iraniano, indicando un orizzonte temporale (4 o 5 mesi) per siglare l'accordo. Si tratta della proposta avanzata dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica e discussa, alla fine di ottobre, nel primo incontro diretto tra Iran, Stati uniti, e le altre potenze mondiali. Tehran, che aveva chiesto all'Aiea di importare combustibile per i suoi reattori di ricerca (cioè uranio arricchito al 20%), accettava di mandare una parte considerevole (il 70%, suggeriva l'Aiea) del suo uranio arricchito a un livello più basso (il 3,5%) a un paese terzo, la Francia o la Russia, dove sarebbe stato trattato al punto giusto e poi restituito. Allora sembrava raggiunto un accordo di massima, poi però la cosa si è arenata.

È presto per dire se si tratta davvero di una svolta (dalle parole di Ahmadi nejad non è chiaro se le questioni di tempi e modi, che avevano bloccato l'accordo, sono superate), ma il segnale è solido. Il presidente iraniano parlava anche a un'audience interna: in sostanza ha fatto notare che l'Iran ha la tecnologia per produrre il combustibile nucleare, e ora che ha dimostrato la sua capacità non ha problemi a spedire il proprio uranio arricchito all'estero. Di sicuro si rivolgeva alle voci più oltranziste interne quando ha detto: «Se poi non ce lo restituiscono, che succede? Che noi avremo avuto ragione e l'Aiea sarà screditata. E noi continueremo le nostre attività».

Delle prodezze tecnologiche di Tehran fa parte l'annuncio di ieri: l'Iran ha lanciato ieri un missile capace di portare un satellite, un Kavoshgar-3 («esploratore-3») che portava anche degli organismi vivi - un topolino, due tartarughe e dei vermi. Press Tv ha mostrato il missile che partiva da una rampa di lancio nel deserto, più tardi ha annunciato che la capsula era tornata a terra con i suoi «passeggeri». Il missile Kavoshgar non è un sistema militare e il lancio non cambia i dati strategici, a detta di vari esperti - nel senso che non presagisce a una imminente capacità di costruire missili ballistici in grado di minacciare l'Europa occidentale o gli Usa.

I commenti alle parole di Ahmadi Nejad sul combustibile nucleare sono cauti. «Se l'offerta dell'Iran è seria, non hanno che da informare l'Aiea che sono disposti ad accettare l'accordo sul tavolo», ha commentato un portavoce del Dipartimento di stato Usa. Per Washington l'Iran rappresenta un dilemma: mesi di tentativi di aperture diplomatiche sono andati a vuoto e la scena è ora complicata sia dagli eventi interni all'Iran stesso, sia dalla retorica provocatoria tenuta da Tehran in tema di relazioni con l'occidente - ma anche per questo le parole di ieri sullo scambio nucleare sono una novità.

Mentre gli Usa premono per un nuovo round di sanzioni a tehran, sono indicative le dichiarazioni del generale David Petraeus, capo del Central Command dell'esercito Usa (che include l'Iran e il Golfo): intervistato dalla Reuter dice che un attacco militare all'Iran avrebbe la conseguenza non voluta di accentuare i sentimenti nazionalisti nel paese, mentre non impedirebbe all'Iran di perseguire il suo programma nucleare. Petraeus aggiunge che «il grande vincitore» delle elezioni presidenziali è stato l'appararto di sicurezza iraniano: «Non semplifica le cose, per chi vuole perseguire la diplomazia, il fatto che il ruolo del ministero degli esteri è diminuito e quello delle Guardie della rivoluzione è aumentato».

(da il manifesto.it del 4 febbraio 2010)