Pyongyang -
La Corea del Nord è pronta a tornare al tavolo delle trattative per il disarmo nucleare ma allo stesso tempo insiste per colloqui a due con gli Stati Uniti. A dirlo è il leader supremo nordcoreano Kim Jong-il, che ha ricevuto a Pyongyang il premier cinese Wen Jiabao. «Abbiamo espresso la nostra disponibilità a partecipare a colloqui multilaterali, che dipendono dai risultati dei colloqui tra Repubblica Democratica di Corea (il nome ufficiale della Corea del Nord) e Usa», ha detto Kim Jong-il. «I colloqui multilaterali - ha precisato - comprendono i colloqui a sei».
La Cina, alleata e principale fornitrice di aiuti alla Corea del Nord, ha inventato e sostenuto la formula dei colloqui a sei, ai quali prendono parte, oltre alla stessa Cina, le due Coree, gli Usa, il Giappone e la Russia. In una prima reazione il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ian Kelly ha affermato la volontà degli Usa di discutere con la Corea del Nord «in maniera bilaterale nel quadro dei colloqui a sei».
Gli incontri a sei hanno prodotto nel 2007 un accordo in base al quale Pyongyang avrebbe gradualmente smantellato i propri impianti nucleari in cambio di massicci aiuti economici. L'accordo è andato in crisi quando si è trattato di definire i dettagli e la Corea del Nord ha abbandonato i colloqui e rilanciato con un test nucleare il proprio programma per la costruzione di armamenti atomici.
Anche ora, nel rilanciare la disponibilità al dialogo, Pyongyang non ha rinunciato a sbandierare le sue potenzialità nucleari, con l'evidente intenzione di alzare il prezzo al tavolo della trattativa. Le autorità di Seul hanno infatti affermato oggi di aver avuto indicazioni secondo le quali la Nordcorea sta per rimettere in funzione il suo impianto nucleare di Yongbyon, messo fuori uso nel 2007 in seguito all'accordo raggiunto nei colloqui a sei. «Abbiamo indizi per dire che la riattivazione della centrale è in una fase finale», ha detto una fonte del governo sudcoreano, aggiungendo che i lavori per ripristinare l'attività dell'impianto sono cominciati all'inizio dell'anno.
Lo scorso aprile Pyongyang aveva annunciato che avrebbe riattivato l'impianto in risposta alla condanna del Consiglio di sicurezza dell'Onu dopo il lancio-prova di razzi a lunga gittata. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha detto comunque che gli Usa restano «aperti al dialogo bilaterale con la Corea del Nord nel quadro dei negoziati a sei con l'obiettivo di convincere Pyongyang a intraprendere il cammino che porta alla denuclearizzazione totale».
(da l'Unità.it del 6 ottobre 2009)
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