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Ultimo Aggiornamento
martedì 30 giugno 2009

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«Il nucleare per diventare potenza»

- L'Iran vuole l'arma atomica perché intende diventare una potenza regionale, riconosciuta come tale dalla comunità internazionale, e il linguaggio corrente della diplomazia mondiale non fornisce strade alternative all'ambizione di Tehran. Questa è la convinzione di Mohamed ElBaradei, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), espressa ieri in un'intervista alla Bbc. I paesi che posseggono armamenti nucleari vengono trattati diversamente da quelli che non ce l'hanno, osserva ElBaradei. La Corea del nord di Kim Jong-il siede al tavolo dei negoziati mentre l'Iraq di Saddam Hussein, privo di armi di distruzione di massa (checché ne dicesse l'amministrazione Bush) è stato «polverizzato». Quindi, sottolinea il capo dell'Aiea, è evidente che l'Iran vuole acquisire la tecnologia nucleare non solo a scopi civili ma per usarla a scopi militari.

Può essere una realtà inquietante, fa capire ElBaradei, ma per disattivarla bisogna analizzarla realisticamente. L'Iran, argomenta nell'intervista, «vuole mandare un messaggio ai suoi vicini, al resto del mondo: non sottovalutateci, se vogliamo possiamo avere armamenti atomici». Armi che costituirebbero per Tehran, secondo le argomentazioni di ElBaradei, una sorta di «polizza di assicurazione» contro quelle che considera minacce da parte degli stati vicini o dagli Stati uniti, discorsi già sentiti in passati riguardanti «cambi di regime, asse del male» e quant'altro.

ElBaradei, il cui incarico scade a novembre, aveva già lanciato avvertimenti in passato ma, a detta del suo entourage, queste dichiarazioni hanno un accento più drammatico. In ogni caso, dice l'esperto, il futuro più sicuro sarebbe quello totalmente denuclearizzato, a cominciare dalle potenze nucleari esistenti che contano fra tutte 27mila testate atomiche.

(da il manifesto.it del 18 giugno 2009)


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