Bruxelles -
La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione sulla non proliferazione nucleare che elenca le misure necessarie per rafforzare il contributo dell'Ue agli sforzi internazionali nel settore del nucleare militare. In verità la posizione dell'Unione europea è da molto tempo strabica se non schizofrenica: all'Ue aderiscono due Paesi che sono potenze atomiche militari (Francia e Gran Bretagna), diversi Stati membri, tra cui l'Italia, ospitano bombe nucleari americane, quasi tutti fanno parte di un'alleanza militare, la Nato, che è capeggiata dalla più grande potenza militare-atomica del pianeta, gli Stati Uniti d'America, molti tra loro fanno affari, anche nucleari e militari, con Stati non propri tranquilli ed armati di bombe atomiche come Pakistan, India, Israele che ignorano o hanno ignorato per lungo tempo il Trattato di non proliferazione nucleare.
Comunque, per Andris Piebalgs, commissario Ue all'energia «La Comunità dei suoi Stati membri dovrebbe partecipare attivante al rafforzamento degli sforzi dispiegati nel mondo sotto il controllo dell'Iaea al fine di rispondere adeguatamente alle preoccupazioni riguardanti la sicurezza e la non-proliferazione. Dobbiamo assolutamente concepire dei meccanismi internazionali che garantiscano l'accesso al combustibile nucleare, in maniera che gli Stati quasi nucleari non abbiano bisogno di sviluppare una loro propria capacità di arricchimento dell'uranio o di ritrattamento del combustibile irradiato».
Insomma una specie di club delle potenze atomiche che impedisca il sorgere di problemi simili a quello iraniano, lo stesso club però non ha impedito che altri Paesi si armassero fino ai denti di missili atomici ed oggi assiste sbigottito al ricatto nucleare di un Paese alla fame come la Corea del Nord che ha sviluppato un programma nucleare "civile" che poi si è rivelato un ricatto atomico militare...
Proprio mentre risale la tensione tra Usa, Giappone, Corea del sud e la dittatura stalinista di Pyongyang si dice pronta a lanciare in orbita un missile capace di colpire le coste statunitensi, Benita Ferrero-Waldner, commissaria agli esteri dell'Ue, dice che «La proliferazione nucleare costituisce la minaccia più grave per la sicurezza del mondo. La Commissione è pronta a sostenere, attraverso un'assistenza tecnica e finanziaria, la creazione di una banca di combustibile nucleare posta sotto il controlli dell'Iaea».
Gli obiettivi della comunicazione approvata sono: «mettere in rilievo le misure che sono già state prese a livello dell'Unione europea per ridurre il rischio di proliferazione nucleare, in particolare nel quadro del sistema di controllo di sicurezza di Euratom, dell'Istituto di stabilità e degli strumenti relativi alla Sicurezza nucleare; rafforzare l'appoggio al regime di non proliferazione, tenendo conto della revisione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari nel 2010; partecipare alla messa in opera di un sistema internazionale mirante all'approvvigionamento in combustibile nucleare, nel quadro multilaterale dell'Iaea, dei Paesi che vogliono sfruttare l'energia nucleare».
L'Ue negli ultimi tempi ha rafforzato la sua collaborazione con l'Iaea ma non si nasconde che la "banca" del combustibile nucleare che propone non avrà successo e non fermerà la proliferazione nucleare senza un accordo di ferro con Usa, Russia, Giappone e Cina, Pesi che fino ad ora hanno giocato su campi diversi e spesso avversi e che non sembrano davvero molto interessati all'obiettivo Ue di «sviluppare e promuovere una cultura della sicurezza e della sicurezza in campo nucleare».
(da greenreport.it del 26 marzo 2009)
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