-
Ieri il ministro della difesa francese ha presentato una bozza di
progetto per l'indennizzo delle vittime degli esperimenti nucleari
della Francia proprio mentre Réseau Sortir du nucléaire riusciva in quella che tutti ritenevano un'impresa impossibile: ottenere una posizione comune di Parti de gauche (Pg), Verts e Nouveau parti anticapitaliste (Npa) e di molti "destri".
Corinne Lepage, Jean-Luc Mélenchon, Hélène Flautre e Olivier Besancenot hanno denunciato insieme la firma avvenuta il 5 febbraio della convenzione mineraria tra Areva e il Niger, basata sull'apertura nel 2013 della miniera di uranio di Imouraren.
I rappresentanti della sinistra francese hanno sottolineato che «Questo contratto pone tre grandi problemi – ha detto Corinne Lepage (Modem), l'ex ministro dell'ambiente del governo guidato da Alain Juppé - Quello dell'appropriazione delle terre nei Paesi del sud, quello degli impatti sanitari e ambientali del nucleare e quello del bilancio economico di questa industria».
Per Jean-Luc Mélenchon (Parti de gauche), il fatto che Areva voglia aumentare la sua produzione di uranio in Niger «smonta il mito dell'indipendenza energetica nazionale».
Secondo Olivier Besancenot (Npa) quella di Sarkozy è «Una politica neo-coloniale che saccheggia le ricchezze in spregio dell'ambiente».
Cécile Duflot per i Verts denuncia il patto nucleare «fatto alle spalle delle popolazioni tuareg».
Per Areva non si tratta che di un attacco politico ad orologeria e afferma che «il sito scelto è totalmente desertico, ad eccezione di un villaggio, situato ad una ventina di chilometri. Un villaggio che conoscerà un certo sviluppo quando la "base vie" di Imouraren sarà operativa».
Ma anche il gigante nucleare francese deve ammettere che qualche problemino ambientale ci sarà: «Pomperemo per 30 o 40 anni 8 milioni di m3 d'acqua all'anno da una falda fossile che ne contiene 8 miliardi di m3».
Areva tranquillizza anche sugli impatti sulla salute e annuncia che nei prossimi giorni aprirà in Gabon il suo primo osservatorio sulla salute attorno alle miniere. Senza porsi il problema che questo non è accaduto negli ultimi 50 anni...
In Niger un osservatorio sanitario dovrebbe essere operativo entro l'anno e poi toccherà a Canada, Kazakistan e Namibia.
Secondo Stéphane Lhomme, portavoce di Sortir du nucléaire si tratta di una colossale operazione di disinformazione: «Areva sta per prosciugare falde freatiche fissili, contaminare i suoli con le sue polveri radioattive».
Per quanto riguarda la politica, Areva non ha tutti i torti: i gauchisti tirano a palle incatenate sulla visita che Nicolas Sarkozy inizierà venerdì in Niger e lo accusano di essere il più grosso piazzista atomico del pianeta.
Il presidente francese è comunque riuscito a mettere una volta tanto d'accordo irriducibili avversari che si scontreranno alle prossime elezioni europee che si sono associati a Réseau sortir du nucléaire per svelare i veri motivi del viaggio africano di Sarkozy che, ufficialmente, si recherà in Niger in compagnia della presidentessa di Areva, Anne Lauvergeon, per una riunione della sezione locale dell'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive.
Il vero motivo sarebbe il tentativo di togliere dal colossale affare uranifero di Imouraren l'etichetta che mostra chiaramente l'immagine di una Francia predatrice di risorse nelle sue ex colonie che dipendono ancora economicamente da lei.
«Il presidente del Niger così come Areva hanno interesse a mantenere la ribellione del popolo tuareg» ha detto la verde Hélène Flautre.
Per Mélenchon, che non fa sconti ai regimi africani, il viaggio di Sarkozy e «neo-imperialismo. La responsabilità dello Stato nigerino è totale».
(da greenreport.it del 25 marzo 2009)
|