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Ultimo Aggiornamento
domenica 8 febbraio 2009

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Bulgaria e Russia: Il solito menu a base di nucleare ed idrocarburi
Il presidente russo Dmitri Medvedev ed il presidente bulgaro Georgi Parvanov

Mosca - Il presidente bulgaro Georgi Parvanov è in visita a Mosca per inaugurare il 6 febbraio l'anno della Bulgaria in Russia. E ne ha naturalmente approfittato per incontrare il presidente russo Dmitri Medvedev e per parlare di cose molto più concrete della tradizionale amicizia panslava che lega i due Paesi e che faceva della Bulgaria il più fedele alleato dell'Unione Sovietica.

I tempi cambiano, Bulgaria e Russia si trovano su lati opposti, una in una complicata adesione all'Ue che non si fida di un'amministrazione pubblica pesantemente infiltrata dalla criminalità organizzata, l'altra a rilanciare il suo ruolo di leadership euroasiatica, ma sono ancora legate da un cordone ombelicale energetico.

Oggi Parvanov e Medvedev si sono trovati per discutere di idrocarburi e sicurezza energetica. Il menu lo ha annunciato il portavoce del presidente russo Sergei Prikhodko: «L'attenzione verrà posta essenzialmente sulla messa in opera di progetti strategici congiunti nel settore energetico: la costruzione dell'oleodotto Burgas-Alexandropolis, della centrale nucleare di Belene e del gasdotto South Stream. I leader procederanno ad uno scambio di opinioni sulla sicurezza energetica in Europa».

Un menu che molti devono aver letto con attenzione anche da noi, visto che l'Italia, ad iniziare dall'Eni, è coinvolta (o vorrebbe esserlo) in diversi di questi progetti. Il governo bulgaro si lamenta con Mosca per i danni causati dalla guerra del gas russo-ucraino che Sofia calcola in 250 milioni di euro. «La Bulgaria ha subito dei danni considerevoli – ha detto Parvanov alla stampa prima di partire per Mosca - e vogliamo ottenere un indennizzo».

Probabilmente sarà felice di accontentarsi di quanto ha ottenuto oggi: l'accelerazione della costruzione del gasdotto South Stream promessa da Medvedev e una cooperazione «senza intermediari» tra Gazprom e Bulgargaz. Il progetto South Stream dovrebbe avviare verso l'Unione europea 31 miliardi di m³ di gas all'anno con un possibile aumento di altri 16 miliardi di m³, aggirando l'Ucraina via Mar Nero e collegando la Russia alla Bulgaria, che così incasserà abbondanti ed appetitosi diritti di transito. Senza contare che South Stream garantirà alla Bulgaria forniture di gas a lungo termine e le permetterà di raddoppiare il suo consumo annuale da 3 a 6 miliardi di m³, assicurando i suoi bisogni di gas al 100% anche in caso di forza maggiore.

Il Presidente bulgaro ha però mantenuto fede al ruolo che gli impone la sua adesione all'Ue: «Speriamo che la costruzione di South Stream sia accelerata e noi sosteniamo questo progetto, come quello del Nabucco che è una priorità per l'Europa». Comunque, alla fine Parvanov è uscito sazio dalla tavolata energetica imbandita dai russi: sono stati firmati 10 documenti, tra i quali anche quello sulla cooperazione nucleare civile.

(da greenreport.it del 5 febbraio 2009)


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