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La Siemens non può più fare affari nucleari in patria e cerca partner all'estero trovandone uno molto premuroso in Russia: Vladimir Putin. Il primo ministro russo ha detto ai dirigenti della multinazionale tedesca: «Siamo pronti a passare dai progetti isolati alla realizzazione di un ampio partenariato tra Siemens e la nostra società Rosatom. Le due società potranno lavorare congiuntamente in Russia e in Germania e in Paesi terzi».
I tedeschi stanno facendo grandi affari con l'ex nemico russo: la Siemens è presente sul mercato russo da diversi anni e attualmente partecipa alla realizzazione di un treno ad alta velocità che dovrebbe collegare Mosca e San Pietroburgo.
Secondo Putin «La società tedesca contribuisce fortemente allo sviluppo degli scambi commerciali tra i due Paesi che sono aumentati del 40% nel 2008 per raggiungendo circa 60 miliardi di dollari. Il fatto che voi organizziate delle riunioni di Consiglio di amministrazione a Mosca è significativo».
Le critiche che si levano in Germania contro l'autoritarismo putiniano non sembrano toccare né la Siemens, né il governo della grosse koalition. Si sa, pecunia non olet, soprattutto quando ci sono di mezzo nucleare e idrocarburi.
Siemens intende realizzare con Gazprom, il forziere energetico dell'oligarchia putiniana, dei progetti congiunti per la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl). Un comunicato del monopolista statale russo da conto di un incontro di lavoro a Mosca tra il presidente di Gazprom Alexei Miller e quello della Siemens Peter Löscher che «hanno passato in rassegna i risultati della cooperazione delle due società nel 2008, la realizzazione dell'accordo di partenariato strategico (firmato il 3 aprile 2008, ndr) e gli obiettivi per il futuro».
Le due società «Vogliono accrescere la loro cooperazione e realizzare nuovi progetti congiunti, soprattutto in materia di tecnologie di produzione di Gnle e di creazione di infrastrutture di manutenzione per opere energetiche».
La collaborazione tra Gazprom e Siemens è iniziata nel 1993, subito dopo la fine dell'Urss e nel mezzo degli anni di collasso economico che ne seguirono, con la realizzazione di un progetto di telecomunicazioni e di automatizzazione dei processi tecnologici in diversi giacimenti di gas russi.
Intanto il presidente russo Dmitri Medvedev cerca di liquidare definitivamente l'eredità della catastrofe nucleare di Cernobyl e lo fa nel Paese forse più colpito, la fedele dittatura Bielorussa.
Medvedev sostiene la decisione di Minsk di costruire una centrale nucleare e riconferma la volontà di Mosca di partecipare al progetto.
«Siamo molto interessati al progetto che punta a costruire una centrale nucleare e pertanto reiteriamo la nostra volontà di partecipare, sia con i nostri specialisti che grazie alle nostre risorse – ha spiegato il portavoce del Kremlino all'inizio di una riunione del Consiglio di Stato superiore dell'Unione Russia - Bielorussia.
Minsk progetta di terminare il cantiere della centrale nucleare da 2'000MW di Ostroviets, nella Bielorussia occidentale, nel 2018, e il primo blocco dovrebbe essere avviato nel 2016.
(da greenreport.it del 4 febbraio 2009)
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