Bruxelles -
«La cooperazione tra gli scienziati impegnati nella ricerca di una nuova fonte di energia rinnovabile e potenzialmente inesauribile e i centri europei di supercalcolo promette di accelerare i lavori grazie ai quali si potrebbe arrivare a coprire il fabbisogno energetico del pianeta». La Commissione europea ha annunciato così che darà «a tutti gli scienziati che lavorano in Europa alla fusione nucleare, la quale sfrutta l'energia prodotta da reazioni simili a quelle che avvengono nel sole, un accesso dedicato a Deisa, la rete dei più avanzati centri europei di supercalcolo, un progetto che rientra nel programma quadro di ricerca dell'Ue e beneficia di finanziamenti per 26 milioni di euro. Deisa è un consorzio europeo di centri di supercalcolo leader a livello nazionale il cui obiettivo è far avanzare le scienze computazionali nel campo del supercalcolo. Il consorzio gestisce a livello europeo una complessa rete di calcolo Hpc (l'infrastruttura europea per il calcolo che fa uso di Gaeant, la più grande rete mondiale di calcolatori) ed è utilizzato da più di 160 istituti di ricerca ed università d'Europa, del Nord e Sud America, dell'Asia e dell'Australia.
«Ciò consentirà agli scienziati di portare a termine una parte complessa del loro lavoro – spiega la Commissione - quali le simulazioni di funzionamento di un reattore a fusione».
Hermann Lederer, capo del dipartimento dei sostegni applicativi It del Centro tedesco di supercalcolo "RZG" evidenzia che «Sono già diversi anni che gli scienziati europei che lavorano alla fusione nucleare si avvalgono dei servizi dei centri di supercalcolo europei; d'ora in poi, si potranno realizzare simulazioni fondamentali sfruttando a pieno la potenza dei moderni centri di supercalcolo».
Gli scienziati partecipano al progetto di ricerca internazionale Iter che ha lo scopo di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare e che ha come partner: Unione europea, Giappone, Cina, Corea del Sud, Russia ed Usa. Il reattore Iter verrà costruito a Cadarache, in Francia.
«Le possibili fonti di combustibile utilizzabili per la fusione sono largamente disponibili – dice la Commissione Ue - e un solo grammo di esse potrebbe fornire tanta energia quanta ne è prodotta da 11 tonnellate di carbone».
Per Frank Jenko, dell'Istituto di fisica del plasma "Max Planck", «Le simulazioni su larga scala della fusione nucleare e delle proprietà dei materiali realizzate sui supercalcolatori d'avanguardia sono essenziali per la realizzazione e la progettazione sia degli attuali che dei futuri esperimenti di fusione».
La Commissaria europea alla società dell'informazione e ai media, Viviane Reding, ha detto: «Ci aspettiamo che il nuovo partenariato tra i centri di supercalcolo della Deisa e la comunità scientifica della fusione nucleare in Europa contribuirà enormemente a sviluppare le potenzialità della fusione nucleare quale possibile fonte di energia e a dare una spinta al ruolo dell'Europa in questa impresa. Ciò dimostra come la collaborazione tra i migliori scienziati e le migliori infrastrutture aiuti la comunità scientifica europea a rimanere all'avanguardia della ricerca scientifica mondiale. La lunga relazione di fiducia tra i più rinomati centri nazionali di supercalcolo e la Commissione sta ora dando i suoi frutti in settori chiave della ricerca europea. Ulteriori progressi nello studio della fusione nucleare potrebbero accelerare i tempi per trovare una risposta ai bisogni energetici dell'Europa».
(da greenreport.it del 23 gennaio 2009)
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