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Ultimo Aggiornamento
sabato 24 gennaio 2009

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Siemens pronta a uscire dal capitale del colosso francese Areva
di Leonardo Martinelli
La centrale nucleare francese di Civaux

Parigi - Il divorzio fra la tedesca Siemens e Areva, il colosso nucleare francese, sarebbe ormai solo una questione di giorni. Smentita dai diretti interessati, la possibilità di un'uscita di Siemens dal capitale di Areva Np, filiale specializzata nei reattori, è data per certa oggi dal quotidiano Les Echos. E potrebbe essere annunciata già martedì prossimo.

Siemens possiede il 34% di Areva Np e fino a poche settimane fa sembrava intenzionata ad accrescere la sua partecipazione. Peter Loescher, alla guida della Siemens, aveva dichiarato nel settembre scorso di essere "soddisfatto delle relazioni con Areva". Philippe Carli, amministratore delegato di Siemens France, aveva sottolineato più tardi che il suo gruppo era pronto "a investire parecchi miliardi di euro" per aumentare la sua quota. E invece niente di tutto questo. Secondo Les Echos sarà il gruppo pubblico Areva a dover sborsare due miliardi di euro per "liberarsi" della presenza del partner tedesco nel capitale.

La vicenda non apre una strada, ma addirittura un "boulevard" (come scrive il giornale) al potenziamento della francese Alstom in Areva, una possibilità messa in conto da tempo a Parigi, soprattutto da quando Nicolas Sarkozy è diventato Presidente. In effetti azionista di riferimento di Alstom è un "certo" Martin Bouygues, amico fraterno di Sarkozy. L'opzione Alstom è invece osteggiata da Anne Lauvergeon, alla guida di Areva, che avrebbe preferito un rafforzamento dei tedeschi di Siemens. Sempre secondo indiscrezioni pubblicate da Les Echos, la Lauvergeon il mese scorso aveva anche proposto l'entrata nel capitale di Areva da parte di Technip, altro colosso francese, attivo nei servizi per i settori petrolchimico e minerario, ma tale possibilità sarebbe stata scartata dai vertici dello Stato.

(da Il Sole 24 ORE.com del 23 gennaio 2009)


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