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Secondo L'International atomic energy agency (Iaea) sempre più Paesi stanno investendo nella ricerca dell'uranio a causa della crescente domanda indotta dal "rinascimento" nucleare e dalla conseguente impennata dei prezzi del combustibile nucleare.
Lo sviluppo fa venire l'acquolina in bocca all'Iaea che ne approfitta per rilanciare il suo ruolo offuscato dalle disavventure irakene ed iraniane e si propone come l'Agenzia Onu indispensabile per «facilitare il trasferimento di informazioni e conoscenze provenienti da Stati membri con una vasta esperienza in miniere di uranio e in "nuove" produzioni per il settore».
L'Iaea dice anche di essere pronta ad avviare «una serie di iniziative tese ad aiutare l'industria dell'uranio a condividere le migliori prassi, formare una nuova generazione di esperti e rispettare le norme di sicurezza per garantire la tutela delle persone e l'ambiente».
Lo specialista in scorie nucleari Russel Edge sottolinea che «L'Iaea è stata e continuer&agrae; ad essere molto attiva, in futuro, per promuovere la sicurezza e lo sviluppo responsabile delle risorse di uranio».
L'agenzia nucleare dell'Onu sottolinea l'importanza di promuovere le buone pratiche in tutte le fasi di produzione di uranio, in particolare per attenuare l'impatto ambientale delle miniere e in futuro ridurre i costi di bonifica dei siti che ospitano miniere di uranio.
«Nella miniera di uranio, la prevenzione è migliore e più conveniente della cura, anche se all'inizio può sembrare costoso», dice Jan Slezak, uno specialista in risorse dell'uranio.
L'Uranium production site appraisal team (Upsat) e l'Iaea hanno già in piedi iniziative di aiuto a Paesi di Africa, Asia Centrale e America Latina per far fronte ai problemi di progettazione, finanziari e giuridici e agli aspetti sociali delle miniere di uranio. Il problema è che spesso non sono i Paesi interessati i veri padroni delle miniere ma multinazionali minerarie (spesso statali) che fanno riferimento ad ex potenze coloniali che creano in quelle aree "zone franche" fino all'extraterritorialità. L'assistenza dell'Iaea rischia di finire nelle loro capienti e poco generose tasche.
L'Iaea ospiterà a Vienna, dal 22 al 26 giugno, l'International Symposium on Uranium Raw Material for the Nuclear Fuel Cycle (Uram 2009) che esaminerà le problematiche economiche della prospezione e dell'estrazione azione mineraria dell'uranio e le questioni ambientali.
(da greenreport.it del 16 gennaio 2009)
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