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Ultimo Aggiornamento
lunedì 22 dicembre 2008

© Neo
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Il piccione nucleare francese acquista molto ma vola basso

- La Commissione europea ha dato il via libera all'acquisto di British energy (Be) da parte di Électricité de France (Edf), subordinandola all'impegno di Edf a cedere la sua centrale elettrica Britannica di Sutton Bridge, e quella della Be di Eggborough, di vendere un minimo di elettricità sul mercato britannico, di cedere senza condizioni un sito già indicato per la costruzione di una centrale nucleare ad un acquirente scelto tra Dungeness e Heysham e di stabilire uno dei tre punti di connessione alla rete nazionale britannica di Hinkley Point.

Edf non fa acquisti solo in Gran Bretagna, ma anche oltre Atlantico, negli Usa, e gli antinucleari francesi ironizzano: "Dopo i britannici, che sono riusciti a vendere (molto caro) i loro vecchi reattori a Edf, sono gli americani che hanno trovato un 'pigeon' (un piccione, più o meno un fesso, ndr): ancora l'Edf!". La rete di associazioni Sortir du nucléaire "chiama i cittadini francesi a prendere coscienza del disastro finanziario che li attende se nessuno non è capace di impedire ad Edf di investire in modo assurdo ed insensato. In effetti, Edf appartiene allo Stato... e dunque ai cittadini francesi che dovranno pagare il conto finale".

Secondo Sortir du nucléaire l'acquisto di British Energy e del 50% delle attività nucleari dell'americana Constellation, "sono l'espressione di una fuga in avanti insensata. In effetti, il supposto 'rinascimento nucleare', annunciato da molti anni dall'innominabile pubblicità dell'industria nucleare e dai discorsi dei principali dirigenti politici, non avrà luogo. Il Sudafrica ha già annullato i 12 reattori che pretendeva di costruire. I progetti di nuovi reattori annunciati negli Usa saranno sempre più virtuali quando si installerà la prossima amministrazione Obama, con Steven Chu nel settore dell'energia, un fervente promotore delle energie rinnovabili".

I futuri reattori inglesi, che andranno a sostituire quelli decrepiti funzionanti, saranno pagati da Edf e sembra quasi che Be abbia dato una mezza fregatura ai francesi in tempo di crisi economica, facendosi pagare un sovrapprezzo. Ora i francesi corteggiano la Constellation offrendo molto di più del miliardario americano Warren Buffet, "Comprendiamo che gli azionisti di Constellation non abbiano esitato: hanno trovato un 'pigeon' perfetto, Edf! – sfottono gli antinucleari francesi - La tesi del 'rinascimento del nucleare' era già molto fumosa prima della crisi finanziaria mondiale, ed è ormai condannato. Infatti, gli acquisti rovinosi della Be e delle attività nucleari di Constellations si riveleranno perfettamente inutili... e delle pesanti fatture supplementari stanno per arrivare perché Edf si ritroverà proprietaria di vecchi reattori nucleari britannici e americani".

Ma Edf non sembra dar retta agli ammonimenti e annuncia la costruzione a Jeumont, nel nord della Francia, di un centro sperimentale unico al mondo per testare pompe destinate ad un ipotetico reattore futuristico e anche la realizzazione in Virginia di un impianto per costruire i componenti per i futuri reattori nucleari americani che probabilmente non vedranno mai la luce. Per Marie Anne Isler Béguin, un'eurodeputata verde, e Mycle Schneider, autore dello studio "Le nucléaire en France, au-delà du mythe", la realtà del nucleare francese è molto diversa da quella che si vuol far credere.

"Quali sono i legami tra nucleare civile e militare? Mentre monsieur Sarkozy indossa il costume di PR del nucleare in Africa e Medio Oriente, è al corrente delle conseguenze in termini di proliferazione? – chiede la Isler Béguin – Tutti I giorni nascono nuovi progetti di messa in strada di reattori nel mondo, sia in Africa del sud che in Africa del Nord, in Turchia o in Polonia. In tutti questi Paesi si fa riferimento al modello francese, ma quali sono i criteri che giustificano che la Francia sia un modello per una politica economica? E questo sistema nucleare francese fornisce dei servizi energetici a tutti i francesi in modo da renderli indipendenti dalle importazioni di carburanti fossili e sui quali possono contare? E questo si basa su decisioni prese democraticamente con l'approvazione dell'opinione pubblica?".

Secondo il rapporto nel 2007 il 77% dell'elettricità francese è stata prodotta dal nucleare, ma questa rappresenta solo il 16% dell'energia consumata in Francia, i tre quarti della quale viene prodotta con i combustibili fossili, la metà con il petrolio. La Francia nucleare che tanto piace a Berlusconi e Scajola ha un consumo di petrolio per abitante più elevato di quello della Germania e dell'Italia, che dopo Chernobyl avevano rinunciato al nucleare. Se è vero che le emissioni di CO2 procapite in Francia sono minori della media Ue, è anche vero che questo dato è fermo dal 1990 e che nel 2007 le emissioni di gas serra sono il 10% in più del 1995. Infine, la bolletta energetica francese, leggermente più bassa della media Ue, è in crescita e rimane a quel livello non grazie al nucleare ma alle tariffe preferenziali per le famiglie.

(da greenreport.it del 22 dicembre 2008)


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