Mosca -
La Russia ha cercato di minimizzare in ogni maniera
l'incidente al sottomarino nucleare
Nerpa, che l'8 novembre è costato la vita a 20 persone al largo di Vladivostok. La tragedia ha comunque scosso l'opinione pubblica russa che si è ricordata della catastrofe mai chiarita di un altro sottomarino nucleare: il Kursk che nel 2000 sparì negli abissi inghiottendo tutto il suo equipaggio.
Ma un incidente ad un sottomarino nucleare attira anche un'attenzione che preoccupa di più la nomenklatura putiniana: quella dell'opinione pubblica e della stampa internazionale che cominciano a farsi un po' troppe domande sulla reale affidabilità dei sottomarini nucleari vecchi e nuovi, sia quelli ereditati dall'Unione Sovietica che quelli made in Repubblica Ferderale Russa.
A cercare di rassicurare ci prova oggi Vladimir Nikitin, il direttore dei cantieri navali des Zvezdotchka, specializzati nella costruzione dei sottomarini per la marina da guerra russa: "Tutti i sottomarini nucleari russi 'riformati' saranno smantellati entro il 2012. Il 2012 è la data limite entro la quale la totalità dei sottomarini 'riformati' saranno smantellati. Sui 250 sottomarini costruiti in Urss e in Russia, più di 200 lo sono già stati".
Secondo Nikitin, quattro sottomarini sono attualmente in fase di smantellamento nel cantiere Zvezdotchka, mentre "le basi costiere che servono ad accogliere il combustibile nucleare proveniente dai sottomarini devono essere fatte oggetto di recupero".
Proprio in questa frase sta il vero problema, nonostante la segretezza che circonda le basi dei sottomarini nucleari russi, in molti denunciano i gravissimi pericoli che vengono dai sottomarini dismessi e lasciati ad arrugginire nei porti proibiti del grande nord russo o affondati direttamente nel Mare di Kara, o di Barents, probabilmente trasformati dal 1991 ad oggi nel più grande cimitero atomico del mondo. Oppure di quelli affondati durante la guerra fredda e che vengono segnalati da americani e inglesi, vere e proprie bombe nucleari che il tempo e il mare stanno "scartando" poco a poco dai loro sarcofaghi metallici.
(da greenreport.it del 14 novembre 2008)
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