Cerca nella pagina
NOTIZIE DAL MONDO Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

Ultimo Aggiornamento
sabato 4 ottobre 2008

© Neo
2007 ~ 2008
Tutti i diritti riservati

ElBaradei: per i controlli nucleari pochi soldi e rischi di incidenti crescenti
Il direttore generale dell'IAEA, Mohamed El Baradei

Vienna - La conferenza generale dell'Agenzia internazionale dell'energia nucleare (Iaea) non è iniziata sotto i migliori auspici: illustrando un rapporto redatto da un gruppo di esperti esterni, il direttore generale Mohamed El Baradei ha detto che "Per l'Iaea non va tutto bene", servono "più risorse finanziarie ed autorità. In materia di verifica nucleare l'Agenzia deve disporre di una autorità giuridica adeguata, di tecnologie di punta, di un accesso rapido ad informazioni pertinenti e a risorse umane e finanziarie sufficienti. Abbiamo ancora problemi in questi quattro settori".

Quindi l'Iaea non è così efficiente e sostenuta economicamente dalla ricca e spendacciona industria nucleare e dagli Stati membri che la sorreggono, eppure è impegnata in ispezioni in 29 Paesi, tra i quali i problematici Iran e Corea del nord. Il problema sembra essere quello che alcune ispezioni interessano di più ed altre molto meno ai grandi del pianeta e che i finanziamenti mutano con il mutare dell'interesse politico.

El Baradei ha ricordato che "tutti i Paesi hanno il diritto di mettere in campo un programma energetico nucleare, ma che hanno la responsabilità di farlo entro delle regole". Una convinzione sempre più di moda, visto che 50 Stati membri dell'Iaea, Italia compresa, hanno espresso un interesse verso la realizzazione di impianti nucleari, e non tutti sono affidabili democrazie pronte a rispettare le regole. Questo porterà nuovo lavoro all'Iaea che dovrà controllare più infrastrutture, più mercati nucleari, più siti destinati alla costruzione di centrali che forse nasconderanno la malcelata voglia di dotarsi dell'atomica, e non importa se sia islamica, africana o sudamericana.

Ma il direttore dell'Iaea, di fronte ad una proliferazione di questo genere, ha fatto una richiesta preoccupante che evidenzia la crescita dei rischi: ha reclamato più mezzi per rispondere ad un eventuale incidente su vasta scala.

(da greenreport.it del 30 settembre 2008)


Torna su