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Greenpeace ed altre associazioni ambientaliste francesi sono molto preoccupate per l'accordo di cooperazione nucleare che India e Francia dovrebbero firmare nei prossimi giorni. Secondo Greenpeace France "attraverso quest'accordo, l'India soccomberebbe alle sirene nucleari francesi e si impegnerebbe in un impasse che la allontanerebbe da un futuro energetico pulito e sicuro. E la Francia dimostrerebbe una volta di più che non retrocede davanti a niente per vendere questa tecnologia complessa e rischiosa, per riuscire a concludere con uno Stato che non è firmatario del Trattato di non proliferazione (Tnp)".
Attualmente il nucleare rappresenta l'1% dei bisogni energetici dell'India e con i previsti nuovi 40 reattori si raggiungerebbe meno del 5%, percentuali minime che non sostengono la tesi (circolata anche al vertice Ue-India) che il nucleare indiano servirà a lottare contro il cambiamento climatico. L'India già irta di testate nucleari si caricherebbe di costi molto elevati e di ulteriori rischi di inquinamento nucleare, accumulo di scorie atomiche, anche perché secondo Greenpeace "l'India avrebbe l'intenzione di dotarsi di una tecnologia di ritrattamento estremamente inquinante e rischiosa".
L'India prevede di spendere 55 miliardi di euro per costruire 40 reattori, ma dovrebbe rifare i suoi conti se volesse, come sembra, acquistare una quarantina di Epr dalla Francia che, secondo il presidente di Électricité de France (Edf), Pierre Gadonneix, costerà tra i 5 e i 6,2 miliardi di euro (a singolo Epr). Con il suo budget, l'India acquisterebbe solo una dozzina di reattori Epr.
Secondo Vinuta Gopal, responsabile della campagna clima ed energia di Greenpeace India, "Il nucleare non risolverà la crisi climatica e la questione della sicurezza energetica dell'India. Questa tecnologia agisce come un miraggio nel mezzo del deserto: anche se la totalità del programma, con il quale il governo indiano sogna di costruire 40 nuovi reattori in 20 anni, diventi realtà, non permetterà al Paese che di ridurre molto debolmente le sue emissioni di gas serra. Spendere altrettanto denaro in programmi di risparmio energetico e di diminuzione dei consumi così come nello sviluppo delle energie rinnovabili e decentralizzate, permetterebbe all'India di riorientare la sua politica energetica verso un sistema sostenibile e rispettoso degli imperativi della lotta contro il cambiamento climatico come degli impegni di indipendenza energetica e per il potere d'acquisto dei cittadini.
Le perdite sulle linee della rete elettrica indiana raggiungono oggi tra il 30 e il 40% dell'elettricità prodotta! Un parco nucleare non farà che rafforzare questo immenso pasticcio, mentre un sistema decentralizzato costituisce una soluzione rapida, meno cara e pulita".
Per Frédéric Marillier, responsabile energia di Greenpeace France "Il nostro presidente della Repubblica/Pr dell'industria nucleare sembra aver dimenticato di menzionare che Edf ed Areva sono incapaci mantenere i loro impegni e di fornire impianti sicuri con i costi ed i tempi previsti. In Finlandia e in Francia, i due soli Epr in costruzione nel mondo testimoniano la bassa affidabilità di questa industria che accumula problemi tecnici e malfunzionamenti, lascia trascorrere il tempo e fa esplodere i costi".
(da greenreport.it del 30 settembre 2008)
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