Tricastin - Mentre in Italia
Berlusconi
e
Scajola
rilanciano
alla grande il nucleare come soluzione pulita ed economica a tutti i mali energetici italiani,
in Francia la rete di associazioni Sortir du nucléaire il 21 settembre ha scritto
ad Electriciteacute de France (Edf), all'Autorité de sūreté (Asn), al presidente
della repubblica Sarkozy e al primo ministro Fillon per chiedere la verità sulla
gravità della situazione in corso nella centrale nucleare di Tricastin.
"Secondo alcune informazioni, la situazione nella centrale sarebbe così
problematica che l'evacuazione di diversi comuni vicini sarebbe presa in considerazione dalle
autorità".
Se l'allarme di Sortir du nucléaire fosse confermato, l'affare francese sarebbe
veramente esplosivo da un paio di settimane: l'8 settembre, nel corso di una operazione di
rinnovo del combustibile, durante la quale la copertura della vasca del reattore numero 2
è stata sollevata, due assemblaggi di combustibile sono rimasti appesi alle strutture
interne superiori e sarebbero ancora sospese sopra altri 155 assemblaggi che costituiscono il
cuore del reattore.
Un incidente dello stesso tipo è certamente già avvenuto nel 1999 nella centrale
nucleare di Nogent-sur-Seine, nell'Aube, e ci è voluto più di un mese per venirne
a capo, ma secondo le associazioni antinucleari francesi "la situazione a Tricastin
è ancora più grave perché si tratta di due assemblaggi invece di uno solo,
il che moltiplica le difficoltà: le operazioni intraprese per recuperare un assemblaggio
possono provocare la caduta del secondo. Inoltre, mentre Edf e le autorità restano mute
al riguardo, è fortemente possibile che un assemblaggio, o anche tutti e due, siano
'moxés' [MOX del tipo presente anche a Saluggia ndr], vale a dire contengano del
plutonio, cosa che allora aggraverebbe nettamente i rischi. I due assemblaggi, che pesano
ciascuno circa 800 kg, minacciano ad ogni istante di cadere. Potrebbero allora rompersi e i
differenti pezzi, scivolando sugli altri assemblaggi, potrebbero eventualmente innescare una
reazione nucleare incontrollata. Sarebbe allora possibile un gravissimo incidente nucleare. Ma
anche senza una tale reazione, le operazioni di 'pulizia' sembrano essere quasi impossibili da
realizzare, il reattore potrebbe essere definitivamente condannato e lasciato in eredità
tale e quale ai nostri discendenti".
Per questo motivo Sortir du nucléaire chiede che vengano immediate risposte ad
alcune domande fondamentali: "I due assemblaggi sono 'moxés'? Altrimenti detto: si
tratta di combustibile uranio-plutonio o 'solamente' di uranio? Se si tratta di mox (mixed
oxide fuel, ndr), Edf riconosce che il rischio di reazioni incontrollate è ancora
più grande?".
Poi gli antinuclearisti francesi fanno altre domande che danno l'idea della segretezza e
dell'imbarazzo su quanto sta accadendo in una centrale nucleare che quest'anno è stata
funestata da incidenti: "Quali operazioni sono state tentate dopo il 9 settembre per
recuperare i due assemblaggi? Quali altre operazioni sono state prese in considerazione? Con
quali rischi? I due assemblaggi sono sempre nell'acqua della vasca? Secondo alcune
informazioni, dopo un tentativo di intervento, Edf non prevederebbe di posizionare i due
assemblaggi sotto l'acqua. In questo caso, come sono raffreddati? Quali sono le misure prese
in considerazione in caso di aggravamento della situazione? L'evacuazione dei comuni vicini
è stata realmente presa in considerazione, come lasciano pensare alcune informazioni?
Non bisognerebbe immediatamente evacuare i comuni vicini, come i dipartimenti interessati, in
maniera preventiva e non in seguito ad un eventuale aggravamento della situazione? In quale
data sono previste le prossime aperture di vasche a Tricastin (dove funzionano tre altri
reattori) e nelle altre centrali in Francia? Quali misure sono messe in opera per evitare che
si produca una situazione identica?".
Insomma, mentre in Italia si punta sul miracolistico nucleare, nella Francia che ci viene
indicata come modello energetico a cui guardare vengono a galla tutte le sue pecche e
Sortir du nucléaire chiede ai cittadini di fare le stesse sue domande a Edf ed al
governo, per conoscere la verità al più presto.
Invece in Italia si accusa di essere poco moderni coloro che ricordano questa estate di
passione del nucleare europeo: fuga di uranio l'8 luglio ed altri incidenti a Tricastin ma
anche incidenti a raffica in Francia, Belgio, Germania, Spagna, Ucraina, Slovenia, Cina,
Corea, Giappone, Usa, Russia... In Italia quando tutto va bene queste notizie vengono
confinate per gravità tra gli incidenti automobilistici, ma l'ottimismo di facciata di
Berlusconi e Scajola nasconde rischi che in Francia, nel Paese della più avanzata ed
estesa industria nucleare, sono sempre più evidenti, ormai quasi quotidiani.
(da greenreport.it del 22 settembre 2008)
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