Pechino - Dopo che il 22 agosto a Vienna i 45 membri del Nuclear
suppliers group (Nsg)
non hanno dato il via libera alle forniture atomiche
necessarie per
mandare avanti l'accordo Usa-India sul nucleare civile, perché l'India non aderisce al
Trattato di non proliferazione nucleare, dalla Cina arriva un aiuto forse inaspettato ai suoi
due più pericolosi concorrenti economici. L'agenzia ufficiale Xinhua riporta una
dichiarazione della portavoce del ministro degli esteri di Pechino, Jiang Yu: "La Cina
spera che il Gruppo dei fornitori nucleari trovi la maniera per stabilire un equilibrio tra
non-proliferazione ed utilizzo pacifico dell'energia".
La dichiarazione della Jiang arriva alla vigilia di un nuovo ciclo di negoziati previsto per
il 4 e 5 settembre a Vienna sulla cooperazione nucleare tra India ed Usa. "la Cina ha
adottato una posizione coerente e chiara sulla questione della cooperazione nucleare tra India
e Stati Uniti - ha detto Jiang - La Cina partecipa attivamente alle discussioni del Nsg. La
Cina è convinta che tutti i Paesi hanno il diritto di utilizzare pacificamente l'energia
nucleare e di condurre una cooperazione internazionale in accordo con l'obbligo di
non-proliferazione. La cooperazione deve portare alla protezione della completezza e
dell'efficacia del sistema di non-proliferazione internazionale (Tnp)".
La solidarietà e l'impegno cinese (che si scorda di dire che l'India ha già molto
proliferato nel campo del nucleare militare) rischia di essere anche scomoda per gli Usa: se
tutti hanno diritto a sviluppare il nucleare civile, perché non può farlo l'Iran
che, a differenza dell'India, aderisce al Tnp? Cina, Usa ed India dovranno fare i conti con le
forti perplessità di Paesi come Austria e Nuova Zelanda e con l'opposizione del Comunist
party of India e della sinistra indiana che dicono che l'accordo è un duro colpo alla
non-proliferazione nucleare.
Ma anche altri Pesi del Ngs parlano di operazione cosmetica e chiedono più garanzie.
L'India invierà a Vienna una delegazione di alto livello, capeggiata dal ministro degli
esteri Shivshankar Menon, per convincere i più recalcitranti, ma sarà difficile,
visto che il ragionamento centrale è che ogni violazione del trattato Tnp è stata
superata da accordi bilaterali.
Gli indiani hanno il terrore che l'accordo non venga ratificato dal Ngs prima delle elezioni
americane e sanno che il Congresso Usa dopo sarebbe ancora più recalcitrante a dare il
via libera ad un accordo nucleare fortemente voluto da Bush, anche se apre una breccia non da
poco nella "coerenza" del ragionamento che vorrebbe impedire ad alcuni Paesi di
accedere al nucleare mentre con altri già abbondantemente armati di ordigni atomici si
fanno accordi e si mettono in piedi strategie. C'è da capire cosa i cinesi pensano di
ottenere in cambio dal loro esplicito assenso, forse le solite mani libere in campo nucleare
militare e civile?
(da greenreport.it del 3 settembre 2008)
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