Seul - La Corea del Nord ha deciso di sospendere la disattivazione degli
impianti nucleari e l'abbandono del piano di lavorazione del plutonio, accusando gli Stati
Uniti di "violazione degli accordi sottoscritti" nell'ambito dei negoziati a Sei,
che coinvolgono le due Coree, Usa, Russia, Cina e Giappone.
"Abbiamo deciso di sospendere immediatamente la disattivazione dei nostri impianti
nucleari", ha dichiarato un funzionario del ministero degli Esteri, aggiungendo che il
governo nordcoreano sta inoltre considerando la riapertura del sito nucleare di Yongbyon, di
cui era
già iniziato lo smantellamento.
Le potenze regionali, da ultimo proprio Cina e Corea del Sud, stanno esercitando pressione
sulla Corea del Nord perché accetti un meccanismo di verifica sull'effettiva
volontà di accantonare i programmi nucleari, come dichiarato a luglio.
Gli Stati Uniti, intanto, si sono rifiutati di cancellare la Corea del Nord dalla
"lista nera" dei Paesi considerati sponsor del terrorismo, come invece promesso in
un primo momento, provocando la secca protesta di Pyongyang, sfociata ora nello stop al piano
di abbandono del nucleare.
Anche il Giappone non nasconde preoccupazione per l'inatteso stop. "Siamo preoccupati per
l'arresto delle attività di denuclearizzazione", ha spiegato Kazuo Kodama,
portavoce del ministro degli Esteri Masahiko Komura. "Il governo - ha aggiunto -
continuerà a fare pressione perché venga smantellato quanto prima il reattore di
Yongbyon, attraverso la cooperazione con le altre parti del dialogo a Sei (il tavolo intorno
al quale siedono Usa, Russia, le due Coree, Giappone e Cina)".
(da la Repubblica.it del 26 agosto 2008)
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