Teheran - L'Iran ormai si fa apertamente beffe delle minacce Usa ed
israeliane e dell'embargo economico e la vicenda georgiana sembra avergli dato ancora
più fiato, aiutandolo a stringere ancora di più l'alleanza con la Russia, da
sempre tenera con il nucleare iraniano (che rifornisce generosamente e con profitto) e che ora
giocherà anche questa carta nel nuovo confronto con gli Usa. Non è forse un caso
che a riprendere e rilanciare la notizia che Teheran ha deciso di costruire un'altra centrale
nucleare siano state proprio agenzie russe e cinesi che riportano le parole del
vice-presidente dell'Organizzazione dell'energia atomica dell'Iran, Mohammad Saeedi, che ha
detto che il suo Paese "ha avviato la progettazione di una centrale nucleare da 360
megawatt".
Secondo quanto detto all'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, da Saeedi,
"questa seconda centrale nucleare iraniana sarà costruita a Darkhoin, una
città nella provincia del Khuzestan. La fase della progettazione globale e della sua
costruzione cominceranno progressivamente". La prima centrale nucleare iraniana è
stata costruita, con l'aiuto della Russia, nel porto di Bushehr, ma in questo caso non sono
mancati screzi di tipo finanziario tra i russi e il governo degli ayatollah che ne hanno
ritardato l'entrata in funzione, ma sabato scorso l'ambasciatore russo in Iran, Alexander
Sadovnikov, ha annunciato in pompa magna che "la costruzione della centrale nucleare di
Bushehr sarà terminata entro la fine dell'anno". Gli americani non saranno molto
contenti e i russi danno così il primo segnale di quanto promesso da Putin dopo che la
Georgia è stata soccorsa dalla Nato: rivedremo il dossier nucleare iraniano.
L'Irna aveva già annunciato la settimana scorsa che l'Iran si appresta a
realizzare diverse centrali nucleari e Ahmad Fayyazbakhsh, direttore aggiunto
dell'Organizzazione dell'energia atomica dell'Iran e a capo di un'impresa statale per la
produzione di energia nucleare, ha detto di aver firmato un accordo con 6 imprese locali per
la ricerca di siti potenzialmente adatti ad ospitare nuove centrali atomiche nei prossimi 13
anni. Agli occidentali l'avventura osseta della Georgia rischia di costare grattacapi atomici
irrisolvibili e la Russia è di fatto arrivata ad estendere la sua zona di influenza fin
dove l'Urss, respinta prima dallo Scià filoamericano e poi dall'integralismo islamico
dei guardiani della rivoluzione, non era mai riuscita ad arrivare: il Golfo Persico.
Intanto l'Irna riporta con soddisfazione le parole di Sergio Romano, che il 23 agosto,
in un dibattito a Cortina d'Ampezzo dedicato all'Islam con Renzo Guolo e moderato da Bruno
Vespa, ha detto che un Iran dotato dell'arma atomica "Sarebbe una cosa positiva,
servirebbe a stabilizzare il Medioriente. L'Iran dotandosi dell'atomica farebbe esattamente lo
stesso che hanno fatto la Cina, la Russia, il Pakistan e Israele". E l'ex ambasciatore
non ha risparmiato sciabolate polemiche agli Usa: "Se davvero la guerra all'Iraq fosse
stata contro il terrorismo, Saddam Hussein sarebbe dovuto essere un alleato degli Usa, non un
nemico. Saddam era l'unico leader di un paese arabo ad essersi sempre espresso chiaramente
contro il terrorismo islamico". Teorie clamorose in bocca all'editorialista di Panorama,
uno degli opinion maker della destra italiana, tanto che un allibito Bruno Vespa gli ha
chiesto: "E perché non l'ha mai scritto nei suoi editoriali?".
(da greenreport.it del 25 agosto 2008)
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