Worcester - Sembra la pietra filosofale e quindi, precauzionalmente,
è d'obbligo almeno usare il condizionale. Comunque un gruppo di ricercatori del Wpi
(Worcester Polytechnic Institute) pare abbia trovato il modo di utilizzare l'energia solare
trattenuta dall'asfalto delle strade e dei parcheggi. "Chiunque abbia camminato a piedi
nudi in un parcheggio in un caldo giorno d'estate – scrive in una nota il Wpi - sa che il
manto è eccezionalmente caldo. Ora un gruppo di ricercatori ha trovato il modo di
utilizzare questo calore come una fonte alternativa di energia". Come? Con un collettore
attualmente in via di sviluppo che potrebbe trasformare appunto strade e parcheggi in
onnipresenti e poco costose - fonti di energia elettrica e di acqua calda.
Il progetto di ricerca, che è stato intrapreso su richiesta di Michael Hulen, presidente
della Novotech Inc in Acton che detiene un brevetto sul concetto di utilizzare il calore
assorbito dal marciapiede, è diretto da Rajib Mallick, professore associato di
ingegneria civile e ambientale. Lo studio esamina non solo come l'asfalto sia in grado di
raccogliere l'energia solare, ma anche il modo migliore per la costruzione di strade e
parcheggi al fine di massimizzare il loro potere di assorbimento di calore.
"L'asfalto ha un sacco di vantaggi come collettore solare - dice Mallick - Per prima cosa
il manto rimane caldo e potrebbe continuare a produrre energia anche dopo che il sole è
sceso, a differenza dei tradizionali pannelli ad energia solare fotovoltaica. Inoltre, vi sono
già moltissime strade e parcheggi che potrebbero essere adattati per la generazione di
energia, per cui non vi è alcuna necessità di trovare altre terre agricole da
sfruttare. Molte strade inoltre vengono solitamente ristrutturate ogni 10 o 12 anni e quindi
l'impianto potrebbe essere costruito durante quel ciclo. Estrarre calore dall'asfalto infine
potrebbe ridurre il fenomeno urbano delle isole di calore. E a differenza del tetto solare,
che alcuni trovano poco attraente, i collettori solari in strade e parcheggi sarebbero
invisibili".
In laboratorio le piccole lastre sperimentali sono state esposte a lampade alogene che
simulano la luce del sole. Grandi lastre sono state esposte in grandi spazi aperti per una
più realistica simulazione delle condizioni ambientali, compresa la luce diretta del
sole e il vento. Le prove hanno dimostrato che l'asfalto assorbe una notevole quantità
di calore e che le temperature più alte si trovano a pochi centimetri sotto la
superficie. E' qui che uno scambiatore di calore sarebbe situato per estrarre la massima
quantità di energia. La sperimentazione di varie composizioni di asfalto, hanno rivelato
che l'aggiunta di un conduttivo altamente aggregante, come la quarzite, può aumentare in
maniera significativa l'assorbimento di calore, come l'applicazione di una speciale vernice
che riduce la riflessione.
Infine, Mallick ha detto che "I nostri risultati preliminari forniscono un promettente
scenario per quello che potrebbe essere un futuro molto importante per le fonti rinnovabili e
per la riduzione dell'inquinamento. Ed è sempre stato qui, sotto i nostri piedi".
Non resta, dunque, che aspettare l'evoluzione e la messa in pratica di questa nuova scoperta e
nel frattempo impiegare tutti gli sforzi possibili in particolare sul risparmio e
sull'efficienza energetica, veri giacimenti alla portata e con benefici per tutti.
(da greenreport.it del 20 agosto 2008)
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