Teheran - Ieri l'amministrazione Bush ha introdotto sanzioni economiche
contro cinque organizzazioni iraniane coinvolte nel programma nucleare di Teheran: Nuclear
research center for agriculture and medicine, Esfahan nuclear fuel research and production
center, Jabbar Ibn Hayan, Safety equipment procurement company e Joza industrial company.
Il sottosegretario Usa al tesoro, incaricato della lotta al terrorismo, Stuart Levey, ha
spiegato che "queste cinque organizzazioni nucleari sono utilizzate dall'Iran per
nascondere le sue attività illegali e perseguire le sue ambizioni nucleari
pericolose".
Ma le sanzioni economiche, che includono il blocco di tutte le attività di queste
società iraniane negli Usa, non sembrano impressionare molto il presidente Mahmud
Ahmadinejad che oggi ha annunciato irridente che ormai "Teheran ha battuto l'Occidente
nel litigio sul dossier nucleare iraniano. E' qualche anno che, nell'ambito di negoziati, i
Paesi occidentali esigono dall'Iran la sospensione completa dei lavori di arricchimento
dell'uranio. Invece delle 20 centrifughe da quell'epoca noi ne abbiamo diverse migliaia.
Attualmente l'Occidente ha addolcito le sue posizioni e vuole che congeliamo entro il mese
prossimo l'installazione di nuove centrifughe".
I media iraniani sottolineano che per Ahmadinejad, "Il dossier nucleare iraniano è
una prova della volontà del popolo iraniano e una disfatta per le potenze mondiali
marce. Grazie agli sforzi del governo iraniano, l'Iran ha ottenuto un grande successo nel
campo dell'atomo pacifico. La previdenza del governo riguardo alla questione nucleare ha
permesso all'Iran di far valer i suoi diritti nella sfera dell'atomo pacifico. Le minacce e la
propaganda dei Paesi occidentali non sono che un pretesto per fare pressione sui Paesi".
E' chiaro che le sanzioni non spaventano Teheran e che Ahmadinejad ha ragione a dire che
mentre l'Iran veniva minacciato ha fatto come gli pareva (con l'aiuto dei russi e la benevola
considerazione di Cinesi ed Italiani), quel che non è chiaro è perché, se si
parla davvero di nucleare "pacifico", da una parte e dall'altra il linguaggio sia
sempre più bellicoso.
(da greenreport.it del 13 agosto 2008)
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