Teheran - La Repubblica islamica non cederà di un millimetro sul
proprio diritto al nucleare. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad torna a fare la voce grossa in
coincidenza dello scadere dell'ultimatum - informale - di due settimane posto dai paesi del
"5+1" (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) a Teheran perché
congeli il suo programma nucleare, in particolare l'arricchimento dell'uranio, in cambio di un
pacchetto di incentivi.
La dichiarazione del presidente, pubblicata sul sito della presidenza della repubblica
islamica dopo il colloquio a Teheran con il presidente siriano Bashar al Assad - che ha avuto
come argomento proprio il programma nucleare iraniano - continua così: "Qualsiasi
negoziato cui prenderemo parte...(sarà) inequivocabilmente in linea con l'obiettivo
della realizzazione del diritto al nucleare iraniano e la nazione iraniana non arretrerà
di un millimetro dai suoi diritti".
Il 19 luglio scorso a Ginevra attorno a un tavolo si sono trovati l'Alto rappresentante per la
politica estera e di sicurezza dell'UE, Javier Solana, i rappresentanti del 5+1 e per la prima
volta un rappresentante degli Stati Uniti, Williams Burns, numero tre della diplomazia
americana. All'Iran erano state date due settimane di tempo per esaminare le proposte del 5+1,
ovvero incentivi per il nucleare civile e stop all'adozione di nuove sanzioni in cambio della
sospensione del programma per l'arricchimento dell'uranio. La scadenza non era stata fissata
ufficialmente ma Washington aveva lasciato intendere che avrebbe atteso fino ad oggi, data in
cui le due settimane scadono. Teheran, dal suo canto, ha rifiutato l'idea di avere a
disposizione due settimane per dare una risposta e non fa alcun accenno alla scadenza di oggi.
Questa è solo l'ultima mossa in ordine di tempo dell'interminabile partita a scacchi che
vede da una parte gli iraniani sostenere che le attività di arricchimento dell'uranio
puntano a creare solo il combustibile fissile per uso civile; dall'altra l'Occidente, Stati
Uniti in testa, convinti che Teheran voglia dotarsi della bomba atomica.
(da repubblica.it del 2 agosto 2008)
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