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Ultimo Aggiornamento © Neo |
| Scajola in fila con Bielorussia e Giordania alla fiera del nucleare russo | |||
Mosca - Due giorni fa è toccato al ministro dello sviluppo
economico Claudio Scajola chiedere al presidente del gruppo Rosatom, il gestore statale del
nucleare civile dell'intera Russia, di "creare congiuntamente con il ministero italiano
dello sviluppo economico un gruppo di lavoro in questo campo. Si tratta, prima di tutto, di
progettare i reattori di terza generazione, ma noi vorremmo anche promuovere la nostra
cooperazione sui reattori attuali", quindi andrebbe bene anche la seconda di generazione,
pericolosamente vicina a Cernobyl e molto lontana dalle dichiarazioni di nucleare sicure e di
ultima generazione fatte da Scajola in Italia. Ma qualche sacrificio semantico si può
fare per strappare la firma di un accordo per la progettazione congiunta russo-italiana di una
nave per il trasporto di combustibile nucleare irradiato. Una imbarcazione da 4'000 tonnellate
che gli italiani dovranno costruire in due anni e mezzo e finanziare con 71,5 milioni di euro,
operativa dal 2011 e diventerà di proprietà della società russa Atomflot. In
cambio l'Italia otterrà la realizzazione di un impianto di riciclaggio e soprattutto di
stoccaggio di scorie nucleari a Murmansk, nel lontano grande nord russo ormai trasformato in
pattumiera del nucleare militare e civile russo, dove inviare in futuro i rifiuti radioattivi
delle nuove centrali nucleari di Scajola e Berlusconi. Lontani dagli occhi, lontani dal cuore
e soprattutto dalle possibili nuove Scanzano Ionico. |
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