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Ultimo Aggiornamento
domenica 30 novembre 2008

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Brown e Rice all'Iran: "Basta rinvii"
Gordon Brown - primo ministro inglese

- Monito all'Iran dal segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e dal premier britannico Gordon Brown, dopo i segnali distensivi arrivati dall'incontro svoltosi sabato a Ginevra. La Rice ha avvertito Teheran che è finito il tempo delle "chiacchiere" e che solo "una risposta seria" sullo stop all'arricchimento dell'uranio può scongiurare ulteriori "misure punitive".

"Siamo nella posizione più forte possibile per dimostrare che, se l'Iran non agisce, bisogna tornare alla strada delle sanzioni", ha avvertito la Rice conversando con i giornalisti sull'aereo diretto ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, prima tappa del suo tour mediorientale. Il capo della diplomazia Usa ha spiegato che Washington è pronta a imporre nuove sanzioni bilaterali e anche gli alleati europei valuteranno altre misure in caso di risposta negativa dall'Iran. E' stato il primo commento della Rice dopo l'incontro di sabato a Ginevra sul nucleare iraniano, a cui per la prima volta hanno partecipato anche gli Usa. La riunione, ha spiegato, ha inviato "un messaggio molto forte agli iraniani che non possono continuare lo stallo ... devono prendere una decisione".

I segnali che arrivano dall'Iran non sono rassicuranti. Il capo negoziatore della repubblica islamica, Saed Jalili, ha affermato che Teheran non prenderà in considerazione la possibilità di una sospensione dell'arricchimento, di cui, ha sottolineato, "a Ginevra non si è neppure parlato". Intervenendo davanti alla Knesset, il Parlamento israeliano, Brown ha assicurato che la Gran Bretagna e la comunità internazionale sono pronte a difendere Israele contro le "abominevoli" minacce dell'Iran. Il premier britannico ha fatto capire chiaramente che Londra si schiererà a fianco di Israele se fosse messo a rischio il suo diritto a esistere; e il discorso è visto come un segnale che la Gran Bretagna è pronta ad appoggiare un intervento militare contro l'Iran se dovessero fallire tutte le altre strade diplomatiche per piegare il regime degli ayatollah. "L'Iran deve compiere una scelta chiara: sospendere il suo programma nucleare e accettare la nostra offerta di negoziato o far fronte a un crescente isolamento e alla reazione collettiva non solo di una, ma di tutte le nazioni del mondo", ha avvertito Brown.

(da LA STAMPA.it del 21 luglio 2008)


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